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Reporter della Tua Città/Rimozioni a richiesta e strisce pedonali antidisabili a Vieste?

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Riceviamo e pubblichiamo.

 

Buongiorno Signor Sindaco,

di ritorno da Vieste, finalmente riesco a scriverLe una lettera aperta su ciò che mi è capitato quest’anno, alla fine di luglio, nella città che Lei amministra.
 
Sono uno dei tanti italiani che, innamoratisi di Vieste, hanno poi voluto acquistare un appartamento in questo meraviglioso paese del Gargano. In effetti, per me pugliese di nascita e di temperamento, ma che, ormai da tanti anni, per ragioni di lavoro risiede in Piemonte, l’aver scoperto (tardi) la bellezza di questo angolo di Puglia è stato tutt’uno col desiderio di possedere un piccolo spazio al quale ogni anno fare ritorno. Ma quest’anno, per la prima volta, ho rimpianto questa mia scelta.
 
Ecco le mie lagnanze. Premetto che dispongo del regolare permesso rilasciato a suo tempo dagli Uffici Comunali relativamente al parcheggio degli autorizzati. Ed in effetti il posteggio sotto casa mia sul Lungomare Colombo (tanto per intenderci: quello delimitato dalle strisce gialle sotto quello che i viestani chiamano ” il grattacielo”) fino ad oggi non era mai stato un problema: un po’ più in giù o un po’ più in su, il parcheggio bene o male si trovava sempre, con difficoltà crescente anche a luglio e ad agosto. Quest’anno invece è stato un vero calvario. Alla parte rilevante di posti reclamati, non si sa a quale titolo, dal gommista (non vi è alcun divieto di sosta ed il passo carraio occupa al massimo un posto e non i quattro che vengono “pretesi”, “recintandoli” con il parcheggio costante di una decina di motorette), e dunque a questi posti sottratti al parcheggio dei residenti, quest’anno si sono aggiunti i posti necessari per il “turn over” dei clienti dell’Hifi Center che da poco ha aperto i battenti proprio accanto al nostro portone: dalle 9 di mattina alle 9 di sera, c’è un flusso continuo, inarrestabile di auto per lo più parcheggiate malamente (di punta, in doppia fila, occupando costantemente i due posti per disabili posti proprio di fronte alle vetrine). E fin qui nulla di inaudito: questa gente deve pur poter lavorare, si dirà; ma io aggiungo che anche gli altri, che pure pagano le tasse a questo Comune, dovrebbero poter vivere!
 
Insomma, per farla breve, dopo aver passato quindici giorni, armato di santa pazienza, a cercare in continuazione un posto per l’auto (facendo magari due o tre giri fino al porto, nella speranza che nel frattempo qualcuno, magari senza permesso, si degnasse di lasciare un posto libero, o addirittura parcheggiando la sera a pagamento vicino al porto), ecco che un pomeriggio faccio come tanti altri, m’incuneo di punta in uno spazietto e, per lasciare abbastanza spazio al transito dei veicoli sul lungomare, salgo con una ruota sullo stretto marciapiede. Non l’avessi mai fatto! Dopo poco vengo redarguito da un tale che presumo essere uno dei titolari dell’Hifi Center circa il disagio che avrei creato ai suoi clienti (che dovevano scendere dal marciapiede e girare intorno all’auto) e vengo contestualmente “informato” che in questo modo “rischio una multa e che mi portino via l’auto”. Insomma immagino che secondo costui, se sono i suoi clienti a produrre un costante disagio ai residenti, nonché spesso anche a coloro che si trovano a transitare sul lungomare, non c’è alcun problema, ma se un residente crea (un’unica volta) una momentanea difficoltà “pedonale” al viavai dei suoi acquirenti, questa sì che è una cosa da sanzionare. Purtroppo io ho sottovalutato “l’avvertimento”, così, subito dopo la chiusura del negozio, la multa invocata è puntualmente arrivata (art.158 comma 1 H e 5). Sarà un caso? Può darsi. Come non bastasse la macchina è stata anche rimossa alle 23,36. Devo dire che mi sono chiesto se il Nuovo Codice della Strada preveda la rimozione a seguito della violazione che mi è stata contestata. Io credo di no. Peraltro sono certo che il mio automezzo non recasse alcun intralcio alla circolazione veicolare (che infatti non mi è stata contestata), né si trovasse in una zona di rimozione coatta segnalata dal pannello regolamentare. Ma di certo mi sbaglio: ci sarà una spiegazione. Io però (tanto per non sbagliarmi due volte) ho preparato un esposto alla Procura della Repubblica di Foggia. Perché se io non mi sbagliassi e se tutto ciò non fosse un caso, sarebbe una cosa assai grave: tipo abuso d’ufficio e persino (chissà) interesse privato in atti d’ufficio.
 
Comunque, quando mi sono accorto della sparizione dell’auto era ormai mattino. E così alle 7,30 mi sono recato al Comando dei Vigili per sapere se ne avessero disposto la rimozione e poi, avutane conferma, per informarmi su come potevo fare per recuperare la mia auto. L’Ufficiale presente è stato gentile ed ha telefonato al responsabile degli automezzi adibiti alla rimozione che gli ha riferito che la riconsegna non poteva avvenire subito, ma solo alle 8,30. E così mi sono recato (a piedi) al Parcheggio Europa ed ho aspettato diligentemente mezz’ora che giungesse l’ora dell’appuntamento. Poi ancora cinque minuti, poi dieci: dopo un quarto d’ora ho telefonato al responsabile della Gargano Servizi per sapere come mai, nonostante l’incontro concordato, non si fosse ancora fatto vivo qualcuno per restituirmi l’auto. La risposta, con un tono di un’arroganza indicibile, è stata che “c’erano dei problemi” (in realtà mi è parso di capire che non si trattasse di nulla d’improvviso od improrogabile: l’automezzo per il rimorchio ed il relativo autista erano stati mandati a Manfredonia per un tagliando programmato, nonostante che ci fosse da riconsegnare ancora un’auto, la mia, mentre le altre erano state tutte ritirate nella notte). Alla mia precisa domanda circa il quando avrei potuto riavere la mia auto, la risposta è stata che non si poteva prevedere a che ora qualcuno potesse venire a riconsegnarmi l’automezzo. Insomma: “dovevo solo aspettare o ripassare nel pomeriggio o meglio ancora in serata”. Ho protestato prima con lui (ma era come chiedere la grazia ad un elefante) e poi ho protestato con una Vigilessa che in realtà è stata molto gentile: giacché ha telefonato personalmente all’energumeno (senza ricavarne molto di più), pregandomi poi di avere pazienza per il comportamento del nostro interlocutore e promettendomi di riferire l’accaduto al Comandante. Insomma ho dovuto anche subire una sorta di “sequestro dell’auto” non disposta da alcuna autorità, ma accomodata da un privato. Ecco un altro punto da aggiungere nell’esposto di cui accennavo. Alla fine, con comodo (con tutto il suo comodo) qualcuno è finalmente arrivato sbraitando contro di me che mi ero permesso di protestare, ma pure imprecando contro il Comune “che era bravo solo a pretendere ed fare tante chiacchiere, ma che non si decideva a pagare le sue pendenze”. Il conto per me è stato di 59 euro di contravvenzione e la bellezza di 158,57 euro per un traino di neanche un chilometro (ma siamo sicuri che quest’ultimo prezzo sia in linea con la convenzione con il Comune e, se anche così fosse, siamo certi che non ci sia alcun altro operatore che offra tale servizio ad un prezzo più ragionevole?).
 
Signor Sindaco, in tema “d’incongruità stradali”, mi permetta ancora di aggiungere che non capisco le ragioni d’ufficio per cui proprio all’altezza del 47 di Lungomare Colombo (dove non vi è certo un numero elevato di negozi o servizi) qualche tempo fa sono stati collocati non uno, ma ben due parcheggi consecutivi per disabili. Con quello “sacrosanto” posizionato di fronte al Comando dei Vigili, sul retro del Cinema Adriatico, sono dunque tre nel giro di cento metri, contro un massimo di una trentina di posti per i “normodotati”. Ma soprattutto non comprendo le ragioni per cui sia stato possibile istituire, su istanza di privati, delle strisce pedonali dal marciapiede lato fabbricato (sempre in corrispondenza del 47 di Lungomare Colombo) al marciapiede lato mare che terminano però proprio contro un solido ed ingombrante palo per la pubblica illuminazione. Quindi strisce pedonali (poste accanto ai sovrabbondanti parcheggi per disabili) del tutto inutilizzabili per i disabili stessi. Tenga presente che sia dieci metri prima, che dieci metri dopo il marciapiedi lato mare non solo è sgombro, ma è opportunamente dotato di ribassi del dislivello rispetto al piano strada, tali da consentire l’accesso ad una carrozzina. Le chiedo: Le sembra una cosa logica non posizionare le strisce pedonali in corrispondenza del tratto di marciapiede agibile ai disabili, con il parcheggio a loro riservato posto all’estremità opposta?
 
Ecco, Signor Sindaco, io spero che Lei trovi il tempo di rispondere a me, cittadino italiano, che certo non posso aver partecipato alla sua elezione, ma che pago fior di tasse al Comune di Vieste e che, come migliaia di altri turisti, contribuisco al reddito dei suoi concittadini. E magari trovi il modo di fare concretamente qualcosa rispetto alle questioni che Le ho dovuto sottoporre. Grazie.
 
Mi è gradita l’occasione per porgerLe i miei migliori saluti ed auguri di un buon Ferragosto.
 
Luigi Chieco
 

 

 

 

 

 

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