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Fondi rurali, la Puglia rischia di perdere 176 mln. «Colpa dei ricorsi»

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La Puglia ha raggiunto gli obiettivi di spesa del Programma di sviluppo rurale al 31 dicembre 2018 e ritiene di poter centrare anche quelli di fine anno. Ma in caso contrario, la Regione chiederà una rimodulazione del budget invocando la causa di forza maggiore: il contenzioso giudiziario davanti al Tar che blocca le misure infrastrutturali, ovvero circa un terzo dell’intero Psr. È questo l’esito della riunione del Comitato di sorveglianza, che ieri a Bari ha approvato all’unanimità la relazione relativa al 2018 da cui si evince che il target di spesa è stato superato per circa 11 milioni di euro. Più o meno lo stesso risultato che, secondo l’autorità di gestione del Psr 2014-2020, Luca Limongelli, la Puglia dovrebbe ottenere al 31 dicembre prossimo: a fronte di un target di 397 milioni, al 7 giugno risultavano pagamenti per 201 milioni e importi potenzialmente erogabili per 176 milioni di euro. Al momento in Puglia l’avanzamento della spesa del Psr si aggira sul 20%, una delle peggiori performance anche a fronte di una media nazionale di circa il 32%. Ma a pesare è il contenzioso amministrativo, che riguarda le misure infrastrutturali (i contributi diretti agli agricoltori, che rappresentano la parte più politicamente sensibile): un tesoretto da oltre 600 milioni di euro impelagato nei ricorsi che riguardano le clausole dei bandi. Un altro quinto del Psr invece è già stato pagato. «Ho annunciato – spiega l’assessore all’Agricoltura, Leo Di Gioia – una una relazione tecnica per illustrare il rapporto di causa-effetto tra i ricorsi amministrativi e le sentenze, e invocare una norma del regolamento che consente la rimodulazione del budget per cause di forza maggiore. Questo consentirà, qualora gli obiettivi di spesa non venissero raggiunti, di mettere in sicurezza le risorse destinate alla Puglia e scongiurare il definanziamento». Critiche sono arrivate da Coldiretti, secondo cui ci sono «forti criticità, perché la Puglia perché la Regione Puglia è terza in Italia per risorse allocate dopo Sicilia e Campania e a oggi ha erogato solo 332 milioni». «Proprio perché il nostro programma è così importante – replica Di Gioia – non può essere confrontato con Regioni più piccole. Sulle misure che non sono oggetto di contenzioso, abbiamo una performance doppia rispetto a quella del resto d’Italia». Ieri la Regione ha presentato anche una serie di proposte di revisione che incrementano le risorse destinate ad alcune misure. In questo modo si accelera la spesa, perché si consente lo scorrimento delle graduatorie finanziando anche gli idonei che hanno raggiunto una soglia minima. La misura 5.2, in particolare, ha ottenuto 25 milioni di euro di risorse aggiuntive dal ministero dell’Agricoltura, soldi che vanno a finanziare i reimpianti nella zona del Salento. «Nei prossimi mesi – conclude Di Gioia – si discuterà anche dei 300 milioni previsti nel decreto Centinaio»


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