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“Se oggi vinco non gioco più…Scommettiamo su questo?”

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In questa settimana avrei dovuto scrivere un articolo, ero indecisa su quale tema trattare. Una mattina esco da casa per delle commissioni, mi propongo di osservare con più attenzione il mio amato paese, speranzosa di rientrare con in mente qualche  idea sul tema da sviluppare.

 

 Diversi sono stati i giri fatti nella mattinata, mentre ero in attesa in un tabacchino, la mia attenzione è stata catturata  nell’ascoltare suoni di monetine e “mugugni” espressi in forma dialettale…osservo: diverse persone riunite nel parlare di puntate, vincite, perdite, percepisco la loro “rabbia”, il loro malcontento, la loro frustrazione e i loro occhi tristi. Già, Vieste non è “ il paese delle meraviglie”, il nostro paese è come il resto dell’Italia, anch’esso  colpito da una “malattia sociale” : Gioco d’azzardo Patologico.  Facile far vinta di non vedere, ma, questa realtà esiste purtroppo. Il motivo per cui oggi decido di trattare questo tema è per INFORMARE, PREVENIRE, AGIRE…non abbiamo tutti “occhi miopi” per cui forse è arrivato il momento in cui ognuno di noi inizi ad aiutare chi realmente ne ha bisogno e che  purtroppo ancora non se ne rende conto: “Prevenire e meglio che curare”,  in questo caso, “prevenire è meglio prima che diventi troppo tardi…”.
In passato il “gioco” era considerato un semplice “vizio”, oggi, diviene una vera e propria MALATTIA, tanto da essere stata recentemente inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il GAP (gioco d’azzardo patologico) una patologia prevenibile, curabile e guaribile, che richiede diagnosi precoce, cure specialistiche e adeguati supporti psicologici e sociali.
Mi sono chiesta il perché, oggi, il “gioco” perde il suo significato di divertimento, libertà, creatività, da “oasi della gioia”, si trasforma in una “gabbia del Sé”, fatta di schiavitù, ossessione, ripetitività, depressione, problemi economici, familiari ecce ecc. La risposta più immediata che mi sono data e che in un periodo di grande  crisi economica, sicuramente tutti noi abbiamo “sognato” e desiderato una vincita milionaria.  
Chi non è stato tentato di giocare per vincere?  Credo un po’ tutti! Ma, tra pensare, sognare, desiderare e…giocare incessantemente per vincere la differenza è abissale.  Sono centinaia le forme di gioco (d’azzardo) legalizzate in Italia, basti pensare alle  slot machine, video lottery, gratta e vinci, poker online e lotterie istantanee, per non parlare dei “salotti”, casinò, bingo ecce cc.  La triste realtà è che oggi a disposizione di ogni cittadino italiano ci sono più slot machine che posti letto in ospedale. In Italia 900 mila persone (dal “Il sole 24 ore”  del 21/04/2015) ne sono affette, chiediamoci  il perché di  questo? Il gioco d’azzardo rientra nella categoria dei giochi di sorte si scommette del  denaro su un evento ad esito incerto, in cui è il caso a determinare il risultato. Nessun gioco di abilità come molto spesso si pensa, si cerca di vincere sulla fatalità.   Prendendo in analisi un gratta e vinci:  il  Miliardario,  secondo quanto riportato sul sito dell’AAMS, presenta la  probabilità di vincita: 1 su 4,00 biglietti, probabilità/frequenza della vincita massima: 1/5.040.000 biglietti, in sostanza si riducono i biglietti con vincite di maggior rilievo, mentre aumentano quelli con vincite inferiori. Mentre il giocatore continua a grattare…pensa: “ se vinco non gioco più!”, dalle probabilità sopra riportate,  credo che continuerà a grattare ancora tanto, questa è  l’infelice realtà.  Come si descrive il giocatore?  Quest’ultimo definisce la sua attività come una piacevole forma di passatempo o come un’innocente distrazione dalla routine quotidiana, senza alcuna conseguenza sfavorevole, ma, alcuni di essi, ahimè, arrivano a sviluppare forme patologiche di gioco, che provocano gravi conseguenze sul piano individuale, familiare, lavorativo e sociale. Pensiero illusorio: “Se oggi vinco non gioco più!”. Intenzione…lontana dalla realtà. La vincita tanto desiderata non arriva mai, e se sopraggiunge, non placa il desiderio di giocare e ri-giocare nuovamente, i soldi delle vincite sono utilizzati esclusivamente  solo sul tavolo da gioco, nelle macchinette, su internet o nelle varie schedine. In molti si staranno chiedendo se esiste un confine tra “giocatori patologici” e non. Il giocatore diviene patologico quando, l’attività di gioco non è più un passatempo, si trasforma in un bisogno imprescindibile e la sua assenza provoca stati di malessere. Smarrisce l’idea  del “vado a giocare per rilassarmi o passare del tempo” prendendo  forma il  “vado a giocare perché devo, non posso più farne a meno”.  Da qui la frequenza con cui si gioca cresce inevitabilmente sino ad occupare tutta la giornata del giocatore trascurando vita sociale ed affetti. Il gioco inizia a rappresentare l’unica fonte d’interesse e di apparente piacere e prevale su tutti gli altri interessi. Le relazioni che prima animavano la vita del giocatore, ora sono completamente trascurate e hanno senso solo nella misura in cui servono a rimediare altro denaro da impiegare nel gioco d’azzardo. A volte i giocatori possono persino commettere piccoli furti, anche nella loro stessa casa, rubando per esempio dal portafogli di un familiare, oppure indebitarsi con amici, conoscenti e banche. Nei casi più gravi pur di continuare a giocare (e talvolta a causa dei debiti accumulati) la persona può arrivare persino a mettere la propria casa, auto, fede nuziale,  sul tavolo da gioco,  perdendo così ogni limite e contatto con la realtà. La patologia si configura dunque come un crescendo: s’inizia giocando sporadicamente, per arrivare più o meno rapidamente ad una frequenza ed intensità di gioco che si estendono a tutte le ore del giorno e della notte. La posta in gioco non sono più solo i soldi e i beni materiali, ma la stessa vita del giocatore, questa è messa a repentaglio. Non esistono più contatti con l’esterno, scambi relazionali (che non abbiano lo scopo del gioco), non esistono più scuola o lavoro, si arriva a perdere tutto. Sino ad arrivare nei casi più gravi a tentativi di suicidio. E’ molto difficile che un giocatore si renda conto di essere diventato patologico e compulsivo, poiché il cervello della persona tende sempre a cercare la gratificazione piuttosto che guardare in faccia il problema. E’ più facile che siano i parenti ad accorgersi dei problemi scoprendo la perdita di denaro o sbalzi di umore, insonnia, ansia, depressione. Cosa si può fare quando una persona vicino a noi manifesta questa patologia? E’ molto arduo convincere un giocatore in “fase attiva” a farsi aiutare, ci risponderà: “Mi controllo”. Solitamente è il giocatore stesso che a un certo punto decide che vuole uscirne, perché “ha toccato il fondo” (quando si viene abbondonati dalla famiglia a causa del gioco, quando si perde il lavoro, quando ormai si è pieni di debiti ecc).  Nel manuale diagnostico dei disturbi mentali, DSM IV, il G.A.P viene collocato all’interno della categoria delle Dipendenze in un’apposita sottocategoria, “Disturbo non correlato all’uso di sostanze”. Vediamo insieme i criteri diagnostici:   1) Necessità di giocare una quantità crescente di denaro con lo scopo di raggiungere l’eccitazione desiderata. 2) È irritabile o irrequieto quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo. 3) Ha effettuato ripetuti sforzi infruttuosi per controllare, ridurre o interrompere  il gioco d’azzardo. 4) È spesso preoccupato per il gioco d’azzardo (per esempio, ha pensieri persistenti di rivivere esperienze passate del gioco d’azzardo, di problematiche o di pianificazioni future, pensando come ottenere danaro con cui giocare). 5) Spesso gioca quando si sente in difficoltà (per esempio, assenza di speranza, in colpa, ansioso, depresso.) 6) Dopo aver perso soldi al gioco, spesso torna un altro giorno (perdite “inseguite”). 7) Racconta bugie per nascondere il coinvolgimento nel gioco d’azzardo. 8) Ha messo a repentaglio o ha perso una relazione significativa, il lavoro, lo studio o una opportunità di carriera  a causa del gioco d’azzardo. 9) Si basa su altri per cercare denaro per alleviare le disperate situazioni  finanziarie causate dal gioco d’azzardo. Livello di gravità: Media  (soddisfatti 4-5 criteri), Moderata (soddisfatti 6-7 criteri)  Grave (soddisfatti 8-9 criteri). L’APA ha basato la decisione su dati secondo cui nelle persone che sono dipendenti dal Gioco d’Azzardo il cervello cambia in modo simile a quello dei tossicodipendenti.
Ci sarebbe tanto da aggiungere su questo tema, rischierei di dilungarmi e di conseguenza perdere l’obiettivo che mi ero prefissa: INFORMARE-PREVENIRE-AGIRE.  In quanti di voi,  durante la lettura vi sarà venuto in mente qualche amico e/o parente che è a rischio e/o ne è affetto…sicuramente vi starete chiedendo,  “a chi mi devo rivolgere"? A Vieste non ci sono centri, dottori, servizi ecc.ecc”.  Iniziate con l’informarvi dal vostro medico di famiglia e/o presso l’ASL e/o psicoterapeuti, le strade ci sono bisogna solo volerle percorrere!
Durante una seduta un mio paziente mi disse: “ Io volevo solo abbattere il sistema (le probabilità di vincita) ho creduto di potercela fare…alla fine mi sono reso conto che il sistema ha annullato me…Ormai i soldi li ho persi, potrò riguadagnarli solo lavorando e non giocando, oggi,  voglio riprendermi la mia vita…aiutami in questo”.  Oggi INSIEME abbiamo VINTO, “abbattendo ” il vero “sistema” : la dipendenza dal  tuo “gioco”. Grazie a te (…) per esserti affidato a me, il nostro viaggio “nel viaggio” della mente  è stato un “gioco SempliceMente Speciale”.
Ricordatevi : “Il gioco d’azzardo NON è un gioco (divertente)!!!”.

Bibliografia
Manuale Diagnostico  e statistico dei disturbi mentali, DSM IV – TR.
Manuale di Psichiatria, Giberti-Rossi.
Siti consultati: www.stateofmind.it, www.psicologi-italia.it,www.benessere.com.

“SempliceMENTE Parliamone” a cura della dott.ssa Silvia Coda, Psicologa/Psicoterapeuta


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