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Caos nel Lago di Varano, i pescatori di Ischitella dichiarano lo stato di agitazione.

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Il regolamento sull’esercizio del diritto di uso civico di pesca nel Lago di Varano, già approvato dal Commissario Prefettizio di Ischitella, non può entrare in vigore: manca l’ok della Regione Puglia

Pescatori di Ischitella in stato di agitazione. L’intero comparto della cittadina garganica è alle prese con un’odissea burocratica che rischia di affossare definitivamente un settore già in grave crisi.
Lo scorso 31 marzo infatti sono scadute le ultime concessioni che consentivano ai pescatori di operare nel Lago di Varano, nelle cui acque gli stessi pescatori sono titolari di diritto di uso civico di pesca entro i confini del Comune di Ischitella.
Si tratta delle concessioni provvisorie rilasciate ai pescatori operanti nel lago e più volte prorogate dal Comune al fine di regolare l’uso collettivo del bene di pesca e per garantire la custodia e la conservazione della risorsa ittica, mentre procedeva l’attività amministrativa volta alla regolamentazione della pesca nel lago di Varano.
Una complessa e articolata azione amministrativa, quella del Comune di Ischitella, intrapresa per tutelare i diritti inviolabili di uso civico di pesca riconosciuti alla comunità ischitellana, di fronte al perpetuarsi di azioni di soggetti privati che, vantando come esistenti e attuali tali diritti esclusivi di pesca, estinti da tempo immemore, hanno perpetrato in danno dei pescatori operanti nello specchio acqueo del Comune garganico violenze e vessazioni (barconi di notevoli dimensioni con a bordo personale non del luogo e privo di regolare contratto di lavoro, nel corso degli anni hanno depauperato per svariati milioni di euro la risorsa pubblica, senza alcun tipo di ostacolo e controllo da parte delle autorità pubbliche, tra l’altro provocando gravi danni ambientali alla risorsa ittica).
Nel 2016 il Comune di Ischitella, insieme ai Comuni di Carpino e di Cagnano Varano, deliberarono di regolare entro 90 giorni, con regolamento comune, l’uso civico di pesca nel lago di Varano. L’azione, capeggiata dall’Ente Parco Nazionale del Gargano, si risolse però in due sole riunioni e poi si arenò per ragioni ignote.
Il Comune di Ischitella ritenne allora di procedere in autonomia nella regolamentazione della materia, prorogando le concessioni, sempre per tutelare l’occupazione della Comunità e la risorsa ittica, fino al 31 marzo 2017, data entro la quale doveva essere approvato il regolamento sull’esercizio del diritto di uso civico di pesca.
Sono passati 20 giorni dalla cessazione dell’efficacia delle concessioni provvisorie, ma quel regolamento non è ancora in vigore. Per la precisione il regolamento esiste (è stato predisposto dal Responsabile del Settore III del Comune di Ischitella, l’ing. Giampiero di Lella) ed è stato anche approvato, con delibera n.36/2017, dal Commissario Prefettizio di Ischitella, il dott. Giuseppe Vivola, rilevando e chiarendo definitivamente l’esistenza dei diritti di uso civico di pesca sull’intero specchio acqueo del lago di Varano per i cittadini del Comunità ischitellana. La sua entrata in vigore però (così come stabilito nella delibera del commissario) è subordinata all’acquisizione e all’approvazione regionale. Alla data del 18 aprile però dalla Regione Puglia non è giunto alcun segnale.

Per questo il Consorzio Lagunare dei Pescatori di Ischitella, costituito da tre Cooperative e pescatori autonomi (oltre 50 famiglie di pescatori) ha scritto una nota diretta al Presidente della Regione Puglia, all’assessore regionale alla Pesca, all’Unciagroalimentare e al Commissario Prefettizio del Comune di Ischitella, in cui proclamano lo stato di agitazione di tutto il personale marittimo della Comunità di Ischitella e in cui spiegano le ragioni della contestazione.
I pescatori denunciano “un atteggiamento dilatatorio della questione da parte di enti extra e sovra comunali, a danno del diritto alla sopravvivenza di 50 famiglie ischitellane, depredate per anni e illusi dalle istituzioni pubbliche, nonostante il percorso di piena legalità intrapreso nel far west dell’illegalità”.
Nel frattempo il Consorzio lagunare dei pescatori di Ischitella, come ogni impresa, ha programmato ed investito nell’acquisto di Mitili e Ostriche, oltre che di attrezzature per raggiungere il risultato economico prefissato.
“Allo stato attuale, e soprattutto alle porte della stagione turistica – continuano i pescatori del Consorzio – tutti i siti delle Concessioni ormai scadute e in attesa di approvazione del regolamento comunale da parte dell’Ente Regione, sono produttivi ed in attesa di essere immessi nel mercato nazionale”. “Dalla data di scadenza delle concessioni, nella più completa illegalità, assistiamo inermi al predominio ed alla prepotenza di soggetti senza scrupoli che impunemente continuano a spadroneggiare all’interno delle concessioni e fuori, arricchendosi e sottraendo quanto da noi acquistato al fine di poter sopravvivere dignitosamente”.
Un caos burocratico che ai pescatori di Ischitella potrebbe causare anche un altro grave danno: “Si corre il rischio di vederci sbeffeggiati due volte – si legge nella nota – in quanto perderemmo la possibilità di partecipare al bando regionale per il risarcimento dei danni causati dall’alluvione e della moria dei molluschi 2014-2015”.
L’intera categoria si dice stanca della burocrazia a danno di chi prova a creare economia nella propria comunità: “I lunghi tempi di attesa danneggiano le nostre attività, in quanto in assenza di concessioni e in assenza della collegata DIA sanitaria non possiamo fatturare e mangiare!”.


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