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L’altro BATTITI LIVE dei viestani…

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“L’essenziale è invisibile agli occhi”.

“L’uomo è per natura un animale destinato a vivere in comunità”, declamava mastro Aristotele. E i viestani? In questo periodo storico, e ancora più nel primo ventennio, del terzo millennio, Vieste è diventato uno strambo paese dove gli abitanti non hanno un nome e un cognome, ma si riconoscono solo bestemmiando chi detestano, chi non sopportano, chi disprezzano, chi odiano. Se chiedi: chi sei?

Come ti chiami?

O, addirittura, cosa pensi?

Ti rispondono: Io sono contro, anti, e per giunta, loro sono tutti ladri.

Io so a chi sei figlio!

Se non sei anti, a Vieste, non esisti. Non ti vedono, non ti sentono, non fai «like». Non importa di cosa sei anti, la regola aurea per vivere bene in questa terra innominata è rappresentarsi come l’immagine riflessa, e capovolta, del tuo mostro personale, verso cui proiettare rabbia, frustrazione e gran parte della propria identità. C’è chi immergendo il proprio ego nell’anti-qualcosa è diventato ricco e famoso. C’è gente che ci ha costruito una carriera, vedi alcuni consiglieri comunali. L’unico paradosso è che più sputi livore e veleno sul mostro, una sorta di demone o dio della propria ossessione e più questo cresce, straborda, ingrassa, si nutre del tuo odio, delle tue paure, come l’uomo nero delle favole lo rendi inumano, metafisico, fino a farlo diventare leggenda. È come se in questo “benedetto” paese per sentirsi degni e importanti non ci sia altra soluzione che combattere il male assoluto. Cosa sono io senza un nemico? In questi club chiusi, dove l’altro non esiste se non per essere crocifisso, ci si convince a vicenda di essere i giusti, gli eletti, i custodi di una sorta di spirito della storia. Il paese non è spaccato solo nella sua economia ma nell’anima. Allora ti viene da chiederti se in questo nostro “paradiso” ci sia ancora uno straccio di comunità, qualcuno che non si sente anti, non vuole essere anti, ma sogni di riconoscersi in qualcosa di suo.

ALCUNI NUMERI

200 gli uomini coinvolti dall’organizzazione

70 della “Misericordia”

5 ambulanze

2 medici rianimatori

5 infermieri

2 automediche

Centinaia delle forze dell’ordine

70mila euro il costo della manifestazione

Mezzo milione di euro l’indotto generato in due soli giorni (sono esclusi i pernottamenti del fine settimana).

1 esposto all’Ispettorato al Lavoro CON RELATIVA MEDAGLIA AL VALOR CIVILE.

Un particolarissimo grazie agli ingegneri Vito De Carlo e Gianfranco Cannone.

Per rimane in tema di “Battiti” e completare la citazione di apertura rubata ad Antoine de Saint-Exupéry: “Si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

n.


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