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Vieste – “Il vostro centro storico è un gioiello”, mi hanno detto

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“Il vostro centro storico è un gioiello” sembra una frase scontata, ma se te lo dice un cieco allora si aprono svariate domande. All’indomani della “Cena al Buio” organizzata da Ondaradio presso il ristorante la Veleta, serata di grande successo e generosità da parte degli ospiti, ho accompagnato gli amici di “Albatros” a fare un giro nel centro storico di Vieste. Raccontarvi di come si potrebbe migliorare la fruibilità del nostro centro storico in una Puglia che punta al “Turismo accessibile” è banale, invece raccontarvelo con gli occhi di chi non vede, per me, è sorprendente. Abbiamo cominciato dalla parte più alta del castello e dopo una breve descrizione del nostro monumento di origine normanna e poi diventato svevo, quell’aria aperta e il rumore del mare ha portato i nostri amici Giga, Elisabetta, Vito e Tonino a chiedere da che parte era il lungomare e in che direzione si espandeva l’abitato. Ma io non avevo parlato di lungomare. “Ma si è quello che abbiamo percorso in macchina quando siamo arrivati”, ha affermato uno di loro. All’ingresso della cattedrale, quando abbiamo parlato dello stile romanico hanno voluto sapere come fosse il rosone, ahime crollato nel terremoto del 1646. Scendendo per i vicoli, il suono delle nostre voci si faceva più fitto, così hanno capito che ci trovavamo in strade strette. In alcuni punti hanno voluto toccare gli stipiti delle porte per sentire al tatto la pietra con cui sono costruite le nostre case, e sentire il legno di alcune porte con i battenti in ferro. Naturalmente ho dovuto spiegare che non tutte le abitazioni hanno legno e ferro, ma c’è anche parecchio anticorodal e altri elementi che stonano. Mi hanno chiesto come mai fosse così quieto, forse disabitato? E quando siamo arrivati in piazza del Seggio, dove l’ambiente si faceva più aperto e i suoni erano diversi, ho dovuto spiegare il bellissimo balcone con i dodici gattelli che lo sostengono. Or dunque sul termine “gattelli” devo studiarmi bene etimologia e funzione, perché la mia spiegazione ha fatto capire dove si trovavano, come erano messi, ma non credo di aver soddisfatto a pieno i miei amici. Poi seguendo i viottoli e sfociando in via Pola, sulle mura di cinta, l’umidità del mare ci diceva che eravamo al confine del centro storico, sulle mura di cinta ho precisato io. Lo scoglio di Sant’Eufemia e il faro, la chiesetta di San Francesco sulla destra e piezzetta Marina Piccola sulla sinistra. Avevano già sentito di Marina Piccola, è li che abbiamo finito il nostro giro e poi ci siamo detti delle cose nostre che a chi legge interesserebbe poco, ma qui Vito mi ha detto: “E’ un bel paese, il vostro centro storico è un gioiello”, lui lo aveva visto.

Gaetano Simone


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