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Ischitella/ Sabato la presentazione del libro di Cognomi Ischitellani e Garganici

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Sabato 6 Agosto alle ore 21 sul sagrato della chiesa di San Eustachuio d’Ischitella con il patrocinio del Comune e della Società di Storia Patria sarà presentato il nuovo libro di Giuseppe Laganella.

Interveranno: Il commisssario d’Ischitella dr. Giuseppe Vivola, Il Presidente di storia Patria per il gargano Nord Matteo Siena, il socio di storia patria Dr. Giuseppe Di Perna, il direttore editoriale del periodico "Gargano Voice" Dr.Enzo Pizzicoli. Il Professore Pasquale Corsi docente di storia medioevale che si è complimentato con l’autore non sarà presente a causa di assenza pe essere in ferie. Non annunciata la presenza, anche se invitato, del presidente del Parco Nazionale del gargano Stefano Pecorella.

 

Prefazione.
Sono trascorsi ormai sette anni dall’ultima mia pubblicazione “Famiglie ischitellane e garganiche “ e penso che sia arrivata l’ora di iniziare a ultimare il lavoro che mi ero promesso di portare a termine, ovvero la trattazione dei cognomi estinti che pure hanno fatto la storia ischitellana senza tralasciare qualche integrazione su quelli già trattati.
Vista però la vastità dei numerosi cognomi presenti ,ho ritenuto necessario per il momento parlare di quelli esistenti dalle origini fino alla fine del seicento ,riservandomi di completare i rimanenti in una successiva pubblicazione.
La ricerca che mi ha portato alla pubblicazione mi ha dato grandi soddisfazioni nel trovare notizie soprattutto inedite che danno uno spaccato di quella che era vita del nostro paese dalle origini alla fine del seicento.
A iniziare dal periodo normanno tramite lo studioso  francese Jeanne Marie Martine, ho appreso l’importanza che avesse sin da qui tempi il fiume e il lago e tutte le disposizioni inerenti ad essi.
Nei documenti successivi sia pure piuttosto rari delle fonti angioine vengono   alla luce particolari inediti che consentono  la conoscenza di dove fosse il castello di Varano ,la sua importante corte e altri importanti deduzione storiche e precisazioni dei feudatari presenti in un determinato periodo.
Per quanto riguarda il quattrocento forse il periodo più buio per la storia ischitellana, non ho trovato un granchè, tuttavia qualcosa sono riuscito a trovare di quelli che potevano essere i problemi dei feudatari dell’epoca. Tra fine quattrocento e il primo trentennio del cinquecento i documenti si fanno più numerosi e consentono oltre ad avere particolari sui casi di detenzione da parte di feudatari ribelli, vedi la famiglia Bulgarello che continuava a detenere i feudi d’Ischitella e Vico pur se gli stessi erano stati dati alla regia corte ad altri feudatari come i Caracciolo.
I documenti del cinquecento sicuramente più numerosi ci arricchiscono di nuove conoscenze, come la conferma degli scambi con l’altra sponda dell’Adriatico e anche dei contrabbandi ,vedi “Il Regio Fisco Anno 1524”.le” deductionumfoculariorum” già trattate precedentemente che ci mostrano quanti fossero le famiglie di origine straniera(in particolare schiavoni e spagnoli),un altro documento del 1523 che ci informa sulla presenza di turchi anche commercianti nei nostri porti al tempo dei de sangro ,l’esistenza addirittura di una fonderia di ferro nel 1583,a Ischitella, di disposizioni comunali nel 1582 E 1593.
Attraverso le”provvisioni collaterali” ,fondo presente nell’Archivio di stato di Napoli veniamo a conoscenza di molte problematiche esistenti tra il feudatario ,i cittadini e l’Università(il vecchio comune), che trattano il più delle volte balzelli da pagare più delle volte ed escamotage per non pagarli o prorogarli, o della presenza di attività e mestieri ormai scomparsi qual’era la raccolta della manna o la coltivazione del lino (processo de l 1561)che serviva anche a tingere una volta le stoffe.
Tutto ciò a conferma quando la ricerca sia interessante e consenta di ricostruire il passato, fonte inesauribile di conoscenza che anche quando sembra averci rilevato tutto con l’approfondimento   di essa  continua a rilevarci, continue sorprese, come lo è stata  sicuramente la mia ultima” la scoperta della Tomba dei Turbolo” nella chiesa di San Francesco.
Dedico questa mia ennesima fatica ai miei genitori che non ci sono più, a mia moglie Michelina ,i miei due figli Maria Pia e Michelarcangelo e a quanti potranno leggendo questo mio lavoro avvicinarsi all’affascinante mondo  della ricerca che permette di ricostruire il nostro passato sepolto e farci scoprire le nostre radici.
Peppino Laganella
 


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