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“Sanità in affanno, caos borse di specializzazioni”. Il sindacato USSMO: “neo-laureati lanciati in corsia”

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«La miopia che in questi anni ha pervaso la classe politica ha portato al punto di non avere più medici specialisti da immettere nel servizio sanitario. L’assurda ricerca del risparmio ad ogni costo, che ha influenzato anche il numero delle borse di specializzazione, ha portato ad un duplice aberrante risultato: l’aumento dei medici laureati che ogni anno non entrano nelle scuole di specializzazione e la riduzione dei medici specialisti del SSN a causa del blocco del turnover». È quanto denuncia Franco Lavalle, se­gretario del sindacato dei medici Ussmo.

«Ora che la frittata è fatta si cerca di correre al riparo buttando nell’arena giovani, ine­sperti colleghi come tanti gladiatori da sacrificare. USSMO da sempre ha sollevato il problema assunzioni negli ospedali e l’au­mento delle borse di specializzazione. Adesso siamo veramente in affanno e chiedo uno sforzo alla Regione per poter agire con me­todo. Vogliamo sapere quanto è il fabbisogno negli ospedali per specialità. Quanti sono gli specialisti che ancora non lavorano. Perché non si uti­lizzano gli specializzandi degli ultimi anni, che sicuramente hanno acquisito competenze maggiori rispetto ai neolau­reati. Utilizzare le borse lasciate dai colleghi dell’ultimo anno di specializzazione impiegati negli ospedali per far entrare nelle specializzazioni quei colleghi già laureati da tempo e che vengono impiegati da non specialisti».


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