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Puglia/ Scuola, 1700 in pensione: “il governo li rimpiazza con un esercito di precari”. L’allarme dei sindacati sui numeri di QUOTA 100 e OPZIONE DONNA.

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Nelle intenzioni del legislatore do­vevano essere cattedre subito di­sponibili per le stabilizzazioni. E invece da settembre i quasi 1.700 posti liberati dai pensionati con Quota 100 e Opzione donna saran­no – ancora una volta – occupati da supplenti: precari e a scadenza, in attesa dei nuovi concorsi per il reclutamento. Anche la scuola pu­gliese stenta a guarire dalla supplentite; il ricorso ormai cronico a docenti costretti a cambiare sede ogni anno sognando l’agognata stabilizzazione. Con buona pace degli Uffici scolastici provinciali e regionale, che si ritrovano ad af­frontare ogni estate tutte le opera­zioni di incastro fra domanda (del­le scuole) e offerta (degli insegnan­ti) in pieno periodo di ferie. L’esercito dei precari pugliesi aveva sperato in una boccata d’os­sigeno con l’ondata di pensiona­menti grazie a Quota 100: dei 1.700 tasselli lasciati vacanti dai prof fi­niti a riposo, però, praticamente nessuno sarà occupato stabilmen­te da una nuova assunzione. «Il go­verno non mantiene fede agli im­pegni assunti e i posti liberati da Quota 100 generano ulteriore pre­cariato con numeri a quattro ci­fre», tuona il segretario generale della Flc Cgil Puglia, Claudio Menga, che fornisce i dettagli dell’im­pegno tradito. Dalle cifre ufficiali sono già sottratti i numeri dei pen­sionamenti ordinari, rimpiazzati negli ultimi giorni grazie alla mo­bilità dei docenti di ruolo e poi al­le nuove nomine. Restano da co­prire 1.675 pedine fra insegnanti e personale Ata (amministrativi, tec­nici e ausiliari) che a febbraio scor­so avevano scelto di andare in pen­sione con Quota 100, Opzione don­na o con l’Anticipo pensionistico (Ape). Secondo l’ultima rilevazio­ne riferita dalla Flc Cgil, si tratte­rebbe di 512 docenti a Bari e Bat (619 se si considerano anche i collaboratori scolastici), 144 a Brindisi (178 in totale), 242 a Foggia (304 con gli ata), 291 a Lecce (335) e 203 a Taranto (239 con i collaboratori). Complessivamente i pensiona­menti straordinari quest’anno hanno coinvolto 1.675 persone nel mondo della scuola pugliese, 1.310 soltanto con Quota 100. Queste di­sponibilità saranno rese utili ai fi­ni delle operazioni annuali: utiliz­zazioni e assegnazioni provvisorie intra e interprovinciali innanzitut­to, poi le sedi residue saranno di­sponibili per le supplenze annuali (che vengono tratte dalle gradua­torie a esaurimento in corso di aggiornamento), infine per le sup­plenze da parte delle scuole. «Va precisato che questi nume­ri sono ancora parziali e, sia pur di poco, potrebbero ulteriormente aumentare – prosegue Menga – Pur non trattandosi di un vero e proprio taglio anorganico, di cer­to siamo di fronte a una situazione che denota scarsa capacità di go­vernance: la metà dei posti di Quo­ta 100 erano attesi dagli storici precari inseriti nelle graduatorie a esaurimento e dai vincitori e ido­nei di concorso». L’allarme è dop­pio: «Una situazione che ci preoc­cupa non poco, perché in questo modo si espone comunque la scuo­la a un futuro di possibili tagli su questa quota di posti, magari per finanziare misure inique come la costosissima Flat Tax», conclude Menga. Le supplenze non saranno soltanto 1.700: potrebbero aumen­tare anche i posti in deroga sul so­stegno per i disabili, che lo scorso anno hanno toccato quota 4 mila. L’allarme sul personale preca­rio e insufficiente è rilanciato dal­la Uil scuola, che denuncia in una nota come «la scuola pugliese sarà penalizzata dalle scelte del mini­stero, che relega la nostra regione a provincia periferica dell’impero, prefigurando altri tagli e l’assenza di volontà per contrastare il feno­meno della dispersione scolasti­ca». Il riferimento del segretario regionale della Uil scuola Puglia, Gio­vanni Verga, è alle nomine ministe­riali per il personale Ata. A fronte di 513 disponibilità (182 Bari e Bat, 61 Brindisi, 76 Foggia, 111 Lecce e 83 Taranto), di cui la metà collabo­ratori scolastici, il Miur risponde con appena 250 nomine in ruolo, è il calcolo del sindacato. «È inaccet­tabile – prosegue Verga – perché si mette a serio repentaglio il quoti­diano funzionamento del sistema scuola in Puglia. I dirigenti scolasti­ci e i direttori dovranno ancora una volta fare i salti mortali solo per aprire e chiudere gli istituti del territorio, per tacere dell’ordi­naria amministrazione, che ormai è diventata una vera impresa». La Uil fa i conti anche sul perso­nale docente. «Non è giunta alcu­na conferma – conclude Verga – nonostante i 2.111 posti vacanti, di cui 397 per l’infanzia, 238 per la scuola primaria, 520 per la scuola media e 956 per la scuola superio­re. Inoltre si spera giungano buo­ne notizie per la copertura del 20 per cento di scuole scoperte per i posti di dirigente scolastico».

Silvia Dipinto

Repubblica


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