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Vieste/ Scomparso nipote affiliato a clan forse un caso di «lupara bianca»

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Anche le squadre speciali dei vigili del fuoco e i cani addestrati alla ricerca di persone scomparse sono stati impegnati ieri a Vieste nelle ricerche di Pasquale No¬tarangelo, il venticinquenne allevatore del centro garganico di cui si sono perse le tracce da una settimana: la sera di mercoledì 24 maggio uscì di casa dicendo alla moglie che sarebbe rientrato entro cinque minuti e da quel momento si è «volatilizzato». il timore è che il giovane sia rimasto vittima della lu¬para bianca- ucciso e il cadavere fatto sparire – nell’ambito di una guerra di mala che dal gennaio 2015 ad oggi a Vieste ha contato 5 omicidi (tra cui quelli del padre e dello zio) ed altri 4 tentativi di omicidio, tutti casi al mo¬mento irrisolti. Nell’ambito del piano predisposto dalla prefettura di Foggia per la ricerca di persone scomparse, ieri mattina mobilitati carabi¬nieri, protezione civili, vigili del fuoco di Foggia e Lecce. Al lavoro ci sono infatti gli esperti della «Saf» (la squadra del soccorso speleo/alpino/fluviale) e le unità cinofile sempre dei vigili del fuoco queste ultime giunte da Lecce: cani addestrati a cercare persone scomparse (gli si fanno fiutare in¬dumenti dello scomparso) hanno battuto ieri la zona garganica, cominciando dalla località «Coppitella», dove Pasquale Notarangelo vi¬ve con la moglie e i due bambini di pochi anni. Le indagini sulla scomparsa del giovane garganico sono condotte dai carabinieri della locale tenenza e dai colleghi della compagnia di Vico del Gargano e del reparto operativo di Foggia. I carabinieri si attivarono subito: nel momento in cui la mattina del 24 maggio la moglie di Pasquale Notarangelo segnalò che il marito uscito la sera prima di casa non era rientrato, partirono le prime ricerche dell’ Arma. E sin da subito gli investigatori ritrovarono l’auto di Notarangelo, una «Fiat Punto», regolarmente parcheggiata vicino casa e con dentro le chiavi e il telefonino. Perché mai Notarangelo avrebbe dovuto lasciare il cellulare? È uno dei tanti interro¬gativi dell’indagine. Chiaramente più passano i giorni più cre-sce l’apprensione tra i familiari dello scom¬parso. «La moglie di Pasquale Notarangelo è ovviamente preoccupata perché il marito non era mai allontanato da casa, ma nel con¬tempo è soddisfatta» commenta illegale della famiglia, l’avvocato Michele Arena «dell’at¬tenzione sulla vicenda e guarda con fiducia alle ricerche in corso: la sua speranza è che Pasquale possa tornare ad abbracciare i suoi cari, l’auspicio è che l’attenzione resti alta». Pasquale Notarangelo, assolto in un blitz antidroga del 30 luglio 2014 dall’accusa di spacciare cocaina, è il figlio di Onofrio uc¬ciso a 47_anni nella sua auto a colpi di fucila la sera del 27 gennaio scorso in paese; ed il nipote di Angelo Notarangelo, detto «Cin¬taridd» ritenuto a capo dell’omonimo clan, assassinato il 26 gennaio 2015 alle porte di Vieste in un agguato mafioso che diede il via alla scia di sangue.

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