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Carpino/ Cento Anni di Azione Cattolica

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“…Chi è più importante, chi siede a tavola o chi serve? Io sto in mezzo a voi come un servo” (Lc. 22,26). In questo brano del Vangelo può essere riassunto ciò che è lo spirito che 100 anni fa vide la nascita dell’ACI, cioè quello del servizio agli altri e per gli altri, attraverso la Chiesa. Quest’anno dunque, come è noto, l’A.C. festeggia in Italia i suoi 100 anni dalla sua fondazione avvenuta in piena Guerra Mondiale (la prima grande guerra così definita) dove, guarda caso, anche quest’anno si fa memoria del secolo trascorso dalla tremenda disfatta dell’Esercito Italiano a Caporetto.
L’Azione Cattolica, come si sa, è regolata da uno Statuto, dal Regolamento attuativo e dal Progetto formativo per gli stili e modelli educativi. Ed è proprio l’articolo 1 dello Statuto che sottolinea la natura stessa di questa aggregazione, ed infatti così recita: “L’A.C.I. è un’Associazione di laici che si impegnano liberamente, in forma comunitaria ed organica ed in diretta collaborazione con i Pastori, per la realizzazione del fine generale apostolico della Chiesa”, e quindi dello spirito missionario di Essa tra la gente ed in mezzo alla gente ovunque.
A Carpino la nascita dell’A.C. la si può riportare dall’immediato dopo guerra (in questo caso quello della seconda Guerra Mondiale), e quindi intorno agli anni ’46-‘47 che ha coinciso, e non è stato solo un caso, con l’apertura dell’Istituto delle Suore “Discepole Gesù Eucaristico” e, con loro, i vari Parroci che si sono succeduti e i tanti catechisti e soprattutto catechiste ed educatori, sia religiosi che laici. Come si può immaginare, tante erano le attività e le iniziative educative, culturali e comunitarie che si svolgevano per bambini, giovani, donne, uomini; nessuno veniva escluso e tutti venivano chiamati a partecipare a questa nuova e fervente esperienza ecclesiale che non si limitava più al solo ascolto della messa domenicale. Anche a Carpino furono organizzati i gruppi dei cosiddetti “Beniamini” dell’A.C. (che oggi possono essere identificati nell’A.C.R.). Essi erano bambini e ragazzi, distinti per età scolastica, in linea di massima, che frequentavano la catechesi (anche per la preparazione alla prima comunione ed alla cresima) e definiti Le Fiamme Bianche, Verdi e Rosse. Questi bimbi erano seguiti dalle loro rispettive catechiste. Per i giovani e gli adulti le lezioni della catechesi (tale parola, come i meno giovani ricorderanno, in quel tempo, neanche tanto lontano, era conosciuta come “catechismo”) venivano tenute, con appuntamenti settimanali, in genere, dal Parroco, dalle Suore ed altri collaboratori (come si noterà anche dalle due foto d’epoca). Il Giovedì pomeriggio era dedicato alla catechesi o, in questo caso, adunanza, per le donne, mentre la domenica pomeriggio si teneva quella del gruppo uomini. Sia il gruppo uomini che quello delle donne avevano poi un’organizzazione interna, che faceva riferimento sempre al Parroco, ed ogni singolo, o piccoli gruppi, era responsabile di un settore della vita della società civile locale di cui si interessava e di cui relazionava periodicamente sia al Parroco e sia alla Comunità di cui faceva parte. Era insomma tale organizzazione una sorta di ciò che può essere oggi paragonato al “Consiglio Pastorale Parrocchiale”. Per ragazzi ed adulti, nel Salone Parrocchiale della Chiesa Madre di San Nicola in Myra, si tenevano anche cineforum con proiezioni di film, molti sulla vita dei santi, e di diapositive; teatro, preparato e recitato dagli stessi tesserati dell’AC con la “regia” dei loro responsabili; ed inoltre ci si poteva dedicare anche alle letture di riviste e periodici della ricca Biblioteca parrocchiale, a vari giochi (biliardo, calcio balilla, flipper, dama, monopoli, ecc.) e all’apprendimento del suono di strumenti musicali.
Oltre alle Suore “Discepole Gesù Eucaristico”, di cui si è accennato, il loro Istituto fu chiuso negli anni ’90, dopo oltre 50 anni di permanenza e di fattiva presenza missionaria (sono state sostituite dalle Suore “Ancelle del Sacro Cuore di Gesù – sotto la protezione di San Giuseppe”, del Guatemala e con la casa Madre che ha sede a Bologna), non si può non ricordare i vari Parroci e Arcipreti che hanno coltivato e contribuito a far nascere e crescere l’AC a Carpino, prendendo in considerazione quelli che si sono succeduti dagli anni ’40: don Domenico De Simio da Vieste, Padre Luigi Maria Missana – Salesiano – da Fagagna nella provincia di Udine, don Agostino Rinaldi da Monte Sant’Angelo (molti gli riconoscevano la sua “ortodossia”, non solo per l’esperienza e la direzione dell’A.C.), don Aldo Panella-Rodi Garganico (Parroci a San Nicola); don Antonio Sacco-Carpino, don Francesco Gramazio-Carpino, don Antonio Criscuoli-Cagnano Varano (Parroci a San Cirillo); don Celestino Jervolino-Vieste e l’attuale don Tonino Di Maggio-San Giovanni R.do (questi ultimi due alla Parrocchia nel frattempo unificata di San Nicola-San Cirillo).
Attualmente l’unica realtà che è rimasta a Carpino riconducibile alla esperienza dell’Azione Cattolica è quella dell’A.C.R. (Azione Cattolica Ragazzi) seguita dalle Catechiste, dalle Suore “Ancelle del Sacro Cuore di Gesù” e dal Parroco don Tonino. Oltre alla consueta catechesi ed altre iniziative varie, durante l’Anno Pastorale, anche in ordine alla preparazione alla prima Comunione ed alla Cresima, vanno ricordati gli appuntamenti annuali interparrocchiali ed intergarganici della Marcia della Pace del 25 Aprile, che si svolge, come si ricorderà, ogni anno in un paese diverso della nostra Diocesi, l’”Estate Ragazzi” (ma che si svolge anche a livello locale-parrocchiale) e il Campo-Scuola. Per gli Adulti, dall’avvento di don Jervolino, ogni Lunedì sera c’è la Catechesi, con la lettura e riflessione personale sulla Parola della Domenica successiva a cui segue la lezione conclusiva del Parroco.

Mimmo Delle Fave


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