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Reporter della Tua Città/ Perché non coinvolgere i volontari nel 118?

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Sono un ragazzo di 26 anni, abito in Lombardia ma ho origini Viestane e sono un volontario del 118 e appunto in merito alla carenza di medici di 118 vorrei dire due parole.

In Lombardia ormai sono anni che non esiste più la figura del medico o dell’infermiere in ambulanza e viene affidato l’intero soccorso (codici verdi,gialli e rossi) ai volontari o al massimo dipendenti dopo un lungo e appropriato corso (ma sono comunque NON sanitari). Solo nei casi estremi, dopo la valutazione della centrale operativa o sulla richiesta del mezzo di base sul luogo dell’evento (sempre previo accordo con la co)  viene inviata l’automedica (composta da un autista soccorritore, un medico rianimatore e un infermiere di area critica) o l’autoinfermieristica (composta da un autista soccorritore e un infermiere di area critica) oppure l’elicottero (composto da un medico rianimatore, un infermiere di area critica e un tecnico del soccorso alpino). Fatta questa premessa perchè non si può applicare questa filosofia, che funziona alla perfezione, anche sul nostro amato Gargano? Nello specifico per Vieste, perchè non esagerare e pensare di creare un polo del soccorso composto da ambulanze con gli amici della protezione civile Pegaso? Con turni di 12 ore per i medici (che potrebbero dare una mano in pronto soccorso quando non sono fuori su un intervento) si diminuirebbe il numero di medici necessari a coprire il servizio e aprendo nuove onlus di volontari del soccorso (ben addestrati con defibrillatore a bordo dell’ambulanza) si garantirebbe la copertura del servizio 118 anche nella stagione estiva dove il numero di persone aumenta significativamente.

Mattia Pecorelli


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