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Vieste/ S. Maria di Merino 7-10 maggio. Domani via ai Festeggiamenti

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La festa di S. Maria di Merino è celebrata da sempre al 9 maggio. Il perché di questa scelta non si conosce, ma si può dedurre. Don Marco della Malva nel libro citato La Città e la Madonna di Merino riporta i risultati di un’inchiesta effettuata nel lontano 1680, nella quale è detto che la processione della Madonna avviene il 9 maggio, ogni anno, ab immemorabili. In un documento ancora precedente è affermato che la festa avviene con tale concorso di popolo, che si può paragonare alla festa della Madonna di Loreto. Ora una domanda: Perché proprio il 9 maggio? Forse perché in quella data si festeggiava già a Merino o forse perché in quella data fu rinvenuta la statua lignea sul litorale di Scialmarino. É un fatto che la festa della nostra Madonna cade nel cuore della primavera. A contare i giorni dell’inizio di questa fino al 30 aprile, primo della novena, i giorni trascorsi di primavera sono 40 e fino all’inizio della stagione estiva i giorni dopo la festa sono 41. La nostra festa, ivi compresa la novena, occupa esattamente il centro della primavera. Gli inizi di maggio segnano il momento in cui, dopo l’avvenuta esplosione di vita del mistero pasquale di Cristo, celebrato nella liturgia a metà del cammino di preparazione alla festa, fa riscontro il risveglio della natura nella nuova fioritura primaverile. La nostra festa è climaticamente e liturgicamente la festa della vita. Il titolo, con cui storicamente la Madonna di Merino è onorata, è quello dell’Annunziata, e anche il titolo della Purità è ad essa riconducibile, come già si è detto. La festa della vita, la vita vera, la vita nuova, è in Maria annunziata, Cristo Gesù che divenne uomo nel suo grembo purissimo. Tutto intorno alla nostra festa parla di vita, vita nel risveglio primaverile della natura, vita nel mistero pasquale della risurrezione, vita nuova nel grembo materno di Maria. La scelta di celebrare la festa S. Maria di Merino al 9 maggio è stata probabilmente suggerita dal desiderio di conferire alla stessa un significato di pienezza di vita. “A Merino quella data: 9 maggio, può essere stata scelta per soppiantare una festa pagana preesistente all’arrivo del Cristianesimo e questo per aiutare i nuovi cristiani a superare l’attaccamento alle antiche usanze e alle feste pagane”. Le divinità pagane, che la festa della Madonna avrebbe soppiantato, furono, sempre secondo il della Malva, la dea Venere che “prima dell’influsso greco, fu essenzialmente dea agreste… protettrice dei campi, dei giardini e dei loro coltivatori… appartenente a quel tipo di divinità femminile della natura fiorente, della primavera” e/o “Demetra che era la dea dei contadini, dei campi e delle messi. Suo dono era il pane e le erano sacri i lavori campestri” o anche “Cerere, dea della vegetazione” o “Cibele, la dea madre”. Sulla scia di don Marco, Matteo Siena con maggiore perentorietà, scrive: “Forse nel complesso di S. Maria di Merino doveva esserci un tempio – santuario dedicato alla dea Demetra (o Cerere) visto che negli immediati paraggi dell’attuale chiesa, sono state rinvenute due splendide colonne di granito. La dea era festeggiata durante il mese di maggio, prima della mietitura con riti propiziatori, preghiere e canti per ottenere abbondanza di raccolto. La testimonianza è data da alcune stele conservate nel locale museo civico dedicate a Diva Demetra”. “Successivamente, l’avvento del cristianesimo non creò una frattura con il paganesimo, ancora molto vivo nel IV – V sec., ma cristianizzò gli antichi riti e, pertanto, la venerazione verso la Madre di Gesù sostituì quella di Demetra e il santuario pagano fece posto a quello mariano. La mancanza di documenti c’impedisce di capire l’importanza che assunse a Vieste il santuario mariano di Merino e i relativi pellegrinaggi”. Francesco Innangi scrive invece: “Vieste e Marino, Vieste e la sua Marina, sono sempre state collegate in un unico intreccio culturale ed economico; non per niente l’odierna festa di S. Maria di Merino, che si celebra nel mese della fioritura rigogliosa della natura, è la rielaborazione cristiana di un’antichissima festa apula e romana, in onore di Demetra, e non per niente il Chiano Grande, quello di Merino appunto, è ancora, come sempre, l’abbondante granaio di Vieste. “La festa di S. Maria di Marino (Merino, se vi aggrada, e se non si può più cambiare) è la più bella festa cristiano – pagana che un popolo potrebbe conservare: è la festa degli occhi e della matura primavera, è la festa della collettività, è la festa in cui i giovani sfuggono al ferreo controllo dei genitori e in cui i non più giovani e i vecchi stessi si risentono in qualche maniera ancora giovani, e in cui la morte stessa sembra annullarsi nel desiderio d’immortalità, individuale se si è cristiani, e della specie se si fosse soltanto pagani. E con il ritorno alla Terra, alla Madre; la nostalgia del passato e il corto proiettarsi nel futuro; è come l’immedesimarsi nell’eterno flusso del gran Dono che è la Vita”. Le tre testimonianze riportate hanno un riferimento comune: la primavera come tempo di festa, di luce, di colori per la rinascita della vita nella natura. Il cristianesimo, antico e attuale, che ha ereditato dalla religione ebraica il culto per la vita che si rinnova nella natura (tutte le feste ebraiche e in particolare la pasqua erano e sono feste d’origine agricola e pastorale), pone la sua più grande e significativa festa nella settimana di luna nuova dopo l’equinozio di primavera. La Pasqua, il ritorno di Cristo alla vita. In tutte le religioni del mon¬do fino a quelle più vicine a noi: greca e romana, la primavera raccoglieva le più grandi feste in onore di divinità promotrici di vita; in essa gioisce per il perenne ritorno della vita e il suo desiderio di vita senza fine. La Daunia antica e Vieste con il suo territorio in particolare non si sottraevano a questo desiderio universale di vita nuova. Anzi possiamo affermare che il culto alla Madre Terra era fortemente affermato da noi. Le iscrizioni daunie di Vieste sono giustamente ritenute documenti di primaria importanza non solo per lo studio della lingua dauna antica, ma soprattutto per la portata storico – religiosa degli stessi. Merino ha vissuto la sua storia nel contesto geografico, culturale e religioso del suo tempo. Come il resto del territorio garganico ha conosciuto il cristianesimo precocemente e il passaggio ad esso è avvenuto in modo rapido, data la sua piccola entità numerica e la cultura molto semplice, agreste. Ricercare nella nuova fede motivo di culto che ne assicurasse in qualche modo la continuità, sarà stata preoccupazione di chi dirigeva questa piccola comunità. Può essere accaduto che la festa mariana di Merino abbia risposto a quest’esigenza e quindi può aver sostituito una festa pagana, ma certamente soltanto come occasione, poiché il contenuto della festa mariano – cristiana va molto di là da quella che può essere stata una semplice festa del risveglio primaverile. Non si tratta di aver cristianizzato una festa pagana, bensì di aver riempito di contenuti un’occasione di gioia naturale. E chiaro che la festa di S. Maria di Merino come oggi noi la conosciamo, pur avendo conservato al suo interno il modo di festeggiare pagano, è fortemente originale nel suo profondo contenuto e nella sua organizzazione, strutturatasi nel tempo, vedi i pellegrinaggi e altri riti tradizionali che accompagnano la festa. MERINO IL SANTUARIO LA FESTA Di don Giorgio Trotta (edizione Santuario S. Maria di Merino – Vieste) PROGRAMMA RELIGIOSO GIORNO 30 APRILE Ore 10,00 – Intronizzazione del Simulacro della Protettrice della Città di Vieste Beata Vergine di Merino, a seguire Santa Messa. GIORNI 30 APRILE / 8 MAGGIO Ore 19,00 – Santa Messa e Novena in onore della Beata Vergine di Merino. Ore 21,00 – Festa a Maria c/o Basilica Concattedrale. GIORNO 8 MAGGIO Ore 11,30 – ss. Messa Capitolare. Ore 19,00 – Solenne Pontificale concelebrato da S. E. l’Arcivescovo Mons. Franco Moscone e i reverendissimi sacerdoti. Ore 21,30 – Detronizzazione del Simulacro della Beata Vergine di Merino. (si ringrazia la “La Garganica” per gli omaggi floreali e ceri) GIORNO 9 MAGGIO Ore 06,30 – ss. Messa Ore 07,15 – ss. Messa celebrata da S. E. l’Arcivescovo Mons. Franco Moscone. Ore 08,45 – Trionfale processione del Simulacro della Beata Vergine di Merino Ore 23,00 – Rientro del Simulacro e solenne processione con sparo di fuochi pirotecnici (c/o Marina Piccola). GIORNO 10 MAGGIO Ore 10,00 – ss. Messa a seguire riposizione del Simulacro nella cappella della città. Ore 7,30 / 9,30 / 19,00 – SS. Messe nel Novenario. Ore 11,00: ss. Messa Capitolare (giorni festivi) Sito WEB: www.comitatosantamariadimerino.it La Santa Messa della mattina del 30 aprile e le novene saranno trasmesse in diretta su CANALE 878 ( GarganoTv) del digitale terrestre. PROGRAMMA CIVILE GIORNO 7 MAGGIO Ore 16,30 – Apertura della festa con sparo di mortaretti e giro per le vie cittadine del Gran Complesso Bandistico Città di Vieste “G. Cariglia” con esibizione A.S.C.D. Majorette “il mondo che vorrei” Ore 18,30 – Emozioni e fantasie sonore con le Majorette “Ritmi e nastri” e intrattenimento per bambini a cura dell’associazione “Proxima” (presso pietra della Madonna) Ore 20,00 – Accensione delle artistiche illuminarie eseguite dalla premiata Ditta ILLUMINAZIONI CARLONA” s.r.l. di Luce¬rà (Fg) in collaborazione con l’Assessorato al Turismo del Comune di Vieste. Ore 20,30 – ARTE e GUSTO: Piazza V. Emanuele – Sagra del dolce garganico offerto dall’IPSSAR di Vieste con la collaborazione dell’Associazione Cuochi. Si ringrazia la Ditta Plasticart: forniture dei f.lli Silvestri Ore 21,30 – Discoteca in Piazza Vittorio Emanuele con “PRAJA GALLIPOLI ON TOUR GIORNO 8 MAGGIO Ore 8,00 – Giro per l’abitato del Gran Complesso Bandistico; Città di Vieste “G. Cariglia” Ore 9,00 – Giro per l’abitato del Gran Complesso Bandistico: Città di Conversano “G. Ligonzio” Ore 10,00 – Esibizione sul corso L. Fazzini delle Majorettes “Ritmi e Nastri” con la banda Città di Vieste “G. Cariglia” Ore 11,30 – Matinée esibizione della Grande Orchestra di fiati città di Conversano “G. Ligonzo” Ore 15,00 – “Tutti in Bici” raduno presso la Rotonda di Pizzomunno, lung.mare Mattei. Il Motoclub Gargano Vieste organizza la “Decima Festa di Primavera delle 2 ruote” Ore 18,00 – Giro per l’abitato dei Gran Complessi Bandistici: Città di Vieste “G. Cariglia” e Città di Conversano “C. Ligonzo” Ore 19,45 – Nella Basilica Cattedrale omaggio floreale e offerta di ceri da parte del Comitato Festa e della Civica Amministrazione alla celeste Patrona. Ore 21,30 – Esibizione in Piazza V. Emanuele: Città di Conversano Grande Orchestra di fiati “G. Ligonzo” diretta dal M° Angelo Schirinzi. GIORNO 9 MAGGIO Ore 7,30 – Esibizione in Piazza V. Emanuele dei Gran Compiessi Bandistici: Città di Vieste “P. Rinaldi” e Città di Vieste “C. Cariglia”, Ore 19/21,30 – Servizio musicale marciabile in piazza V. Emanuele del Gran Complesso Bandi¬stico Città di Vieste “P. Rinaldi”. Ore 23,00 – Rientro della Protettrice S. Maria di Me¬rino con solenne processione e accen¬sione di fuochi pirotecnici a cura della ditta “NUOVA PIROTECNICA P. PIO” di Presutto e Florio di San Severo (c/o Ma¬rina Piccola). Ore 23,30 – Esibizione di brani musicali marciabili in piazza V. Emanuele del Gran Complesso Bandistico Città di Vieste “G. Cariglia” GIORNO 10 MAGGIO Ore 9,30 – Giro per l’abitato del Gran Complesso Bandistico Città di Vieste “P. Rinaldi”. Ore 19/21,30 – Esibizione per il corso L Fazzini e Giardini Comunali (Pietra della Madonna) del Gruppo Folk Città di Vieste PIZZECHE E MUZZECHE Ore 21,30 – SPETTACOLO MUSICALE CON QUISISONA E MARIELLA NAVA Ore 24,00 – Chiusura della festa con spettacolo di fuochi pirotecnici presso il nuovo molo del Porto.


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