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Reporter della Tua Città/ L’ombra di una croce “muta”

 

Carissimo Antonio, la notizia del tuo decesso,  giunta per caso questa mattina, ha vibrato come una lama sferzata contro il vuoto. Ti ho visto l’ultima volta poco più di un mese fa, mentre eri intento a cantare in Cattedrale ma, anche se avevo notato qualcosa di diverso nel tuo aspetto, ti assicuro che non sapevo nulla del male che ti stava schiacciando. E sembra davvero strano come le persone battagliere come te debbano soccombere impotenti davanti a un male che spesso non perdona,ma a volte è possibile sconfiggere.
“La croce muta”, il titolo del tuo libro, è stata la pena e la gioia, la vittoria e la sconfitta di un male interiore che già ti aveva trafitto. Ora davvero è diventata muta e ombra su di te che ne hai fatto un cavallo di battaglia, perché credevi che in questo mondo potesse esserci la giustizia. Tu le cose le vedevi diversamente da come le vedono la maggior parte della gente, e per questo sei rimasto illuso e deluso per un mondo che a volte tradisce e non appaga.
Forse la croce muta che ti ha fatto ombra, ora saprà riprendersi ciò che le appartiene. Innanzitutto la certezza di un figlio come te che credeva in ciò che faceva e tu lo hai dimostrato. Sicuramente la tua croce ora ha allargato le braccia per non crocifiggerti più,ma per annoverarti fra coloro che non perdono mai la speranza che il domani possa migliorare. Per questo sono convinto che ora hai raggiunto la verità ( da qualunque parte sia) e che per tanto tempo hai cercato. A noi resta il sogno di poter vivere in una città ammantata di colori.

Bartolo Baldi