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Gargano Lab/ Tecnologia contro le catastrofi

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Arrivano i sensori “anti-alluvioni”.

 

GarganoLab è la proposta progettuale presentata dalla costituenda Rete di Imprese fra le societa’ STAER SISTEMI srl, W-ENTERPRISE srl, GEM ICT srl , con capofila la STAER SISTEMI, per il sodddisfacimento del fabbisogno espresso dal Consorzio di Bonifica del Gargano (codice RFB_543) nell’ambito del Bando Pubblico ‘Living Labs SMARTPUGLIA 2020 per il supporto alla crescita e sviluppo di PMI specializzate nell’offerta di contenuti e servizi digitali’.
Il progetto GARGANO_LAB ha per oggetto il design, la prototipazione, il test e la sperimentazione di un sistema tecnologicamente avanzato, multicomponente, in grado di concretare il paradigma di Smart Area nelle aree gestite dai Consorzi di Bonifica del Gargano, con particolare riferimento alle problematiche di Gestione del Territorio, Monitoraggio ambientale e Mitigazione del Rischio idrogeologico. Il progetto è riconducibile alla linea di intervento ‘Linea 1 – Smart Cities & Communities’, dominio di riferimento ‘i. Ambiente, Sicurezza e Tutela Territoriale’ previsto fra i settori di cui all’art. 4, punto 3.I, del Bando ‘Apulan Living Labs’.
GARGANO_LAB mira a fornire al Consorzio di Bonifica del Gargano (beneficiario finale) uno strumento operativo basato sulle più innovative tecnologie ICT (Information & Communication Technologies) a supporto delle attività di competenza del Consorzio stesso, con particolare riferimento a:
# GESTIONE DEL TERRITORIO, conoscenza del territorio, alla pianificazione degli interventi di sistemazione idraulica e manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere gestite;
# MONITORAGGIO AMBIENTALE finalizzato principalmente al rilevamento delle condizioni meteo;
# MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO, e quindi dei danni alla pubblica e privata incolumità dovuti ad eventi di dissesto idrogeologico, alluvione ed esondazione nei territori di competenza dei consorzi, mediante un sistema di allerta automatico (EAS).

L’alluvione di Peschici del 2014 non è un ricordo lontano, almeno sul Gargano, in Puglia. Da queste parti, ogni bollettino d’allerta della Protezione civile fa paura. Le piogge che caricano canali e torrenti diventano così uno spettro da monitorare giorno per giorno. Per questo, gli occhi sono puntati sulla sperimentazione del nuovo sistema di monitoraggio online partito qualche mese fa a Molinella, tra Vieste e Peschici. Una serie di sensori sono stati piazzati in alcuni punti per allertare l’innalzamento anomalo dell’acqua e lanciare l’allarme alle popolazioni, contrassegnate con i codici della Protezione civile (verde, giallo, arancione e rosso). La novità è che, attraverso un portale internet dedicato (www.garganolab.it), da qualche tempo è possibile registrarsi per partecipare ai flussi informativi sulle situazioni critiche.
“È solo il primo passo di un disegno più ampio che punta a favorire anche le attività produttive del posto nel rispetto dell’ambiente”, ha spiegato il presidente del Consorzio di bonifica del Gargano, Giovanni Terrenzio. A realizzare questo esperimento pilota, con uno stanziamento di circa 400mila euro, un mix di partner pubblici e privati (questi ultimi hanno partecipato con il 60 per cento dell’investimento). L’obiettivo nel medio termine sarà quello di estendere l’esperimento “al resto del Gargano ed in altre aree a rischio della Puglia”, a cominciare dal Tarantino. “Se siamo ancora qui a parlarne ad 8 mesi dall’attivazione del progetto – ha spiegato Gaetano Grasso di InnovaPuglia -, vuol dire che ha funzionato. Se l’obiettivo di Living Labs deve essere quello di creare tecnologia e non comprarla, questo è un caso scuola”. Al sistema informativo tecnologico, per, bisognerà affiancare l’efficacia dei “sensori umani”, sollecitando lo scambio di informazioni “biunivoco dall’alto e dal basso”. Attraverso semplici sms o email, infatti, chiunque può diramare l’allerta. “Abbiamo dato il via ad un sistema che potrà essere implementato anche altrove – ha concluso Antonio Scuccimarra di Staer Sistemi -, per avere possibilità maggiori di intervento in caso di emergenze nelle zone più esposte al rischio del dissesto idrogeologico”.


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