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Legambiente presenta Ecomafia 2016

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 Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, in Puglia e in Capitanata.

 

 Reati ambientali in leggera flessione ma crescono gli arresti: primi segnali di una inversione di tendenza dopo l’introduzione dei delitti contro l’ambiente nel Codice penale.
Nel 2015 accertati 27.745 reati ambientali e 188 arresti. 24.623 le persone denunciate e 7.055 i sequestri. Crescono gli illeciti nella filiera agro-alimentare, i reati contro gli animali e gli incendi che hanno mandato in fumo più di 37.000 ettari.  In calo i reati relativi al ciclo dei rifiuti.Costruiti illegalmente 18mila immobili. Resta la morsa dell’ecomafia nel Mezzogiorno. La Campania in testa alla classifica regionale degli illeciti. Il Lazio è sempre la prima regione del centro Italia, la Liguria è la prima del Nord. La corruzione fenomeno dilagante, è l’altra faccia delle ecomafie. La Lombardia è la regione con il numero più alto di indagini. Continua in maniera marcata il controllo degli ecomafiosi tra le aree boschive e agricole. Il business dell’ecomafia, in calo, è di 19,1 miliardi

I dati che riguardano la Capitanata:
Nella classifica provinciale dell’illegalità ambientale Foggia si piazza al settimo posto con 773 infrazioni accertate.
Ciclo illegale dei rifiuti: la maggior parte delle infrazioni accertate si concentra in Capitanata, 122.
Nella classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo del cemento nel 2015 al sesto posto troviamo ancora la città di Foggia con 166 infrazioni accertate.

In sintesi, la Puglia con 2.437 infrazioni accertate scende dal primo al quarto posto nella classifica generale dell’illegalità ambientale. E’ quanto emerge dal rapporto Ecomafia 2016 di Legambiente – le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, edito da Edizioni Ambiente con il sostegno di Cobat, presentato oggi a Roma al Senato e contemporaneamente a Bari.

In Puglia – fa sapere Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – “le illegalità ambientali sono in netto calo”. Tarantini si riferisce alle 2.437 infrazioni accertate nel 2015: “lo scorso anno erano ben 4.499. Inoltre – aggiunge il Presidente di Legambiente Puglia –  diminuiscono i reati legati al ciclo dei rifiuti e del cemento, quelli contro la fauna mentre preoccupano gli illeciti legati alla filiera dell’agroalimentare”.

Ancora qualche dato del rapporto Ecomafia: in Puglia sono 1.962 le persone denunciate e 10 arrestate, a cui si aggiungono 717 sequestri effettuati. Mentre nella classifica provinciale dell’illegalità ambientale si piazzano al settimo posto Foggia con 773 infrazioni accertate e al decimo Bari con 636 infrazioni.

Facendo un bilancio in Puglia dei primi otto mesi di applicazione della nuova legge 68 del 2015 sugli ecoreati, le forze dell’ordine hanno accertato 62 infrazioni, denunciato 79 persone ed effettuato 28 sequestri.

Nel ciclo illegale dei rifiuti, la Puglia scende alquinto posto, con 457 infrazioniaccertate, con 430persone denunciate e 196 sequestri effettuati. La maggior parte delle infrazioni accertate si concentra nelle province di Foggia, 122, e Bari, 112. In Puglia, dal 2002 ad oggi (31 maggio 2016), ci sono state ben 58 inchiestecontro attività organizzate per iltraffico illecito dei rifiuti, cioè il 18,5% circa delle inchieste su tutto il territorio nazionale.

“Nella nostra regione – si legge ancora nella nota diramata da Legambiente Puglia – i sequestri effettuati dalle forze dell’ordine hanno riguardato sia le numerose discariche illegali di eternit, laterizi, pneumatici fuori uso ma anche quelle di rifiuti solidi urbani, a causa della loro cattiva gestione”.
“C’è poi la dimensione transnazionale della Puglia – precisa Tarantini – cerniera tra l’Europa, i Balcani e il Medio Oriente, che l’ha trasformata in una base logistica per traffici transfrontalieri di rifiuti, soprattutto quelli diretti verso il sud est Europa e l’Estremo Oriente. Si tratta di rifiuti costituiti principalmente da rottami ferrosi, materiali plastici, rifiuti elettrici ed elettronici, carta, cartone e vetro che i trafficanti immettono nei circuiti illegali del riciclo.

Nella classifica dell’illegalità nel ciclo del cemento, la Puglia scende al quinto posto con 432 infrazioni accertate (l’8,8% del totale nazionale), 508persone denunciate, 9 arrestate e 158 sequestri effettuati. Nella classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo del cemento nel 2015 al sesto posto troviamo Foggia con 166 infrazioni accertate.

Nella nostra regione anche se diminuiscono i reati legati al ciclo del cemento, purtroppo gli interventi di abbattimento continuano ad essere pochi e sporadici, frutto della sola iniziativa delle procure.

Preoccupano gli illeciti legati alla filiera dell’agroalimentare. Numerose le operazioni portate a termine nel 2015 dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato del Comando Regionale Puglia mirate a garantire la sicurezza agroalimentare e a tutelare i consumatori da frodi e contraffazioni che colpiscono principalmente i prodotti a marchio protetto (comune pane di semola spacciato per Dop, prodotti alimentari scaduti o mal conservati, olive da tavola colorate con additivi chimici, olio extracomunitario venduto come 100% italiano). Con l’operazione denominata “Aliud pro olio”, dello scorso febbraio, la Guardia di Finanza ha impedito che circa 2.000 tonnellate di finto extravergine italiano, proveniente da Grecia e Spagna, finissero in commercio.

Per quanto riguarda il racket degli animali (corse clandestine di cavalli, combattimenti clandestini, traffico di animali da compagnia, commercio illegale di specie protette, macellazione clandestina, abigeato, bracconaggio e pesca di frodo) la Puglia scende al quinto posto (l’anno scorso era al secondo) con 679 infrazioni accertate, 651 persone denunciate, 3 arrestate e 269 sequestri effettuati.

La corruzione è sicuramente il peggior nemico dell’ambiente. Gli appalti pubblici nel settore dell’ambiente sono tra quelli più esposti alla corruzione e alla criminalità organizzata.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    

Dal 1 gennaio 2010 al 31 maggio 2016, in Puglia ci sono state 16 inchieste sulla corruzione in materia ambientale, con 98 persone arrestate, 188 denunciate e 33 sequestri effettuati.

Sul fronte dell’archeomafia, l’aggressione criminale al patrimonio artistico e archeologico, la Puglia, una delle regioni più ricche di reperti archeologici ma anche di tombaroli attivi, sale al 7° postocon 31 furti di opere d’arte. Nel territorio pugliese continua lo scavo clandestino ad opera dei tombaroli, un’attività illecita intorno alla quale ruotano enormi interessi economici e commerciali e sulla quale sta efficacemente intervenendo il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bari, che in molti casi ha recuperato numerosi reperti archeologici.

L’ufficio stampa: 06.86268376 – 99 – 53 / 3496546593

Il rapporto Ecomafia è stato realizzato, come ogni anno, grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine (l’Arma dei carabinieri, il Corpo forestale dello Stato e delle regioni e delle province a statuto speciale, la Guardia di finanza, la Polizia di Stato, le Capitanerie di porto), e gli altri organi di polizia giudiziaria l’Ufficio antifrode dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, le Polizie provinciali, la Direzione Investigativa Antimafia, la Direzione nazionale antimafia.

ECOMAFIA 2016, Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, è edito da Edizioni Ambiente con il sostegno di Cobat. Il testo è in vendita nelle librerie. Collana: Saggistica. Formato: 15×23. 192 pagine, 22,00 euro
ISBN 978-88-6627-192-5

Le storie e i numeri del crimine ambientale, regione per regione, le notizie di attualità e numerosi approfondimenti sono disponibili sul portale www.noecomafia.it.

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