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Reporter della Tua Città/ Il viestano Andrea Miacola al Fine Dining Lovers

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 Giovani talenti viestani crescono, vanno lontano a sfidare i colleghi di tutto il mondo e poi tornano.

 

 È il caso di Andrea Miacola, classe ’87, ambizioso e dall’animo alla continua ricerca del nuovo, nella vita come nella cucina, che è la sua grande passione.
“La mia passione per la cucina nasce nelle mura domestiche, quelle della nonna, dove – racconta Andrea – da piccolo vivevo l’amore di preparare un pasto e la cerimonia del condividerlo. Respirare i profumi di prodotti genuini, imparare le ricette della tradizione e vivere i riti legati a lunghe preparazioni era come poter regalare un momento speciale; ed è quello che cerco di fare ogni volta che preparo un piatto per chiunque lo gusterà.”
Dalla cucina della nonna questa passione è cresciuta e l’anno scorso lo ha portato a confrontarsi a livello internazionale come semifinalista per la Fine Dining Lovers – S. Pellegrino Young Chef, una competizione mondiale che vede sfidarsi giovani talenti culinari provenienti da 20 aree geografiche.
Era in gara per il Portogallo, poiché allora lavorava con lo Chef Dieter Koschina al “Vila Joya” di Albufeira, ristorante al 22° posto su scala mondiale secondo la classifica San Pellegrino, che conferma le due stelle Michelin. Durante il concorso era in competizione con altri professionisti spagnoli e ha presentato il dolce “Anona fresca delle isole portoghesi”, in cui il gusto di casa rappresentato dal caffè si abbinava a ingredienti tipici delle isole vulcaniche Azores.
Entusiasta di questa grande esperienza, Andrea partecipa anche all’edizione di quest’anno.
Lunedì 23 maggio disputerà ad Anversa la semifinale del Fine Dining Lovers – S. Pellegrino Young Chef 2016 per il Benelux, perché al momento dell’iscrizione alla gara lavorava al “De Librije”, ristorante 3 stelle Michelin a Zwolle, in Olanda.
Il piatto con cui gareggia è frutto di quest’ultima grande esperienza: racchiude infatti elementi simbolo dello Chef Jonnie Boer come il tulipano, il Pata negra Joselito, le ostriche Gillardeau marinate, la polvere thai green curry, i semi di mostarda e il pino fresco, che incontrano la più essenziale tradizione italiana di presidio Slow Food, ossia il coniglio grigio di Carmagnola e i pomodori vesuviani.
La giura che lo attende – il comitato dei Sette Saggi – sarà composta da alcuni degli chef attualmente più quotati al mondo, ma non solo, sarà presente anche un giornalista, un fotografo e appassionati del mondo della cucina, che ne valuteranno l’aspetto, il gusto, la ricercatezza e la coerenza del risultato.
Forte, innovativo, internazionale, tre aggettivi che racchiudono una personalità ambiziosa e sempre attenta al più piccolo dettaglio. “Il mio sogno – racconta Andrea – è poter riunire, all’interno di una cucina, una squadra di giovani chef. Ognuno con il proprio talento, con il proprio background, al servizio della ricerca del gusto e dell’essenza della materia. Un viaggio gastronomico totalizzante, che porti alle origini, ma allo stesso tempo proietti in un mondo nuovo, di sapore e conoscenza.”
Per questo motivo Andrea trascorrerà questi pochi mesi che lo separano dalla finale della gara nel suo paese natio, Vieste, perché – dice – “ritornare alle origini è un modo per rimanere ben saldi alla tradizione. D’altronde, dove vai se non sai da dove vieni?!”.
Nel suo ristorante "La Ripa" potrete non solo assaggiare la sua cucina sperimentale dal sapore internazionale, ma incontrare un giovane talento con una mente visionaria.
Non ci resta che fargli un grande in bocca a lupo e sostenerlo in questa grande avventura. Ad Maiora, Andrea!

Chiara Sciannamè


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