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Un processo al Visconti a Ischitella (56° parte)

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Avendolo veduto colle altre fibbie alle scarpe e col bastone gliele fece levare dal medesimo Tomaso Protano tenendolo esso stesso al Marchese afferrato levandogli altresì il bastone con il manico d’argento dicendo che le prime robbe non bastavano a quello che occorreva per la spesa all’accomodo della strada enunciata e per non farlo andare senza fibbie alle scarpe ed ai calzoni dal suo cameriere Domenico Imparato gli fece dare un paio di fibbie d’ottone ed un altro per i calzoni ch’era solito portare esso Ill.re Marchese in tempo che andava in campagna e se le pose rispettivamente alle scarpe e ai calzini nonostante ciò però continuava a frequentare il palazzo e il nominato Ill.re Marchese col disegno di avere restituiti le robbe predette che gli aveva fatto levare ed erano rimaste in esso potere ,ma poiché non le voleva restituire se non verso la fine di maggio di detto prossimo anno 1758 tempo in cui fu forzato di fargli una cessione di dieci ducati dall’Università che li avevano depositati in potere del Governatore M.co Michele Antonio de Cato in potere di cui si trovavano e precedente cessione quella che gli fece in una sera che non distinguo la preciso sopra detto Palazzo gli restituì le robbe che in vigore di detta cessione avendo l’ill.re Marchese chiesto la somma dei suddetti 10 ducati al Mag.co Governatore de Cato in potere di cui si trovavano depositati ,sebbene stava sul punto di pagarglieli ,essendo che facevano ordine dalla regia Camera si trovavano depositati, così per esigerli ne bisognavano altri ordini della stessa Regia Camera ,il riferito esso Marchese vistosi esiliato dal Governatore per riavere qualcosa già spesa per l’accomodo della intera strada ,mandò i suoi emissari a levargli il cavallo dalla stalla e lo fece rendere da quella detta pubblica osteria di questo stesso luogo di sequestro senza fargli fare nessuna intimazione giudiziaria e che non soffrisse maggiori aggravi, partì da qui il 20 Agosto del 1758 nonostante la mutazione del vero conferendosi in Napoli per ricevere i fiscali di detto Il.re Marchese ,quale quantità dovuta che aveva saputo oltre che dopo aver fatto trattenere in arresto il cavallo per lo spazio di alcuni giorni lo aveva fatto restituire alla giustizia della sua casa ,ma negando delle maggiori violenze detto ll.re Marchese aveva fatto ordine al Mag.co Saverio Agricola che non avesse pagato ad esso Sindaco Visconti i dieci ducati che aveva depositati dagli affittatori della Padula dell’Università e consegnandoglieli mesi dopo, ma però pagati l’avesse al detto Marchese ed aveva fatto ordine altresì ad Antonio Chiarito e a Domenico Basile affittatore dei forni di questa medesima Università per mezzo di Michele Paloni suo- Continua

Giuseppe Laganella


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