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Monte S. Angelo/ La Comunità del Parco reclama una propria sede

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Individuata la Caserma Sansone, nel cuore della Foresta Umbra.

 

 Torna, a riunirsi la comunità dei sindaci dell’area protetta a distanza di due mesi e mezzo dall’ultima volta (era il 18 aprile scorso) quando elesse presidente e vice (Antonio Fentini, primo cittadino del Comune di Tremiti). Franco Tavaglione sinda­co di Peschici nonché presiden­te dell’organismo che raggrup­pa i 18 Comuni dell’ area protetta più la Provincia e la Regione, ha convocato la seduta del consiglio della Comunità per giovedì 7 luglio a Monte, in via S. An­tonio Abate, sede dell’ente, alle ore 11. Tre gli accapi all’ordine del giorno: 1) Regolamento per l’organizzazione della Comuni­tà Parco; 2) Sede della Comunità del Parco. ‘Determinazione; 3) Parere ex art. 10 comma 2 legge 394/1991 – residui conto consun­tivo 2015. «Per la prima volta da quando è stato istituito l’ente Parco nel lontano 1995 cioè ven­tuno anni fa- si approva il re­golamento della comunità dei sindaci dell’area protetta», an­nuncia Tavaglione, «Lo scopo è quello di dare un ruolo più ade­guato all’organismo, indirizza­re proposte all’ organo esecutivo dell’ente (ndc presieduto da Ste­fano Pecorella)». Si punta così ad aumentare la fase parteci­pativa e di condivisione dei sin­daci o dei delegati alla gestione dell’area protetta. «Con l’appro­vazione del regolamento dare­mo un volto nuovo ed un’orga­nizzazione più efficace alla co­munità dei sindaci – specifica Tavaglione la comunità punta anche a darsi una sede. Ecco, perché al secondo punto dell’ordine del giorno figura la discus­sione sulla sede di caserma San­sone ubicata nella Foresta Um­bra, perché è giusto che la Co­munità abbia una casa, così co­me è giusto che debba rivedere il suo ruolo per renderlo più in­cisivo». La Comunità del Parco è l’organo consultivo e propositivo dell’ente Parco ed è costituita dai sindaci dei Comuni il cui territorio ricade in tutto o in parte in quello del Parco e, pre­cisamente, dai comuni di Apri­cena, Cagnano, Carpino, Ischi­tella, Lesina, Manfredonia, Mat­tinata, Monte, Peschici, Rigna­no, Rodi, S. Giovanni Rotondo, S. Marco in Lamis, San Nican­dro, Serracapriola, Isole Tremi­ti, Vico, Vieste, nonché dal pre­sidente della Regione Puglia e dal presidente della Provincia di Foggia. Tavaglione come si ri­corderà – fu eletto all’unanimità due mesi e mezzo fa quale pre­sidente della comunità dei sin­daci dell’area, protetta, succedendo a Ersilia Nobile, ex primo cittadino di Vieste. In quella oc­casione, dopo- aver ringraziato " la Nobile-Per il lavoro fin qui svolto», il sindaco peschiciano annunciò: «Daremo una svolta all’attività della Comunità del Parco. Ci sarà maggior impulso. Convocherò una seduta al mese per fornire i dovuti suggerimenti alla governance dell’ente, ren­derò più saldi i rapporti tra il territorio ed il Parco». Tavaglione in quella occasione, nell’assumere il nuovo in­carico, dovette anche dimettersi! – perché incompatibile – da com­ponente del consiglio direttivo dell’ente.

Francesco Trotta

 

 

 

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