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Sanità Puglia/ Liste d’attesa, bocciato lo stop intramoenia. Sarà recepito il Piano Nazionale

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Il Consiglio regionale ha ap­provato a maggioranza (20 voti favorevoli e 12 contrari, il gruppo di FI non ha par­tecipato al voto) ) la proposta di legge «Misure per la riduzione delle liste d’attesa in sanità». Ma il testo presentato da Amati, Cera, Colonna e Mennea è stato radical­mente cambiato, superando la criticata so­spensione dell’attività intromoenia che ha tenuto la maggioranza sulla graticola per oltre 4 mesi. L’iter di approvazione (che ha fatto se­guito a un lungo e, a tratti, aspro dibattito) si è sbloccato dopo la decisione di pre­vedere preliminarmente all’art.1 la pre­visione del recepimento (atto peraltro do­vuto) della recente Intesa Stato Regioni sul Piano nazionale delle liste d’attesa. L’art. 3 contenente la sospensione dell’attività li­bero professionale in caso di un disallineamento superiore a 5 giorni, invece, è stato interamente riscritto, in virtù di due emendamenti presentati da Ignazio Zullo e da Paolo Pellegrino. Entro due mesi le azien­de sanitarie dovranno provvedere all’ado­zione del Piano attuativo aziendale, con le misure da adottare in caso di superamento dei tempi massimi stabiliti, tra cui la ridefinizione quantitativa dei volumi di attività e della tipologia delle presta­zioni; l’incremento delle ore a specialisti ambulatoriali interni già in servizio o at­tivando nuove ore attraverso la stipula di rapporti convenzionali e l’acquisto di prestazioni da operatori accreditati esterni in extra budget. Ogni due mesi i direttori generali dovranno pubblicare i dati rela­tivi al monitoraggio. Gli inadempienti sa­ranno soggetti a procedimento disciplinare, con il mancato riconoscimento per l’Al­pi delle remunerazione prevista per l’at­tività libero professionale. Altro punto cen­trale delle legge la nomina da parte dei Direttori generali delle aziende sanitarie del RULA (Responsabile unico aziendale sulle liste d’attesa) che dovrà sovrinten­dere all’attuazione e al raggiungimento de­gli obiettivi contenuti nel Piano aziendale. È stato così superato lo «scoglio» della sospensione dell’attività intramoenia, in caso di disallineamento, sollecitata da Fa­biano Amati (Pd). «L’attività libero pro­fessionale intramoenia non è solo una que­stione di liste d’attesa, visto che l’Alpi – ha detto il presidente della Regione Michele Emiliano – è nata per consentire il diritto al cittadino di scegliere il medico che vuole, anche se fa parte del servizio pubblico. Disconoscerlo sarebbe un inevitabile fa­vore alla sanità privata».«Una cosa mai vista. Rinviare e tergiversare per più di un anno – accusa Amati – per poi dire che i voti di alcuni medici valgono più delle persone in fila al Cup». «È disdicevole utilizzare un tema così delicato e importante per i cit­tadini – accusa Domenico Damascelli (FI) – per un braccio di ferro all’interno della maggioranza».


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