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Moldaunia/ APPELLO AI CONSIGLIERI PROVINCIALI DELLA CAPITANATA

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Questa è un’occasione storica per dimostrare il proprio attaccamento a Foggia ed all’intera Capitanata che, solo con l’autonomia, può recuperare la sua dignità perduta e puntare ad un futuro radioso.
Il Movimento MOLDAUNIA quindi, in occasione della prossima seduta consiliare del 13 ottobre conta sul voto di tutti i Consiglieri provinciali, nessuno escluso, per giungere ad una delibera che approvi all’unanimità il referendum popolare, in riscontro alla volontà popolare espressa dalle delibere di ben 16 Comuni della provincia di Foggia in rappresentanza del 40,34 % dell’intera popolazione provinciale.
. D’altra parte l’approvazione della delibera per il referendum consultivo serve solo al riconoscimento del diritto all’ autodeterminazione della Capitanata, non impedendo a chicchessia un eventuale voto negativo nella fase esecutiva dello stesso referendum.
Sono ben 15 anni che il Movimento MOLDAUNIA lotta con tenacia per la richiesta del referendum provinciale sulla ricollocazione regionale della Capitanata, richiesta avversata irragionevolmente dalle varie Amministrazioni provinciali a guida PELLEGRINO, STALLONE, PEPE ed ora MIGLIO (fino a prova contraria), e non certo per motivi finanziari, bensì solo ed esclusivamente di soggezione politica.
E’ auspicabile che la delibera arrivi in tempo utile per agganciare il nostro referendum provinciale a quello nazionale del 4 dicembre prossimo, in modo da sgravare la Provincia dall’onere finanziario dell’operazione referendaria.
Ma quand’anche ciò non fosse possibile, penso che non sarebbe difficile reperire nelle pieghe del bilancio provinciale la copertura di detta spesa referendaria che, comunque, va valutata nell’ottica di un fondato e sicuro investimento di ritorno, rispetto al quale penso sia possibile chiedere ai singoli Comuni della Provincia un concorso spese in misura pari ad
€ 1,00 /abitante.
Ricordo che il progetto MOLDAUNIA è un progetto di autonomia, trasversale a tutte le forze politiche, in cui tutti possono riconoscersi per il bene del proprio territorio, per cui mi auguro che nessuno di lor Signori voglia passare alla storia della Capitanata come il politico che, in nome e per conto di logiche avverse agli interessi popolari, abbia negato il referendum ai propri concittadini, boicottando il diritto all’ autodeterminazione garantito dall’ art. 132 – 2° comma della Costituzione,.
Chiudo con la massima di A. Davì: “Il come si trova sempre, quando il perché è forte”.

I l P r e s i d e n t e
F.to Ing. Gennaro AMODEO


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