The news is by your side.

Vieste/ “Primi, ma si lavora solo 3-4 mesi l’anno. Non possiamo destagionalizzare senza infrastrutture”. Ospiti importanti al convegno organizzato da Confindustria Foggia.

17

Turismo in primo piano nel convegno organiz­zato da Confindustria Foggia martedì a Vieste, alla presenza di una nutrita platea di operatori. Numerosi i rela­tori, dall’assessore regionale al turismo Loredana Capone al sindaco Giuseppe Nobiletti, dal presidente assindustriale Gianni Rotice a Ma­riella Nobiletti, presidente Sezione Turismo di Confindustria Foggia.

Ed ancora il presidente della BCC Giuseppe Pailadino, Antonio De Vito dg di Puglia Sviluppo spa, il presidente di CCIAA Fabio Porreca e Massimo Salomone, coordi­natore Gruppo Tecnico Turi­smo di Confindustria Puglia. “Creare la sezione turismo, presieduta da Mariella Nobi­letti, e stata una scommessa vinta dal sistema confindu­striale”, ha affermato il sipon­tino Rotice, il quale ha elogia­to il sindaco Nobiletti “per la sua quotidiana battaglia per la legalità”.

“Sono stato ascoltato nei gior­ni scorsi dalla commissione parlamentare antimafia, cui ho ribadito che il tema della si­curezza è per noi imprendito­ri fondamentale. Gli operatori devono poter lavorare con se­renità. Gli imprenditori turisti­ci vanno tutelati, perché dan­no lavoro e investono denaro proprio”. Rotice ha anche sottolineato, al pari del presidente di Ca­mera di commercio Fabio Porreca, la necessità di “col­legare in modo veloce il Gar­gano”. “Gli strumenti ci sono a cominciare dal CIS, senza di­menticare il Patto per la Pu­glia. Servono la superstrada del Gargano e la manutenzio­ne del sistema viario. Ma ac­canto ai grandi problemi qui ne restano altri piccoli da ri­solvere, come quello di chi ar­riva a Foggia il sabato e non ha modo di noleggiare un’au­

to, perché le agenzie sono tut­te chiuse. Servono servizi e un sistema che faccia sentire serene le imprese, competiti­ve al pari di quelle di altri terri­tori. Ma il salto di qualità è pos­sibile solo se si agisce tutti as­sieme, non lo si può fare da soli”, ha concluso.

“La strada a scorrimento ve­loce del Gargano è necessa­ria, sembra una battaglia cui abbiamo tutti rinunciato. Ora abbiamo lo strumento del CIS, ma difficilmente entrerà tra i progetti da realizzare vi­sto il suo rilevante importo, lo la metterei invece al primo po­sto”, ha affermato Porreca, che ha evidenziato l’arretra­mento e la perdita di posizioni del Gargano nel turismo negli ultimi anni. “Il tema che dob­biamo tutti porci è l’irrilevanza politica garganica. Chi le com­batte queste battaglie? Ab­biamo un ottimo presidente della Provincia”, è stato il rife­rimento all’amico Nicola Gat­ta, sindaco di Candela, “ma il Gargano è assente nella ca­bina di regia del CIS. A difen­dere il Gargano ci siamo io, Rotice, manca il presidente del Parco visto che va nomi­nato. Servirebbe che ci fosse il Comune di Vieste, come ca­pofila dei Comuni garganici. Proporrò l’ingresso del sinda­co Nobiletti”.

Mariella Nobiletti ha ricordato i dati estratti dall’Osservatorio Turistico di Puglia Promozio­ne, relativi al 2018. “Vieste si conferma la principale desti­nazione del turismo balneare in Puglia con 1,920 milioni di presenze nel 2018 ed è la ventiseiesima nella classifica del­le destinazioni italiane. Ten­gono bene anche Peschici al settimo posto e San Giovanni Rotondo undicesimo. Tutta­via la permanenza media del turista si è ridotta proprio su Vieste a 4,9 notti ed è la più lunga in Puglia.

Il trend nega­tivo va avanti da almeno quin­dici anni e l’affermazione di modelli di visita sempre più caratterizzati dal mordi e fug­gi si traducono in meno con­sumi e meno ricchezza”, ha affermato l’imprenditrice del Consorzio Gargano Mare. “Ogni anno, dunque, manca­no dalla contabilità delle en­trate almeno trecento milioni di euro, al netto dell’inflazione per la Puglia. Per la sola Vie­ste, negli ultimi 5 anni, parliamo di 4,5milioni di euro. La no­stra stagione turistica è sem­pre più corta. Per quanto ri­guarda il turismo estero, al momento è in crescita ma si attesta ancora su percentuali molto basse. Dai dati di Pugliapromozione siamo intor­no al 14% del totale. Abbiamo un gap in termini di Turismo Italia di ben venti punti per­centuali”. Allora cosa fare? “E’ un pro­blema di offerta legato alla lo­gistica, il turista preferisce le destinazioni brevi con volo di­retto e low cost.

Per destagionalizzare bisogna favorire l’in­ternazionalizzazione. I tour operator esteri richiedono una distanza massima della destinazione dall’aeroporto di 50 minuti e al momento la pro­vincia di Foggia è fuori da questi standard. Inoltre, l’aspet­tativa del turista è verso strut­ture medio-grandi dove per medio grandi consideriamo anche la metratura delle ca­mere oltre all’ampiezza delle strutture nell’Individuazione delle location dove soggior­narvi. Presto saremo costretti ad adeguarci ad altri standard che non sono più quelli euro­pei ma quelli mondiali. Si può cercare di incentivare la crescita attraverso finanziamen­ti, pensiamo per esempio ai contratti di sviluppo.

Ne sta per partire uno tra San Gio­vanni Vieste e Peschici. E poi carichi fiscali meno oppressi­vi compreso il costo del per­sonale e soprattutto liberaliz­zazioni e privatizzazioni”, importante il focus sul merca­to lowcost, che alimenta l’overtourism: “E diventato un vero e proprio business dove in certe località non solo della Puglia ma un po’ ovunque il numero degli appartamenti completi offerti sui portali in­ternet è di gran lunga superio­re ai numero delle strutture ri­cettive che accolgono il turi­sta.

Nella sola Vieste siamo a quota 523 sul portale Airbnb contro i 173 su Booking, dati al 13 maggio 2018. Una bolla economica che avrà degli ef­fetti negativi sui piano econo­mico non da poco, nei prossi­mi anni, se non saremo in gra­do di gestirla”. Tra le proposte di Confindustria “collegamenti strutturali in un’ottica di incoming e non di outgoing, creare un portale o implementare il portale DMS con più contenuti e più servizi, l’apertura ai fondi d’in­vestimento pubblici non per locare le nostre strutture ma per esser supportati nell’ammodernamento e nei mana­gement, favorire una normati­va adeguata in base alle nuo­ve esigenze degli operatori tu­ristici, migliorare infrastruttu­re e servizi (fibra ottica, ad esempio), snellimento della burocrazia, rivedere i bandi sui finanziamenti strutturali, strumenti finanziari personalizzati e risorse adeguate, maggiori controlli nelle strut­ture ricettive b&b e dei merca­ti paralleli come Airbnb, un Piano Strategico sul Turismo integrato con il PSR e non sbi­lanciato a favore degli opera­tori agricoli”.

“Condivido l’odierno modo di fare, propositivo e non lamen­toso”, ha esordito Capone. “Ciascuno deve studiare, ognuno ha le proprie respon­sabilità. Il problema più grave è la destagionalizzazione, più grave anche delle carenze in infrastrutture e trasporti per­ché richiede una serie di inve­stimenti culturali, economici ed infrastrutturali da program­mare. Noi abbiamo avuto dif­ficoltà enormi nell’organizzare il Medimex Spring a Foggia ad aprile, a causa della man­cata destagionalizzazione”.

Capone ha parlato di un in­cremento a due cifre registra­to ad aprile 2019 in Puglia ri­spetto ad aprile 2018 ed è tor­nata a ribadire la necessità di non ritenere che l’assenza di un aeroporto sia la causa di tutti i mali. “Qui le persone si fermano un po’ di più che nel resto della Puglia, perché serve più tem­po per raggiungere il Garga­no. Ciò è dunque causa ed ef­fetto di una permanenza più duratura”. Le parole d’ordine sono quel­le che Pugliapromozione ri­pete da anni: “Unire mare ed entroterra, unire più turismi di­versi. Non è sufficiente l’aero­porto, per il quale sta comun­que finalmente per partire l’al­lungamento della pista. La crescita di una destinazione turistica segue la capacità at­trattiva, non le infrastrutture. Esempi sono la Valle d’Itria e S. Maria di Leuca, che hanno cercato di sopperire alla man­canza di un aeroporto con la cultura, aumentando la quali­tà dei servizi e lavorando mol­tissimo coi tour operator. In Valle d’Itria si sono assicurati monopolio dei crocieristi che sbarcano a Bari e Brindisi, tanto da congestionare Albe­robello. C’è poi il cicloturismo: serve creare un soggetto che organizzi i flussi in tutta la Pu­glia e si occupi di promo-commercializzazione. E servono itinerari culturali. Stiamo fati­cando per creare itinerari nicolaiani per i turisti russi. La sola Bari non basta”.

Lucia Piemontese

l’Attacco


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright