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Verso le Elezioni/ “Per fare un tavolo ci vuole il legno”

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Spazio autogestito – Spesso mi capita di cantare a mio figlio la canzone di Sergio Endrigo, “per fare un tavolo ci vuole il legno…”, sono certo la conosciate in molti…

 

 Cantandola con Gabriele mi sono fermato a riflettere sul significato profondo del testo e, come spesso mi capita nell’ultimo periodo, ho pensato a questa agguerrita campagna elettorale e al messaggio distorto che spesso passa.
Correre su e giù per il Paese, bussando alle porte delle persone, percorrendo strade e quartieri che si sono sempre evitati, non rappresenta affatto il vero senso della politica.
La politica è impegno, passione, competenza e soprattutto non è mai il risultato del lavoro di una sola persona.
Tutti corrono, tanti urlano, alcuni (forse i più disperati) ricorrono a mezzucci al limite della legalità, ma chi sta parlando del nostro Paese, di noi cittadini?
Uno schieramento, noto per essere battagliero, sta spendendo le proprie cartucce nella critica ad personam e nella denuncia di irregolarità nella gestione della campagna elettorale, sottraendosi all’unico momento di confronto reale.
L’altro, ha scoperto, grazie a queste elezioni, l’esistenza del centro storico e di tutti i suoi abitanti, avventurandosi tra i vicoli del nostro Paese, alla ricerca di voti, e proponendo all’occorrenza slogan copiati, simboli copiati e programmi elettorali scopiazzati…una grande novità, fatta da persone davvero competenti!
Un terzo si aggira nel Paese, quasi in sordina, lasciando un dubbio a noi tutti: il figlio non ha gli stessi argomenti paterni?
L’altro…vabbè non mi accanirei, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.
E poi c’è la squadra di candidati che sostengo, quella di Mauro Clemente.
Mauro, innanzitutto una brava persona, poi un bravo professionista!
Non di certo una persona che si è improvvisata e presentata alla popolazione solo in occasione di questa tornata elettorale. E soprattutto non un comandante assoluto… questa caratteristica, sono convinto, è la forza del gruppo. Nessuno si sente insostituibile e indispensabile, ma tutti sanno di essere utili alla buona politica.
Chi, portando la propria esperienza e memoria storica, e chi offrendo il proprio entusiasmo e la propria competenza, conoscenza, disponibilità al lavoro di squadra in vista del comune obiettivo.
Proprio come canto a Gabriele… per fare un tavolo, ci vuole il legno…per fare buona politica, ci vuole una buona, variegata e competente squadra!

Giuseppe Caruso


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