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Smartphone, 10 ragioni per non regalarlo (alla Comunione e neppure alla Cresima)

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I consigli dell’esperta per convivere senza rischi con l’oggetto dei desideri

Prendete carta e penna. Non le avete sotto mano? E allora annotate tutto sullo smartphone, sempre che abbiate superato l’età del biberon: il minimo per inaugurare una lunga e perigliosa carriera di smartphonizzato cronico.

Per evitare che il virus della cellularite (resistente più della cellulite) infetti i nostri bambini, è consigliabile leggere in tempo utile il libro della giornalista e docente universitaria, Stefania Garassini, che sui rischi dell’uso precoce del telefonino ha scritto il libro Smartphone, 10 ragioni per non regalarlo alla prima Comunione (e magari neanche alla Cresima) (Edizioni Ares).
Le «10 ragioni» – sintetizzate tra serio e faceto – sono le seguenti:

1) Lo smartphone è come una Ferrari, non lasciarla a un neopatentato;

2) Regalare uno smartphone a un bambino diventa un incitamento a mentire;

3) Lo smartphone crea dipendenza;

4) Non esporre tuo figlio a inutili rischi per la salute;

5) Non rubare l’infanzia a tuo figlio;

6) Evita di creare un motivo di contenzioso educativo permanente;

7) Come pensi di proteggere la navigazione su Internet?;

8) Lo smartphone non ti servirà a rimanere in contatto con tuo figlio;

9) «Ce l’hanno tutti». E allora?;

10) Lo smartphone non è il demonio.

La parte seria (ma mai barbosa) del libro spiega capitolo dopo capitolo le dieci raccomandazioni garassiniane, scritti dall’autrice evidentemente pensando per metà ai figli piccoli e per metà (una metà decisamente più pesante di responsabilità) ai loro genitori.
«Lo smartphone – sostiene Stefania Garassini – è ormai un regalo quasi scontato alla prima Comunione. Pochi però si chiedono se sia una buona idea mettere le mani di un bambino di 9 o 10 anni uno strumento così potente. Eppure, scegliere l’eta giusta per dare a un ragazzo un cellulare e una decisione importante, perché spalanca le porte di un nuovo mondo, ricco e complesso, destinato a occupare una parte significativa della vita di chi lo utilizza».
«Non si tratta – avverte l’autrice – di demonizzare uno strumento dalle straordinarie potenzialità, ma semplicemente di usarlo al meglio. I nostri figli, e anche noi».
Nei giorni scorsi lo ha capito perfino la Madonna (intesa come rockstar) che ha «sequestrato definitivamente» lo smartphone alla figlia adolescente. Motivo? «Non riuscivamo più a comunicare guardandoci in faccia».
«Ma qual è il momento giusto per mette uno smartphone in mano ai nostri figli?», si chiede Mariolina Ceriotti Migliarese nella prefazione del libro. Garassini, implacabile, non si fa commuovere dal clima di festa: «Non regalarlo alla prima Comunione e neanche alla Cresima».
E allora decidiamo noi. Se ne riparlerà sì in chiesa, ma al Matrimonio; sperando che gli sposi vivano sempre felici e contenti. Con la giusta carica: quella dello smartphone, s’intende.

Nino Materi


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