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ConfindustriaFoggia/ Internazionale e destagionalizzato, è il nuovo turismo

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Quella attuale è un’epoca ricca di grandi cambiamenti di carattere storico, sociale ed economico. Improvvise accelerazioni e mutamenti di scenario possono generare impatti enormi sulle organizzazioni (pensiamo al fenomeno di Arb&B), siano esse imprese o istituzioni: una lettura efficace e una corretta interpretazione della realtà diventano quindi fondamentali per analizzare e comprendere il cambiamento e individuare opportunità e benefici, al fine di elaborare una vincente visione per il futuro della Puglia. Per fare ciò, dobbiamo concentrarci su nuove Traiettorie (i paesi dell’Area Adriatica) e Attivatori di Sviluppo (finanziamento per la riqualificazione e/o ammodernamento delle strutture ricettive), ingaggiando nuovi leader imprenditoriali (pensiamo ai Fondi Comuni d’investimento immobiliari Esteri) e istituzionali (unioni dei comuni della Puglia per curare gli interessi comuni e promuoverne lo sviluppo) e la società civile (nuova Formazione del Capitale Umano) per catalizzare le migliori energie e risorse del Territorio, al fine di offrire prodotti (club di prodotto) e servizi (mobilità, innovazione Tecnologica) per la tutela e salvaguardia del territorio e della persona basandosi sulla continua valorizzazione del mare, da sempre fonte di crescita economica e benessere per tutti i pugliesi. Vorrei partire dalia lettura e dall’ analisi di alcuni dati estratti dall’Osservatorio Turistico di Puglia Promozione riferita ai dati relativi al 2018. Ad esempio, Vieste si conferma la principale destinazione del turismo balneare in Puglia con 1,920 milioni di presenze nel 2018 ed è la ventiseiesima nella classifica delle destinazioni italiane. Bari, meta del turismo business e culturale, è al primo posto per numero di arrivi (445 mila) e seconda per presenze (835 mila. Lecce si classifica al terzo posto per gli arrivi (264 mila) e al quinto per presenze (698 mila). Tengono bene anche Peschici al settimo posto e San Giovanni Rotondo undicesimo. Tuttavia la permanenza media del Turista SI è ridota proprio su Vieste a 4,9 notti ed è la più lunga in Puglia. La permanenza media del turista è un indicatore strategico per misurare il successo e l’attrattività di una destinazione e soprattutto la spesa generata nella stessa. Il trend negativo va avanti da almeno quindici anni e l’affermazione di modelli di visita sempre più caratterizzati dal mordi e fuggi si traducono in meno consumi e meno ricchezza. Ogni anno, dunque, mancano dalla contabilità delle entrate almeno trecento milioni di euro, al netto dell’Inflazione per la Regione Puglia. Per la sola città di Vieste, negli ultimi 5 anni, parliamo di 4,5 milioni di euro. La durata media dei soggiorno è una “media di medie” ed il risultato di moltissimi fattori che si combinano tra di loro. Tutto ciò comporta che la nostra stagio¬ne turistica è sempre più corta. Per limitare gli effetti di questa quasi “irriversibilità”, la Puglia oltre ad un marketing efficace e mirato per mercati/segmenti diversi, che sta dimostrando di saper fare benissimo, ha bisogno di conoscere ed analizzare meglio le dinamiche degli attuali flussi. Considerato che in questo “Cluster” si fa rientrare un pò di tutto: dai giovani che arrivano solo per un week end grazie alle low cost, fino ai turisti over anta di gruppi con pacchetti multidestinazione in più città pugliesi. Adesso si parla anche dei mordi e fuggi di lusso come alcuni dei tanto vituperati crocieristi, che magari spendono grosse cifre in shopping (magari nei nostri outlet). E’ anche vero, che negli ultimi anni è cambiato il modo di fare le vacanza. Se prima si sceglieva un unica località e ci si passava anche due o tre settimane senza muoversi e la vacanza era quella classica estiva al mare o in montagna, oggi si preferisce optare tra più vacanze brevi durante il corso dell’anno e quindi si approfitta più di week end o ponti in modo da spezzare la routine lavorative. Di conseguenza cambia anche il modo in cui la destinazione viene scelta perché avendo 2/3 giorni a disposizione è necessario scegliere località facilmente raggiungibili (in macchina in treno o in aereo) e per raggiungere località in aereo ci si affida alle promozioni effettuate dalle compagnie low cost su località raggiungibili direttamente dal loro aeroporto più vicino. Il turista Italiano poi si muove per lo più in periodi canonici e fortemente condizionate anche dal calendario scolastico e questo considerando che è il nostro mercato primario condiziona pesantemente la stagionalità del nostro turismo. Per quanto riguarda il Turismo estero, al momento è in crescita ma si attesta ancora su percentuali molto basse. Da i dati di Puglia promozione siamo intorno al 14% del totale. Abbiamo un GAP in termini di Turismo Italia di ben venti punti percentuali. Allora cosa fare? Nella provincia di Foggia, sul Gargano e in Puglia, ci sono mercati nuovi da scoprire, ci sono segmenti da coltivare, ma quel che è certo è che la parola crisi il turismo non la conosce, tanto che, oramai, si parla di overtourism, cioè di turismo che sarebbe andato oltre le dimensioni ritenute ottimali. La Puglia e il Gargano hanno un’immagine turistica fortissima, il problema è fare mercato su questa elevata quota-parte che già esiste. Il nostro territorio Gargano e la Provincia di Foggia in generale è tra le prime in valore assoluto nel movimento turistico in estate, ma ha ancora una quota di mercato bassissima da ottobre a maggio. È un problema di domanda? No, è un problema di offerta legato alla logistica. Nei mesi non estivi esiste solo il mercato dei weekend, non delle ferie di due o tre settimane, ma se la logistica è quella che è, molto carente e costosa, il turista non si muove da venerdì a domenica per avere un solo giorno di vacanza e a costi elevati, anche in termini di tempo; preferisce le destinazioni brevi con volo diretto e low cost. Per destagionalizzare bisogna favorire l’internazionalizzazione, come ampiamente spiegato nel piano strategico della Puglia 2016/2025 gli stranieri viaggiano nel fuori stagione. Più aeri grandi arrivano, più turisti ci sono, più ricaduta economica sul territorio vi è per 365 giorni all’anno. Finalmente sembra che anche il nostro territorio sarà dotato di un aeroporto funzionante si parla già di aprirlo ai voli low cost già del 2020. I tour operator esteri richiedono una distanza massima della destinazione dall’aeroporto di 50 minuti e al momento la provincia di Foggia è fuori da questi standard, e quindi il turista individua altre località per trascorrere le sue vacanze durante tutto l’anno, scegliendo mete facilmente raggiungibili con voli low cost. Anche se poi l’effetto controproducente di puntare quasi esclusivamente su tale target low cost è quello di allontanare il turismo di fascia medio-alta, che è disposto a pagare un prezzo elevato per vivere un’esperienza esclusiva e autentica. La maggior parte delle strutture ricettive del Gargano sono di medie e grandi dimensioni rispetto ad altre della stessa provincia di Foggia tipo quelle presenti nei Monti Dauni o nelle città come Lucera, Troia e nella stessa Foggia o quelle del resto della Puglia. Ma al tempo stesso se vediamo le strutture di mercati in forte ascesa tipo Dubai, Thaiti, Singapore, ci accorgiamo che, l’aspettativa del turista è verso strutture medio- grandi dove per medio grandi consideriamo anche la metratura delle camere oltre alle ampiezze delle strutture nell’individuazione delle location dove soggiornarvi. Questo vuol dire che presto saremo costretti ad adeguarci ad altri standard che non sono più quelli europei ma quelli mondiali. Occorre pensare ad un nuovo urban design della città e del Territorio, dove l’imprenditore sia facilitato e non ostacolato se desidera ristrutturare in una visione comune ed integrata del tipo di turismo da attrarre. Il Gargano, come la Puglia, è un Territorio non solo di mare. E’ molto di più. E questo è un valore aggiunto, e si sta lavorando su questo punto per fare emergere tutta la tipicità della nostra Puglia. Non ci sono ricette magiche o scorciatoie, ma solo impegno, volontà, lavoro. Lavoro di tutti: dalle imprese alle istituzioni a tutti gli operatori economici e ai cittadini stessi perchè l’ospitalità ed il rispetto delle regole del vivere civile sono anche essi un attrattore. Si può cercare di incentivare la crescita attraverso finanziamenti, pensiamo per esempio ai contratti di sviluppo (ne sta per partire uno proprio qui tra San Giovanni Vieste e Peschici), a carichi fiscali meno oppressivi compreso il costo del personale, e soprattutto liberalizzazioni e privatizzazioni, al fine di aprire spazi per nuovi entranti, per liberare risorse, energie e opportunità. L’innovazione tecnologica non va subita, o peggio combattuta, ma governata, La tecnologia determina sfide, che se non affrontate nei tempi giusti diventano problemi. Questi effetti collaterali sono da gestire attraverso un ecosistema politico- tecnologico-educativo-culturale in grado di indicare una direzione di sviluppo alternativa e circoscrivere e affrontare i problemi in questione. Infatti, il mercato low cost, che alimenta l’Overtourism, è diventato un vero e proprio business dove in certe località non solo della Puglia ma un po’ ovunque il numero degli appartamenti completi offerti sui portali internet è di gran lunga superiore al numero delle strutture ricettive che accolgono il turista. Nella sola città di Vieste siamo a quota 523 sul portale Airbnb contro i 173 su Booking (dati al 13maggio2018). Una bolla economica, che avrà degli effetti negativi sul piano economico, non da poco, nei prossimi anni se non saremo in grado di gestirla. La Puglia prima e poi Gargano con tutta la provincia di Foggia, stanno sviluppando un nuovo modello di sviluppo del territorio basato sul mare e sulla natura come fonte di benessere, e sulla enogastronomia, ricco di eventi (cultura, heritage, ecc.) e d’intrattenimento (sport, percorsi/camminamenti naturali, ecc.), che vadano oltre il mare. Si sta cercando di identificare per ogni località il suo elemento identificativo per farlo sul quale puntare e farlo diventare un attrazione per tutto l’anno. E’ necessario che ci sia una vera offerta di servizi (mobilità elettrica, ad esempio, combinata con le autostrade del mare, sviluppare la messa in rete dei nostri bellissimi porti) e spazi di coworking per aumentare la massa critica delle energie e delle idee. Abbiamo uno dei territori più belli al mondo, ma i Turisti non tornano più, se hanno delle difficoltà. Se non ci sono trasporti efficienti e capillari, a cui sono abituati quando vanno all’estero, se non vi è un decoro superiore agli standard nelle città del Gargano e alla sicurezza nelle aree abitate, nelle aree interne e lungo le sue coste. Abbiamo bisogno di continui incontri come questi con tutti gli stakeholder chiave del processo, per confrontarsi – con il contributo di relatori nazionali e internazionali – sulle questioni più importanti da affrontare e costruire insieme un futuro comune della Puglia in ambito turistico integrando e comprendendo le dinamiche e gli strumenti dell’Economia Digitale, che incidono sull’Economia Turistica in maniera radicale. (G20) Non è più tempo di divisioni, fra filiere e comparti economici o fra città pugliesi, ma di un nuovo ecosistema territoriale capace di attrarre capitali e talenti per competere sui mercati globali estirpando le cinque culture selvatiche dei nostri giorni: individualismo, cinismo, disfattismo, affarismo e inerzia. Sviluppare il Turismo in Puglia, significa sviluppare l’Economia locale, che a sua volta sviluppa Lavoro e Benessere per l’intera comunità. Per questo, abbiamo bisogno di un cambiamento importante. Il Turismo deve essere messo in rete, sarà sempre più digitale, abbiamo diverse risorse da valorizzare, dobbiamo costruire insieme il futuro avendo un sogno condiviso e un obiettivo in comune. Dovremo lavorare e stiamo lavorando qui per – Avere Collegamenti strutturali nel settore dei Trasporti e della logistica (Aeroporto, Strade, Modalità Combinate Treno-Gomma, Autostrade del Mare) in un’ottica di “incoming” e non di “outgoing”, come avviene oggi; – Creare un portale o Implementare il portale DMS con più contenuti e più servizi connesso al Sistema Italia e Europa (il turista deve avere in un unico portale tutte le informazioni per organizzare e personalizzare il suo viaggio); – Creare nuove soluzioni, come l’apertura ai fondi d’investimento pubblici non per locare le nostre strutture ma per esser supportati nell’ammodernamento e nel management; – Favorire una normativa adeguata in base alle nuove esigenze degli operatori turistici. Una normativa più equa fra i diversi mercati off line e on line; – Migliorare infrastrutture e servizi (fibra ottica, ad esempio) su tutto il territorio pugliese prima di annettere e dirottare fondi pubblici regionali su città di altre regioni limitrofe; – Snellimento della Burocrazia, per agevolare gli imprenditori, le loro imprese e il passaggio generazionale; – Rivedere i bandi sui finanziamenti strutturali, renderli più snelli pensarli anche per le imprese già attive con un storia creditizia. – il sistema finanziario dovrebbe finanziare con strumenti personalizzati e non standard e risorse adeguate. Ad esempio, prevedere tempistiche adeguate ai flussi di liquidità delle strutture e delle forme di finanziamento più veloci capaci di aumentare la liquidità delle aziende in determinati periodi; – Creare una scuola multidisciplinare di studi sul Turismo a forte apertura internazionale; – Creare un centro studi, che analizzi i big data dell’economia turistica e che dia soluzioni small per orientare il settore e l’avvio di nuove imprese nelle diverse filiere economiche presenti o da implementare; – Maggiori controlli nelle strutture ricettive B&B e dei mercati paralleli come Airbnb; – Creare un network relazionale diffuso ed integrato fra le diverse città e i diversi settori economici; Guardare a scambi di esperienze anche con altre città turistiche. Per esempio Vieste ha sottoscritto il protocollo d’intesa G20s. Le 20 località balneari più importanti d’Italia si sono messe insieme accomunati dagli stessi problemi e porteranno le loro problematiche al governo. – Creare un meccanismo di trasferimento tecnologico efficiente nei diversi ambiti che crei un nuovo eco sistema efficiente, pubblico e privato, che aiuti l’imprenditore ad attrarre i nuovi mercati dell’economia digitale; – Di un piano Strategico sul Turismo integrato con il PSR e non sbilanciato a favore degli operatori agricoli. Infatti questi diventano dei player con gli agriturismi nel settore turistico senza avere la formazione, le capacità e con forti agevolazioni fiscali e contributive. Tutto a danno degli operatori Turistici. Noi crediamo fortemente, come imprenditori prima pugliesi, e poi garganici, nel fatto che il vento dell’innovazione e della partecipazione possa davvero contribuire a una nuova e entusiasmante stagione. Siamo orgogliosi delle nostre radici. Ci auguriamo che ci si apra finalmente a un confronto con la contemporaneità per trovare in essa le ragioni del suo successo di questo percorso. Siamo ben consapevoli del fatto che chiunque voglia essere parte dell’oggi deve avere una forte passione per il futuro del suo territorio. Mariella Nobiletti Presidente Sez. Turismo Confindustria Foggia


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