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S. Giovanni Rotondo/ Bocciata dal Tar la tassa sugli autobus dei pellegrini

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Il Piano urbano dei traffico non può limitarsi a imporre «tasse», ma deve servire a una programmazione complessiva della circolazione. È per questo che il Tar di Bari ha bocciato (di nuovo) il Comune di San Giovanni Rotondo, cancellando in particolare il ticket per l’accesso degli autobus alla «zona sacra»: una «tassa» che va da 25 a 100 euro per ogni mezzo, più alta se i pellegrini non hanno pre­notato alberghi o ristoranti. A presentare il ricorso è stato il Cotrap, il consorzio degli operatori che gestisce il trasporto pubblico lo­cale su gomma per conto della Regione e che si ritrovava colpito dal ticket anche per i servizi di linea. «La tariffazione – hanno scritto i giudici amministrativi (Terza sezione, esten­sore Palma) – non può essere utilizzata solo per finalità di carattere mera­mente economico, ma deve accedere a misure concrete di razionalizzazione dei flussi veicolari». E invece nel Pia­no, già annullato una volta, secondo il Tar non sarebbe stata sviluppata una analisi per distinguere, per esempio, i bus turistici da quelli che svolgono servizio passeggeri di linea. Il Comu­ne, che già dal 2013 ha creato una Ztl, ha imposto a tutti gli autisti dei bus di ritirare (a pagamento) un apposito pass al «check point» dove viene in­dicato anche il parcheggio da utiliz­zare e il percorso per raggiungerlo. Una misura presa per disciplinare l’ingresso dei mezzi, a fronte dell’enorme afflusso di pellegrini di­retti al santuario di San Pio. Una misura che, secondo alcune valutazioni, porterebbe nelle casse comunali circa 20mila euro al mese di pedaggi. Non è la prima volta che le misure sulla circolazione prese dall’ammini­strazione comunale di San Giovanni Rotondo finiscono nel mirino del Tar. Il Piano del traffico è stato già an­nullato in parte altre due volte, nel 2013 e nel 2017. Il Comune lo ha dunque riproposto, lo scorso anno, adottandolo con delibera di giunta e portandolo in Consiglio per l’approvazione definitiva. Il Cotrap ha però evidenziato il mancato esame delle osservazioni che aveva presentato, riscontrate (postume) solo da un dirigente. Sbagliato, dice il Tar: doveva essere il Consiglio comunale a espri­mersi sulle osservazioni, prima dell’approvazione definitiva del Pia­no. Da marzo 2018 San Giovanni Ro­tondo ha anche istituito la tassa di soggiorno, con importi variabili a se­conda delle tariffe alberghiere.

m.s

gazzettamezzogiorno


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