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Un processo al Visconti nel 1758 a Ischitella (54° parte)

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Primo capo appurai il giorno uno ,che il Sig. Visconti fu eletto Sindaco di questa Università nel parlamento convocatosi il 16/8/1758 e che la suddetta Università nell’anno passato era in attrito di pagamento con la regia corte e i conti fiscali fatti che in tre diverse volte vennero qui tre commissari della Percettoria di questa Provincia per l’esazione e la seconda volta ne fu anch’esso Visconti arrestato.
Di esso vero ancora ,ma nonostante essersi fatto il catasto sia dall’anno 1749 in questa terra d’Ischitella in esecuzione degli ordini giunti anche tutto rimesso nel supremo atto della Regia Camera non di meno si è sempre vissuto colla tassa volgarmente detta a battaglione nel qual modo non di meno verosilmente ha dovuto esso gravata nei pesi la povera ed i benestanti non hanno pagato giustamente ciò che gli sarebbe spettato in corrispondenza alla loro rispettiva rendita ed avere ancora che il popolo intero sia desiderante e desidera tuttavia di concordia al catasto ,ma non vi è in quella terra tra le persone povere che possa fare le corrispondenti premure nel supremo interesse della Regia Camera per aggiungersi a questo disegno ed avendo cercato di indagare se l’Ill.re possessore di questa terra possegga beni burgonsatici e se per essi porta alcun peso con l’Università con averne chiesta una fede autentica agli attuali Governatori per i medesimi hanno attestato di non essere in loro notizia se detto Marchese possegga beni burgonsatici ,rimettendosi agli atti finali del 1749 che esistono nel catasto rimesso nella Regia Camera accertano che non porta alcun peso con l’Università e sebbene avessi cercato di appurare con una nota dell’Ill.re Marchese possegga in questa terra beni burgonsatici pure non mi è riuscito.
Siccome verosilmente è stato appurato la dichiarazione che il Sig. Visconti ha deposto di aver fatto a detto Ill.re Marchese delle miserie di essi cittadini dell’attrito del quale con la regia Corte e da questa necessita della formazione del catasto e del conseguente ordine dato ad esso Visconti da questo Ill.re Marchese di Giuliano di non fare novità ,ma di far seguitare ad esigere la tassa a battaglione e che egli stesso depone di esso seguiti tali fatti dati al solo Marchese così è carissimo che in una mattina di un giorno di festa d Novembre il seguente anno passato 1758 unitosi a quaranta persone nell’atto della processione a degli uomini di campagna atteso l’ill.re Marchese di Giuliano nell’uscita che fece dalla chiesa sotto il titolo di San Michele sita poco distante dal Palazzo Baronale ed era stato ad ascoltare la Santa messa in modo supplicante ed ad alta voce lo pregarono perché non fu fatto fare il catasto dicendo le seguenti parole Giustizia, Carità e Catasto ,ma fu rinato il timore della mozione popolare ,attesa tutta la gente così unita delle quali altre persone che con forza credettero di minacciare in tal maniera il Marchese ad impegnarsi di far fare il catasto ,e poiché quello fece atto colla mano di- Continua.

Giuseppe Laganella


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