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Puglia/ Il monitoraggio di Legambiente è positivo nel complesso ma restano criticità legate alla depurazione e alla cementificazione della costa. 5 i tratti di costa altamente inquinati.

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“Il risultato del monitoraggio di Goletta Verde è positivo nel suo complesso anche se permangono criticità su tutti i tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali”. Lo ha detto Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia commentando i dati contenuti nel focus sul sistema di depurazione pugliese.

Rispetto allo scorso anno non cambia di molto la situazione sul fronte della depurazione: restano tre gli impianti che continuano a scaricare nel sottosuolo mentre salgono a quarantaquattro quelli soggetti a scarichi anomali – ha aggiunto Tarantini –  il 23 per cento dei depuratori pugliesi continua a non essere conforme alla direttiva europea sulla depurazione mentre procedono gli interventi di potenziamento/adeguamento, compresi quelli per il contenimento delle emissioni odorigene. Viste le numerose iniziative finalizzate ad affinare le acque reflue depurate, chiediamo alla Regione Puglia di lavorare per il massimo riutilizzo di queste in agricoltura”.

Cinque campionamenti su 29 eseguiti lungo le coste pugliesi risultano fuori dai limiti di legge, di questi 3 sono “fortemente inquinati”, rivela l’analisi che ha puntato l’attenzione su canali e foci che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati come nel caso dello sbocco della vasca di Boccadoro a Trani (bat), la foce del canale in contrada Posticeddu sul litorale Apani, a Brindisi, e il canale di scarico di Marina di Leuca a Castrignano del Capo.

“È ora di dire basta ad ogni forma di alibi”, ha detto mattia lolli, portavoce della goletta verde che ha suggerito di “intervenire in maniera decisa per porre fine a queste emergenze che causano danni all’economia, al turismo e soprattutto all’ambiente, a partire dalla gestione delle acque reflue e al miglioramento del nostro sistema depurativo”. “L’obiettivo del nostro viaggio è mantenere alta l’attenzione contro la mala depurazione, le trivellazioni di petrolio, il cemento illegale. Crediamo siano questi i veri nemici del mare da fermare ad ogni costo, purtroppo ci sembra che l’attenzione del governo, e spesso anche delle amministrazioni locali, sia diretta su tutt’altro”, ha concluso


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