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OndaRadio/ Un saluto dovuto a ZORRO BEHA

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Gli devo un saluto non solo perché l’ho conosciuto e giusto frequentato, ma perché capitò nel bel mezzo della storia della nostra radiolina e mi convinse a tener duro. Stò parlando di Oliviero Beha venuto a mancare, ieri, dopo una breve e veloce malattia. Capitò per caso a Vieste. Era il 1989. Con la nazionale giornalisti-artisti, con lui anche Massimo Troisi, Lello Arena, Massimo Bonetti ecc) giravano l’Italia per raccogliere fondi. Carlo Nobile, allora Commissario dell’Azienda Turismo, mi diede l’incarico di organizzare una partita di calcio al Riccardo Spina. Così feci. E così quella partita di calcio si tramutò in amicizia. Sul professionista c’è poco da sottolineare, anzi tanto, (i giornali di oggi traboccano di conformisti elogi) è stato un giornalista di razza, un intellet­tuale atipico, ma prima, mi va di rimarcarlo, fu un grande uomo, sempre controcorrente e anche un filosofo. L’89 per le radio private fu un anno cruciale si avviò la regolamentazione del settore, la famosa legge Mammì. Noi eravamo RADIO VIESTE 1. Se da una parte la legge ci equiparava alla Rai, ad un servizio pubblico, dall’altro ci obbligava agli adeguamenti che non erano solo strutturali (nuovi trasmettitori, sede, ecc.), ma anche e soprattutto legislativi. Per farla breve: ci trovammo ad un bivio e soprattutto (come al solito) senza soldi. Tentare il salto o mollare? Oliviero, nelle nostre passeggiate, venuto a conoscenza della situazione, mi tempestava di dritte, consigli, incoraggiamenti. Nei mesi a venire, da lontano, continuò a seguìrci. Quella curva a gomito non fu semplice. Un incontro salutare quello con Oliviero. Un sincero saluto gli è dovuto. Scherzosamente lo chiamavo VuliVa. Ma questa è un’altra storia.

Cià VuliVA

ti abbraccio.

p.s quella partita: Rappresentativa per la Vita (cioè noi) e ARTISTI-GIORNALISTI terminò

1° tempo 3 – 0 per la Rappresentativa per la Vita

2° tempo 4-3 ancora per la Rappresentativa per la Vita.

Carlo, riuscì a raccogliere un milione e mezzo delle vecchie lire.
I biglietti venduti per quella partita furono la bellezza (e grandezza) di 4….
(letto bene QUATTRO).


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