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Vieste/ Tentano di ucciderlo, lui spara. Ma la vittima viene arrestata: si è difesa con un’arma che non poteva avere (2).

Era in auto con la moglie e le figlie di 2 e 5 anni quando una coppia di sicari ha tentato di ucciderlo spa­randogli contro una decina di colpi di pistola. A far desistere gli aggressori la reazione di Girolamo Perna, 26 anni, del posto, già noto alle forze dell’ ordine, che ha estratto una pistola illegalmente de­tenuta con cui ha risposto al fuoco. L’agguato potrebbe inquadrarsi nella “guerra di mafia” in atto da tempo a Vieste. Perna è ritenuto dagli inquirenti molto vicino al boss Marco Raduano, scomparso da alcune settimane dopo un periodo di detenzione. L’at­tentato dell’altra sera potrebbe essere una risposta all’ omicidio del 27 gennaio scorso quando venne ucciso Onofrio Notarangelo, fratello dello scomparso boss Angelo. Secondo la ricostruzione degli inve­stigatori, i fatti si sono verificati in­torno alla mezzanotte, quando l’uomo insieme alla famiglia si trovava in contrada “Chiesiola”; alla periferia del paese. Pema aveva parcheggiato quan­do i due sicari, che erano a piedi, si sono avvicinati al mezzo esplodendo una de­cina di colpi che hanno infranto il parabrezza, il vetro laterale e bucato la carrozzeria. È stato allora che Pema ha reagito prendendo l’arma che aveva in macchina. Quando i carabinieri sono giunti sul posto lo avrebbero trovato ancora con la pistola in mano e quindi lo hanno arrestato per detenzione il­legale di arma e spari in luogo pubblico. La famiglia, illesa ma in stato di shock, è stata portata al pronto soccorso del centro garganico e dimessa subito do­po. Il 28 settembre scorso, Pema era stato ferito con un colpo di pistola che lo aveva raggiunto a una gamba. Il gio­vane era stato gambizzato mentre si trovava nella sua campagna, in località “Piano Grande”, a pochi chilometri dal centro abitato. Trasportato all’ospedale “Casa Sollievo della sofferenza” di San Giovanni Rotondo, gli diagnosticarono una prognosi pochi giorni. Il luogo in cui è avvenuto l’agguato non è distante da quello dove il 3 settembre del 2016 venne ucciso Giam­piero Vescera, cognato di Marco Ra­duano, braccio destro di Angelo No­tarangelo, esponente di spicco della cri­minalità organizzata di Vieste, assas­sinato in un. agguato in stile mafioso nel gennaio scorso. In un’altra occasione Perna balzò agli onori della cronaca. Nel marzo 2012 venne arrestato per rapina su ordi­nanza del Gip del Tribunale di Ancona su richiesta della locale Procura. Se­condo l’accusa, insieme a un compae­sano suo coetaneo, aveva rapinato una gioielleria di Castelfidardo, nel Mar­chigiano. A incastrarlo i tabulati te­lefonici dei cellulari che permisero agli inquirenti di stringere il cerchio at­torno ai due garganici poi arrestati nelle loro abitazioni dai carabinieri del­la compagnia di Osimo e della tenenza di Vieste.

 

 

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