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Vieste/ TRENO DELLA MEMORIA 2018

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Anche quest’anno un gruppo di studenti dell’I.I.S.S. “L. Fazzini – V. Giuliani” parteciperà al Progetto “Treno della Memoria”. Il gruppo, che partirà domani, martedì 23 gennaio, accompagnato dal prof. Salvatore Gambuzza, è costituito da:

• Della Malva Domenico, Dinunzio Chiara, Manfredi Francesco, Pastore Federica, Rosiello Simone (VA Liceo Scientifico)

• Masanotti Chiara Libera (VA I.T.E. Turismo)

• Vecera Valentina (VA I.T.E. A.F.M.)

AUSCHWITZ: NEL CUORE DEL MALE

In data 23 gennaio 2018, in occasione dell’avvento imminente della Giornata Nazionale della Memoria, è previsto l’inizio della nostra peregrinazione verso due dei luoghi più nefasti ed oscuri del pianeta: i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau. L’iniziativa alla quale abbiamo deciso di aderire, guidati dal prof. Salvatore Gambuzza, docente di storia e filosofia e referente del progetto, è stata organizzata dall’associazione “Treno della Memoria”, e coordinata dalla sua sezione pugliese. Il percorso a cui abbiamo preso parte si è articolato in quattro incontri formativi, svolti con diverse modalità – si andava dalla lezione frontale a quella laboratoriale in gruppi – e con la partecipazione di studenti provenienti da tutta la regione. Tali riunioni, nonostante la consueta titubanza iniziale, si sono rivelate un’occasione preziosa di scambio e di confronto da parte di tutti noi, animati dal medesimo obiettivo comune: il ricordo. Abbiamo appreso che l’educazione al ricordo non si studia solamente sui libri. Anzi, si tratta di esplorare le profondità recondite di tutti quegli avvenimenti di cui ci propinano unicamente sterili dati numerici; di comprendere il valore della nostra civiltà contemporanea e di come essa sia il frutto di una reazione decisa all’immensità di un crimine che ad oggi sembra irrealizzabile; di immedesimarsi nei singoli dimenticati protagonisti, troppo frequentemente ignorati e dati per scontati dalla nostra percezione asettica della storia, incline a considerare l’umanità come una grande massa omogenea spoglia di ogni individualità. Perché è proprio questo l’intento dell’esperienza che stiamo per intraprendere, il poter toccare con mano quel “per non dimenticare” che ripetiamo a gran voce durante la ricorrenza annuale, ma che spesso rimane avulso dalla propria realtà. Naturalmente non siamo in grado di sapere quali saranno il nostro giudizio e le nostre considerazioni una volta concluso il viaggio; per ora ci limitiamo ad esprimere il nostro pensiero riguardo a quello che rappresenta per noi e a cosa significa avere l’opportunità di guardare in volto la crudeltà umana. In merito a ciò, è doveroso sottolineare che questa non è cominciata con la chiusura dei cancelli di Auschwitz e non è certamente terminata nel momento della loro apertura. I centri di sterminio altro non sono che una tappa della spietatezza umana, così come lo è del nostro itinerario; non è certo un punto di arrivo. Anche perché un punto di arrivo in questa vicenda non c’è. È questo il senso del rammentare: fare in modo che non venga scritta la parola fine in una pagina della storia che non può avere una svolta, per cui il nostro costante bisogno di conclusione questa volta non verrà appagato.

Pastore F.
Rosiello S.


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