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Vieste/ Salvataggio nel mare della CHIANCA, scongiurata una tragedia. E appello all’assoluta attenzione. Riceviamo e pubblichiamo.

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Ciao Ondaradio, buongiorno. Volevo informarvi che nella giornata di ieri, precisamente verso le 11 del mattino circa poteva essere una giornata da ricordare per tragedia nel villaggio Isola la Chianca dove io Domenico Rinaldi classe ’97 e la mia collega Antonella Radano del ’68 operiamo come assistenti bagnanti. Nonostante i continui avvertimenti della pericolosità del mare (alto e forte) e la bandiera rossa, un bambino, scoperto poi anche autistico, si è allontanato dall’attenzione del padre ed è stato trascinato al largo dal risucchio delle onde dovuto alla presenza del braccio roccioso subito accanto a dove si è trovato il bambino. Nell’atto si è lanciato in aiuto il padre, che poi è stato il primo in difficoltà e non è riuscito nemmeno ad avvicinarsi al bambino e oltre a noi 4 clienti anche se purtroppo alcuni di loro hanno aggravato la situazione poiché subito esausti, necessitavano anche loro di aiuto. La mia collega ha operato da terra, sulla roccia, pronta a lanciarmi la ciambella di salvataggio non appena mi fossi avvicinato al bambino, il primo da salvare. Nel prendere il bambino ho dovuto scegliere la manovra più rischiosa, facendo salire il bambino dalle rocce (con l’aiuto di un cliente sulle rocce, pronto ad alzarlo) nonostante le onde forti (con il mio lato destro a copertura del bambino dal manto roccioso, così che non sbattesse lui sulle rocce). Ho dovuto attuare questa manovra perché così facendo avrei potuto soccorrere anche gli altri che si erano tuffati per aiutare ma erano anche loro in difficoltà. Se fossi tornato a terra, allontanandomi dalle rocce, scelta più saggia, avrei salvato solo un bambino ed un adulto mentre gli altri si sarebbero ancor di più allontanati e lo sforzo per rientrare in acqua da parte mia sarebbe stato maggiore. Messo in salvo il bambino, mi sono rilanciato a soccorrere gli ultimi rimasti, l’ultimo quasi uscito dalla baia.. Ma fortunatamente è andato tutto bene e a parte qualche ferita nessuno si è fatto male. Poteva essere un giorno da ricordare. Sul posto poi è intervenuto il 118 per constatare le reali condizioni del bambino (interne soprattutto) che aveva ingerito acqua di mare e per le dovute medicazioni di tutti gli altri. Anch’io ho riportato diversi tagli e ferite e nell’operazione ho perso i miei occhiali da vista in mare. Dopo l’applauso e le congratulazioni di tutto il lido, i clienti avevano pensato addirittura a mettere in atto tra di loro una colletta per ripagarmi degli occhiali ma alla fine me li rimborserà il mio datore di lavoro. Ci tenevo a raccontare la vicenda di ieri, testimoniabile da tutta Isola la Chianca, perché oltre che poteva essere, come dicevo, un giorno da ricordare davvero negativamente, credo serva a far comprendere ancor di più a turisti e non, che con la natura non si scherza e soprattutto il ruolo dei genitori è fondamentale. I figli, a maggior ragione con disabilità, non devono essere MAI lasciati soli, e devono essere sempre al centro dell’attenzione di un padre e/o di una madre. Ci stavamo rimettendo tutti la pelle, me compreso, totalmente esausto.

Domenico Rinaldi


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