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Se la Regione sborsa 1,2 mln di euro per la Notte della Taranta

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Per quale motivo l’Ente pubblico deve finanziare lo svago di piazza gratuito o la festa della pizzica o il battito-live?

 

 Un milione e duecento mila euro. E’ la cifra richiesta dalla Fondazione “La Notte della Taranta” ,edizione 2016,alla Regione Puglia. La Giunta regionale risponde che “quella proposta dal richiedente è la somma massima che la Regione potrà assicurare nell’ambito del Patto per la Puglia”.Quest’ultimo fa parte del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 riservato alle Regioni del Sud,e vale 2.071.500.000,00 euro al netto della quota spettante alla Città metropolitana di Bari.

Perchè 1,2 milioni di euro in favore della Notte della Taranta? Scrivono presidente e assessori regionali :” Essendo attività di cultura e spettacolo per costruire una rete di attrattori culturali che possa fungere da volàno di sviluppo e crescita per l’intera regione”. La Regione è socio importante della Fondazione insieme a Provincia di Lecce, Unione Comuni Grecìa Salentina,Istituto Diego Carpitella,Comune di Melpignano. Presidente è Massimo Manera,vicepresidente Raffaele Gorgoni,consiglieri Ivan Stomeo e Francesco Pellegrino. Ben due direttori artistici : Luigi Chiriatti e Daniele Durante.

Dopo le dimissioni del consigliere regionale Sergio Blasi(Pd) la Regione non ha designato il suo rappresentante in seno al consiglio di amministrazione della Fondazione.
Risulta emarginato il Consiglio scientifico,nominato nel 2012, da cui l’anno scorso si sono dimessi Eugenio Imbriani e Sandro Cappelletto presidente mentre dovrebbero essere in carica Patrizia Calefato, Maddalena Tulanti,Carmelo Pasimeni.

Imbriani e Cappelletto hanno abbandonato il Consiglio imputando ai vertici della Fondazione il disinteresse per la realizzazione di iniziative culturali proposte dal Consiglio(esempio: cinquantesimo anniversario della morte di Ernesto De Martino), l’esclusione da decisioni importanti, e che “ il gigantismo del festival divora la quasi totalità delle risorse della Fondazione” .

Insomma, la Notte della Taranta sempre più intrattenimento spettacolare e sempre meno espressione di identità musicale di un popolo. Ed ecco che il 27 agosto prossimo quale maestra concertatrice della Taranta è stata ingaggiata la cantante Carmen Consoli e come coreografo Fabrizio Mainini che ha firmato le coreografie del Festival canoro di Sanremo nonchè quelle della trasmissione RAI “Tale e quale show”.

Panen et circenses, al tempo di internet. Baldoria a colpi di decibel oltre barriera del suono,più consumo di bevande e uso compulsivo di selfie e whatsapp. Divertirsi da morire, liberi dalla fatica di pensare,felici di essere oppressi. Quando la vita culturale diventa un eterno circo di passatempi,quando ogni serio discorso pubblico si trasforma in un balbettìo infantile,quando un popolo non è più formato da cittadini ma da spettatori e clienti regressivi allora la scomparsa della cultura è una reale possibilità.

“Ci sono due modi per spegnere lo spirito di una civiltà. Nel primo,quello orwelliano, la cultura diventa una prigione. Nel secondo,quello huxeliano, diventa una farsa (Neil Postman,1985)”. Una manifestazione estiva che,tra l’altro, appare come un raduno di propaganda neosovietica. La prova? Ultimamente tovarich Goran Bregovic,maestro concertatore, termina l’esibizione suonando e cantando “Bella Ciao”. Per quale motivo l’Ente pubblico deve finanziare lo svago di piazza gratuito o la festa della pizzica o il battito-live? Compito principale della Regione non dovrebbe essere quello di fornire servizi essenziali per cui i pugliesi sono chiamati a pagare le tasse? Scuole,ospedali,trasporti locali,biblioteche,strutture fognarie e relativi depuratori(mancano proprio nel Salento tarantolato)…

(A cura di Nino Sangerardi, autore del testo ‘Quello che i pugliesi non sanno’)

 

 

 

 

 

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