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BancApulia, a Vico sono disperati

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Gli azionisti del piccolo centro del Gargano si sono rivolti a Condconsumatori Puglia. Il punto della situazione con Rosa Caposiena, legale dell’Associazione.

 

 Numerosi gli azionisti pugliesi di (quella che era la banca del, la Daunia) Bancapulia (gruppo Veneto Banca), legati alla vicenda che ha visto crollare il prezzo delle azioni. Confconsu­matori Puglia, interpellata da azionisti e clienti di Bancapulia, sta tenendo una serie di incontri sul territorio. Dopo San Seve­ro, sede storica di Bancapulia e Foggia, è stata la volta di Vico del Gargano a fine giugno. L’azione di Veneto Banca il 9:5.13 viene ancora stimata e venduta ai clienti della banca per un valore di 40,75 euro, nel settembre 14 viene stimata a 39,5 euro, sino all’assemblea dell’ aprile’ 15 dove il prezzo viene fissato a 30,5 euro. Il 19.12.15, il prezzo crolla e viene fissato a 7,3 euro. "Oggi, invece, vale 10 centesimi di euro – dichiara, Rosa Caposiena, legale di Confconsumatori Puglia – in primis perché la ricapitalizzazione dell’istituto non è andata a buon fine e il ‘Fondo Atlante’ è intervenuto per il 98%. Ciò, quindi, come conseguenza, ha scongiurato il fallimento di Veneto Banca ed eliminato i rischi per gli azionisti. ‘Ma, come detto, il rovescio della medaglia è rappresentato dal crollo del prezzo dell’azione, passato a 0,10 euro da 40,75". Tanti sono gli azionisti e clienti di Bancapulia, una volta la ban­ca che rappresentava San Severo e la Capitanata, dal Nord al sud della Puglia, prima di essere acquisita dal gruppo di Mon­tebelluna: "Gli azionisti di Bancapulia coinvolti sono 2200, mentre i clienti sono 150.000 – continua l’avvocato Caposie­na, che fa notare le due strade percorribili – Ad oggi, o gli azio­nisti si rassegnano e perdono tutto (è brutto dirlo in modo così diretto) o fanno causa. Chiaramente, non tutti possono in­tentarla ma solo chi ha acquistato-prodotti, azioni, gli ultimi 3/4 anni e per i clienti che non hanno un profilo di rischio ade­guato all’operazione finanziaria: ad esempio, persone anzia­ne con un titolo di studio basso". Tanto dalla conferenza di San Severo, passando per quella di Foggia e arrivando all’incontro di Vico del Gargano del 28 giugno, il leitmotiv è pressoché lo stesso. "Esatto – riprende Rosa Caposiena – È emersa molta rabbia da parte dei clienti, disperazione, e diversi quesiti sono stati po­sti. Questa conferenza a Vico, che ci era stata richiesta. Ha vi­sto una folta presenza di persone provenienti da tutto il Gar­gano (Rodi, Ischitella, San Giovanni Rotondo, Apricena, Car­pino, ecc.). Al momento non abbiamo altri incontri in pro­gramma, ma se dovessero pervenirci sollecitazioni, potrem­mo andare anche sui Monti Dauni". Il consigliere regionale Guglielmo Minervini (Noi a Sinistra) è intervenuto sulla que­stione con una mozione: "La Giunta regionale si mobiliti per sostenere i risparmiatori e i piccoli azionisti pugliesi di BancApulia, chiedendo un intervento del governo nazionale così come è stato fatto per Banca Etruria, avviando un confronto con le associazioni dei consumatori, istituendo un fondo fi­nalizzato a sostenere le spese legali dei risparmiatori e degli azionisti che lamentano di essere stati truffati, ma anche dan­do vita a una forte campagna di educazione finanziaria per aumentare la conoscenza e la consapevolezza dei piccoli rispar­miatori sui rischi che certi investimenti possono comportare. Da quello che si apprende, ci sarebbero moltissimi casi in cui collocamenti azionari ad alto rischio sarebbero stati proposti come investimenti sicuri e redditizi, venendo meno alle nor­me di tutela degli investitori e dei consumatori. Davanti ad un quadro così allarmante non si può rimanere con le mani in mano: è un fenomeno che, purtroppo, ci riguarda da vicino, con possibili ricadute negative anche per l’economia regionale. Secondo alcune stime i pugliesi coinvolti, le piccole aziende interessate, sarebbero migliaia e le perdite complessivamente am­monterebbero a diverse centinaia di milioni di euro". Il presidente di Confconsumatori Puglia; avv. Antonio Pinto: "Nel 14 veneto Banca, in seguito a una relazio­ne ispettiva di Bankitalia, ha subito una maxi multa da 2,7 milioni di euro comminata all’intero ex Cda nel ’14, che è ora al­la base dell’inchiesta della Procura di Roma e che vede inda­gati l’ ex presidente Flavio Trinca e l’ex Ad Vincenzo Consoli La Procura di Roma, sta indagando alcuni ex dirigenti di Veneto Banca, con riferimento ad accuse di ostacolo all’attività di vi­gilanza della Banca d’Italia, nonché per gravi anomalie nella gestione, che potrebbero aver danneggiato circa 88.000 azio­nisti della Banca".

Beniamino Pascale
L’Attacco

 

 

 

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