The news is by your side.

Vieste/ Quando i due ex rivali erano amici e coimputati. L’inchiesta per l’assalto in Molise al furgone carico di sigarette. Marco Raduano fu assolto, Perna condannato a oltre 9 anni pochi giorni prima di essere ammazzato.

40

Quattro sospetta­ti, due morti ammazzati nella guerra tra clan, due condan­nati, un assolto. Sono i numeri dell’inchiesta dei carabinieri coordinata dalla Procura di Larino a carico di 4 viestani arrestati nell’agosto del 2015 per­ché sospettati di far parte della banda di rapinatori che assaltò a Termoli, nel giugno prece­dente, un furgone carico di 900 chili di sigarette per un valore di 200mila euro. Le ordinanza cautelari in carcere firmate dalla magistratura molisana furono notificate a Marco Ra­duano, classe ‘83, ritenuto il capo di uno dei due clan coin­volti nella guerra di mafia in atto a Vieste da 4 anni, detenuto dallo scorso agosto per traffico di droga aggravato dalla mafia, e che è stato assolto dall’accusa di essere uno dei rapinatori in trasferta a Termoli; al cognato Giampiero Vescera, classe ‘89, ucciso a Vieste il 3 settem­bre del 2006 quando era ancora aperta l’indagine sulla rapina in Molise; all’ex amico e poi rivale di Raduano Girolamo Perna, classe ‘91, ritenuto al vertice del gruppo contrappo­sto a quello di Raduano, as­sassinato lo scorso 26 aprile, pochi giorni dopo essere stato condannato a 9 anni e 9 mesi per la rapina a Termoli; ed infine a Matteo Murgo, classe ‘88, pure di Vieste, condannato in primo grado a 6 anni. La rapina fu messa a segno all’alba del 16 giugno 2015 alla periferia di Termoli. Un com­mando di rapinatori a volto co­perto ed armati di pistola a bor­do di un’auto affiancò e bloccò un furgone appena uscita dal deposito con un carico si si­garette dei Monopoli per un va­lore di 200mila euro. L’autista venne costretto a scendere dal furgone (alla cui guida si mise uno dei rapinatori) e condotto un capannone abbandonato vi­cino al luogo dell’assalto. La banda tagliò con un flessibile la lamiera del furgone e trasbordò su un «Iveco Daily» il carico di sigarette. Il camionista sequestrato venne rilasciato poco do­po nelle campagne di Chieuti e diede l’allarme: il furgone e il carico di sigarette venne ritro­vato nello stesso giorno della rapina nelle campagne di Orta Nova. Le indagini della Pro­cura di Larino (quando era di­retta da Ludovico Vaccaro at­tuale procuratore capo di Fog­gia) e dei carabinieri sfocia­rono due mesi dopo nel blitz del 19 agosto del 2015 con remissione di 4 ordinanza cautelari a carico di altrettanti viestani ac­cusati di concorso in rapina, sequestro di persona, armi. Do­po tre settimane il Tribunale ritenne insufficienti gli indizi a carico di Raduano e Vescera e li rimise in libertà accogliendo le richieste difensive. Il processo si è poi sdoppiato. Vescera ne «uscì» per essere stato assassinato da killer mai individuati in un oliveto alla periferia di Vieste il 3 settem­bre del 2016. Raduano optò per il giudizio abbreviato conclu­sosi con l’assoluzione il 9 ot­tobre del 2017 davanti al gup di Larino (il pm chiedeva la con­danna a 5 anni e 6 mesi). Per Perna e Murgo ci fu il rinvio a giudizio e il processo con rito ordinario conclusosi nelle settimane scorse con una doppia condanna: 6 anni a Murgo, 9 anni e 9 mesi a Perna. Per il primo ci sarà l’appello della di­fesa (è assistito dall’avvocato Francesco Santangelo) contro il verdetto di secondo grado. Per Perna (era difeso dall’avv. Salvatore Vescera) invece il ca­so è chiuso dopo che il ven­tottenne allevatore viestano è stato assassinato davanti casa a colpi di lupara da un killer al momento ignoti la sera del 26 aprile scorso. Ennesimo aggua­to collegato alla guerra in atto a Vieste che dal gennaio 2015 ad oggi ha contato 10 morti am­mazzati, 1 lupara bianca, 5 ag­guati falliti.

gazzettacapitanata


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright