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Politica/ Dalle sliding alle revolving doors. Altro giro, altra musica per Casini

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E ci risiamo!

 

 Questa volta il giovane rottamatore Pieferdinando Casini manda in prima linea la giovane teodem Paola Binetti. Come un ufficiale della Grande Guerra, Casini manda al massacro i suoi soldati per assicurarsi un’altra medaglia al merito, non rendendosi conto che prepara partiti, istituzioni ed elettori a una nuova  Caporetto.

Insomma, il rottamatore pro domo sua, Pierferdinando Casini, ancora una volta mette in campo la sua impareggiabile arte nel valzer e nelle giravolte per sentenziare la fine di una esperienza politica. Le revolving doors casiniane sono in piena funzione, perché il tempo stringe e l’ufficiale bolognese chiede ancora una volta l’ennesimo sacrificio ai suoi soldati: mobilitarsi sul territorio per seppellire l’esperienza dell’UdC e battezzare un nuovo soggetto politico, magari moderato, magari verso destra, ma con un’unica caratteristica: Casini leader, cioè colui capace di sbattere in faccia a tutti gli elettori che lo hanno votato il rifiuto di continuare a far parte della grande famiglia dell’Udc, dove, cara collega Binetti, si litiga, si strilla, si hanno feroci divergenze, ma si resta uniti, perché chiamati tutti da un comune sentire e da una comune radice democratica e cristiana.
Invece, come un Badoglio qualsiasi, il Casini che Paola Binetti, incensa e santifica, dopo aver militato e servito un regime, si candida a guida della transizione democratica per assicurare al Paese un nuovo e fulgido futuro.
Ma chi glielo ha chiesto?

L’UdC non ha bisogno di predicatori, né di sagrestani, ma di servitori di una comune causa. Quei servitori e quella causa che Casini ha tradito non rinnovando la tessera del partito.

Il tema del futuro dell’UdC è tutto qui.

Chi è fuori dal partito (a proposito la Binetti ha rinnovato la tessera?) non può continuare a manipolare e monopolizzare una discussione che non lo riguarda più: il futuro dell’UdC appartiene solo ed elusivamente ai suoi rappresentanti (Cesa in testa, che ha saputo sopportare ogni attacco alla sua persona e tenere unito il partito) e ai suoi iscritti. E la linea politica la decide il congresso, con i suoi delegati, rappresentanti democratici dei territori, non un singolo individuo che tradisce la fiducia dei suoi elettori e, per continuare a tutelare la sua poltrona e il suo ruolo, chiama all’ennesimo sacrificio iscritti e simpatizzanti dell’UdC.

Casini si dimetta da parlamentare eletto con i voti dell’UdC eppoi faccia pure il suo nuovo percorso politico, andandosi a cercare i voti sul territorio e non chiedendo ad altri di zappare e concimare il terreno dove lui possa mettere ancora una volta solide radici.

Per quanto mi riguarda io auspico un Casini padre nobile dell’esperienza politico-governativa dei cristiano-democratici. Un ruolo esterno dalla competizione e da ogni incarico politico. Solo allora, come sostiene la Binetti, saremo capaci di “ritrovare il gusto delle origini e il coraggio di una nova sfida. Uniti e pacificati”.

On. Angelo Cera

 

 

 

 

 

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