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PUGLIA – REGISTRO DELLE STRUTTURE RICETTIVE: La sentenza della 84/2019 delle Corte Costituzionale vale anche per Regione Puglia.

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La Corte Costituzionale ha stabilito che le Regioni possono istituire registri per mappare anche il “fenomeno nuovo” della locazione turistica e che a tal fine possono istituire un codice identificativo.

La Corte, però, ha anche stabilito che l’attività negoziale del locatore attiene all’ordinamento civile e che la sfera contrattuale del locatore resta disciplinata dal diritto privato. Dunque l’alloggio dato in locazione (anche turistica) non è mai una struttura ricettiva ma sempre e comunque l’oggetto del godimento concesso con il contratto di cui all’articolo 1571 del codice civile.

Deve quindi intendersi TACITAMENTE ABROGATA la norma di Regione Puglia (articolo 10 bis, comma 2, l.r. 49/2017) che, ai fini della iscrizione nel registro regionale di cui al Capo II bis della l.r. 49/2017, stabilisce che gli alloggi dati in locazione per finalità turistiche ai sensi dell’articolo 1, comma, 2, lettera c) della l. 431/1998, sono strutture ricettive. 

Qualora la delibera della Giunta Regionale di cui all’articolo 10 ter, comma 2, della l.r. 49/2017 che deve dare pratica attuazione al registro regionale, non dovesse prevedere sezioni distinte per le locazioni turistiche di diritto privato e per le vere e proprie strutture ricettive disciplinate dalla legge regionale, si renderà inevitabile il ricorso al TAR, al quale verrà chiesto di applicare proprio la sentenza 84/2019 della Corte Costituzionale e di annullare la delibera.

 

Notaio Fabio Diaferia

Presidente dell’associazione Pro.Loca.Tur.

presidente@prolocatur.it

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