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Si rinnova la secolare TRANSUMANZA del Gargano

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Il CARPINO FOLK FESTIVAL nasce nel 1996 con l’intento di valorizzare la tradizione musicale agropastorale di Carpino e del Gargano. Nel solco di questa tradizione si inserisce l’organizzazione della TRANSUMANZA DEL GARGANO presso la MASSERIA FACENNA. Lo scopo è quello di evocare le tradizioni e i fattori culturali del recente passato e di promuovere e valorizzare uno sviluppo territoriale centrato sulle caratteristiche endogene ambientali, culturali, paesaggistiche e artigianali tipiche del Gargano. Natura, Movimento, Enogastronomia, Eventi per suscitare lo stupore e la voglia di partire per soggiorni brevi nel Gargano come esploratori al centro di un’esperienza inusuale rispetto all’immagine tradizionale della Puglia.
Trasformare la visita del Gargano da un semplice momento di svago in un’esperienza da vivere unica, autentica e non massificata, in cui la transumanza è il pretesto per conoscere non solo luoghi nascosti e fuori dai circuiti tradizionali, ma anche per apprendere la cultura e le tradizioni delle comunità del Parco Nazionale del Gargano, godere della salubrità dell’aria e scoprire l’incredibile tasso di biodiversità del più grande polmone verde della Puglia che altro non è che una sorta di ecomuseo diffuso e vivente da vivere tutto l’anno.
La MASSERIA FACENNA per riprendere ad avviare le maglie di un discorso interrotto bruscamente dall’alluvione del settembre 2014 e tessere la RETE DELLE ANTICHE MASSERIE GARGANICHE come tappe di percorsi di fruizione del territorio.
La festa della TRANSUMANZA DEL GARGANO, ideata da Luciano Castelluccia, è, quindi, parte di un più ampio programma dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival per contribuire allo sviluppo endogeno del sistema territoriale garganico, in considerazione delle importanti ricadute economiche, sociali e turistiche che esso può produrre.
Il 24 aprile 2016, nell’anfiteatro naturale costituito da Capoiale, San Nicola di Varano, Cagnano Varano, Ischitella, Vico del Gargano fino a Rodi Garganico, mandrie di vacche podoliche, pecore, capre garganiche e pastori animeranno e invaderanno le strade pedecollinari che lambiscono Poggio Pastromele di Carpino e che si sono cristallizzate nel corso dei secoli nelle vie transumanti dal piano alla montagna secondo caratteristiche e organizzazione simili al fenomeno della grande transumanza che dagli Abruzzi portava greggi e mandrie verso il Tavoliere e il Gargano percorrendo le vie naturali dei tratturi.
Nel passato sulla montagna del sole la zona più adatta alle pecore era quella di San Giovanni Rotondo, il paese dei pastori, dove la pastorizia, in genere, era totalizzante rispetto agli altri paesi del Gargano. Di pecore se ne trovavano anche a San Marco, ad Apricena, a Rignano, a Sannicandro, a Carpino, a Cagnano, ecc. Moltissimi erano gli allevamenti di capre sul Gargano. Assai diffusi lo erano nei paesi confinanti con la Foresta Umbra, cioè vicino Monte Sant’Angelo, Mattinata, Vieste, Vico, ma ce n’erano molti anche a Sannicandro, a San Marco in Lamis e in genere su tutto il territorio garganico, dove la capra nera era forse l’animale più diffuso.
Nelle Puglie ed in particolare su tutto il promontorio era particolarmente diffusa la Vacca podolica. La Podolica del Gargano è una razza allevata allo stato brado e che quindi offre carni sapide, sane, ricche di sali minerali dal suo latte vengono prodotti ricotte e formaggi dai sapori unici, come il caciocavallo podolico.


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