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Grandi Opere stop del Governo anche ai lavori di viabilità tra San Giovanni Rotondo e Manfredonia sulla statale 89 Garganica. Cantieri fermi per 555milioni.

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In dieci anni la Puglia ha perso 4 mila aziende edilizie e i lavoratori sono passati da 60 mila a 32 mila. Numeri choc, diffusi da Cgil, Cisl e Uil, che fotografano la gravità della crisi che ha colpito il compar­to dell’edilizia. I leader sinda­cali, di concerto con Confindustria, sono sempre stati chiari: l’edilizia ha bisogno di «ossigeno» che può esserci solo con l’apertura dei cantie­ri per le opere pubbliche. Ma per imprenditori e lavo­ratori pugliesi arriva una brut­ta notizia: l’avvio di quattro opere pubbliche, che doveva­no essere appaltate nel 2019, è stato rinviato al 2020. Per una di esse, addirittura, il via libe­ra è stato postato al 2022. Dalla strada statale 172 dei Trulli alla statale 89 Garganica: i cantieri resteranno chiu­si. Per altre due, appaltate nel 2018, l’avvio è previsto quest’anno. Ma al momento non se ne sa nulla. In modo parti­colare si tratta di lavori per 555 milioni di euro. Un rinvio che peserà come un macigno sulla tenuta di centinaia di imprese pugliesi che tra ap­palti diretti e in subappalto avrebbero consentito l’occu­pazione di migliaia di operai. A svelare il caso è Riccardo Nencini, membro della com­missione Lavori Pubblici del Senato e già viceministro del­le Infrastrutture e dei Tra­sporti dei governi di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. In tutto il Sud le opere pub­bliche rinviate sono state qua­si 200 per un importo com­plessivo di quasi 16 miliardi di euro. Tutte opere il cui avvio era stato annunciato come priorità dai governi Renzi e Gentiloni. Nencini da mesi chiede al presidente della Commissione il dettaglio del­le opere per poterne discutere in occasione del decreto Sblocca Cantieri. Dice: «Il cronoprogramma predisposto dai governi Renzi e Gentiloni per la realizzazione e il com­pletamento di opere infra­strutturali decisive per lo svi­luppo del Paese, su molte del­le quali mi ero personalmente impegnato, è stato stravolto dall’attuale governo». Ma quali sono le opere pu­gliesi? Per la strada statale 172 dei Trulli (il tronco Casamassima-Putignano) l’investi­mento è di oltre 52 milioni di euro. L’appaltabilità dell’ope­ra era prevista nel 2019, ora è stata aggiornata al 2022. Per la strada statale 7 Ter Salentina (1’itinerario bradanico-salentino), invece, i lavori previsti ammontano a oltre 24 milioni. Il via libera era previsto lo scorso anno, dovrebbe esserci nel 2019. Nello specifico l’opera concerne l’ammodernamento del tronco Manduria- Lecce e il completamento funzionale della variante San Pancrazio Salentino. Il terzo stop riguarda la strada statale 16 Adriatica, in particolare i lavori di adeguamento tra San Severo e Foggia un’opera di 130 milioni, sarà appaltata il 2020. Sempre per la statale 16, erano stati annunciati in pompa magna dalla Regione i lavori della variante tra Bari e Mola di Bari. Un investimento di 250 milioni, previsto nel 2019. Se parlerà nel 2021. Oltre 68 milioni sono stati stanziati per i lavori di viabilità tra San Giovanni Rotondo e Manfredonia sulla statale 89 Garganica. Se ne parlerà nel 2020. Infine l’opera tra Taranto-Grottaglie e Manduria sulla statale 7ter Salentina. Anche quest’opera appaltata nel 2019, dovrebbe partire quest’anno. Lavori per 25 milioni di euro. Conclude: Nencini: «L’elenco è sterminato: penso alla Salerno- Potenza-Bari, precedentemente finanziata per oltre 300 milioni di euro, ad importanti interventi di adeguamento da fare su alcuni tratti della strada statale Adriatica. Il governo ritarda anche l’esecuzione di opere che avevamo inserito tra le priorità. Una presa in giro colossale».

Salvatore Avitabile

corrieremezzogiorno


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