The news is by your side.

Sulla Gazzetta Europea la domanda di registrazione del marchio IGP OLIO DI PUGLIA. Il brand garantirà che l’extravergine sia di alta qualità.

18

Pubblicata in Gazzetta eu­ropea la domanda di registra­zione della denominazione co­munitaria IGP Olio di Puglia, riservata all’Olio extravergine di oliva ottenuto da olive pro­venienti delle seguenti cultivar nazionali a prevalente diffusi­one regionale: Cellina di Nar­dò, Cima di Bitonto (o Ogliarola Barese, o Ogliarola Garganica), Cima di Melfi, Franto­io, Ogliarola salentina (o Cima di Mola), Coratina, Favolosa (o Fs-17), Leccino, Peranzana, presenti negli oliveti da sole o congiuntamente, in misura non inferiore al 70%, mentre pos­sono concorrere altre varie­tà, fino ad un massimo del 30%, con tutte le fasi del proces­so di produzione, coltivazione, raccolta e oleificazione devono avvenire nella zona geografica delimitata. Lo ha reso noto Coldiretti Puglia, ricordando che il marchio ‘IGP Olio di Puglia’ sarà ben riconoscibile per il logo distintivo caratterizzato da un’antica moneta romana che simboleggia l’unità della re­gione Puglia ed il suo legame storico con la coltivazione dell’olivo. “Il brand IGP garan­tirà’ che l’Olio extravergine sia di alta qualità, con parametri chimico-fisici ed organolettici di assoluto valore, faccia bene alla salute, perchè il disciplin­are prevede che solo oli con un elevato livello di polifenoli – i più importanti antiossidan­ti naturali – possano diventare IGP, certificando le proprietà con un apposito claim salutisti­co in etichetta previsto dall’UE sia un Olio sempre fresco, per­chè dovrà essere imbottiglia­to entro l’anno di produzione e sia di assoluta provenienza regionale, un Olio certamente “Made in Puglia” sia per la pro­duzione delle olive , sia per la trasformazione in Olio, ma an­che per il confezionamento che dovrà essere effettuato a una distanza definita dal luogo di produzione”, è il commento del Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, al risultato di un percorso lungo e ambizioso. Lo stoccaggio, l’imbottiglia­mento e il confezionamento devono avvenire – riferisce Col­diretti Puglia – all’interno nel­la zona geografica delimitata (zona di produzione) entro e non oltre il 31 ottobre succes­sivo all’annata olearia di pro­duzione. Lo stoccaggio e’ una fase del processo produttivo – dice ancora Coldiretti Puglia – finalizzata a proteggere il pro­dotto dalle modificazioni del­le caratteristiche chimiche, or­ganolettiche e salutistiche, in­dicate al punto 3.2. L’imbotti­gliamento e confezionamento nella zona geografica delimi­tata sono necessari sia per sal­vaguardare i requisiti qualita­tivi e in particolare la caratter­istica tipizzante l’IGP “Olio di Puglia”, identificabile nel­la concentrazione di biofeno­li – aggiunge Coldiretti Puglia – sia e soprattutto per garan­tire il vero autentico Olio extra vergine di Puglia e la traccia­bilità’ del prodotto ed assicura­re il controllo. Il tempo di per­manenza del prodotto in autocisterna durante il trasporto lo espone a temperature superi­ori a quelle delle sale di stoc­caggio ed e’ tanto piu’ granite quanto maggiore e’ il tempo di trasporto e di sollecitazione meccanica indotta (vibrazioni); Per contenere i rischi di pre­coce decadimento delle carat­teristiche chimiche e organo­lettiche del prodotto e’ neces­sario, per le lunghe percorren­ze, confinare il prodotto in con­fezioni definitive di più piccola taglia, mediante l’imbottiglia­mento.

“E’ un’importante opportu­nità, da tempo sollecitata dal territorio e su cui sono riposte notevoli aspettative. Si trat­ta di un progetto di trasparen­za e valorizzazione che, come dimostra il disciplinare, pun­ta decisamente sulla qualità’ e sulla distintità in una re­gione che produce oltre il 50% dell’olio extravergine italia­no. E’ stata data una risposta – insiste il presidente Muraglia alla storica carenza di pro­grammazione con un vero siste­ma di filiera che ha ripropos­to all’attenzione dell’opinione pubblica un paradosso tutto pugliese, ovvero forti nella pro­duzione, deboli sul mercato, un assioma per nulla decifrabile e comprensibile che la dice lunga sulla complessità del sistema produttivo indebolito da avven­turieri e speculatori”. La PLV (Produzione Lorda Vendibile) del comparto olivicolo-oleario in Puglia è pari al 20% del­la totale PLV del settore agrico­lo, per un valore di 750 milioni di euro, dice Coldiretti Puglia. La IGP olio Puglia è un impor­tante strumento di trasparenza quando è crescita record dei consumi mondiali di olio ex­travergine d’oliva nel mondo – conclude Coldiretti Puglia – che in una sola generazione hanno fatto un balzo di quasi il 49% negli ultimi 25 anni cambian­do la dieta dei cittadini in molti Paesi, dal Giappone al Brasile, dalla Russia agii Stati Uniti, dalla Gran Bretagna alla Ger­mania, sulla scia del successo della Dieta Mediterranea dichi­arata patrimonio dell’umanità’ dall’Unesco.


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright