The news is by your side.

Manfredonia/ Ecco gli ipogei di “Tomaiuolo“ riscoperti da gruppo di speologi. Non ancora visitabili, prima va accertata proprietà dei suoli

22

Un tuffo nel pas­sato a pochi chilometri da casa. È quanto accade a Manfredonia, grazie agli ipogei riportati alla luce dall’unio­ne speleologica Manfredonia in località Tomaiuolo. Come per gli ipogei Capparelli situati vicino alla basilica di Siponto, anche questi siti rinvenuti in località Tomaiuolo, dopo essere stati abitati nella preistoria, divennero aree sepolcrali, per poi essere utilizzati come stalle. Gli ipogei Tomaiuolo più che scoperti sono stati «riscoperti», poiché i segni lasciati dall’uomo in età recente ed un cancello divelto ad uno degli ingressi fanno intendere che comunque gli stessi siano stati occupati in epoche recenti, anche se giacciono in stato di abbandono.

Non sono al momento ancora vi­sitabili poiché si ignora di chi sia la proprietà. «Il nostro gruppo speleolo­gico sta provvedendo ad effettuare i dovuti rilievi per provvedere all’ac­catastamento regionale delle grotte e delle cavità artificiali», spiega Matteo Borgia dell’unione speleologica Man­fredonia cui si deve la riscoperta di tracce dell’antichità. Gli ipogei in lo­calità Tomaiuolo si trovano muoven­dosi da Manfredonia in direzione della frazione di Pulsano, a circa sette chi­lometri salendo su per la montagna; hanno l’ingresso ostruito da una fitta vegetazione, risultando quindi comple­tamente nascosti alla vista dei pas­santi. L’uso di scavare ipogei funerari nella roccia è antichissimo in Puglia e pro­babilmente risale alla fine del Neolitico (IV millennio avanti Cristo). Durante l’età del bronzo il fenomeno interessò in modo particolare l’antica regione della Daunia, in Capitanata, dove negli spet­tacolari ipogei scavati nella roc­cia calcarea, venivano celebrati riti legati ai misteri della vita e della morte e venivano utilizzati come sepolcri collettivi per cen­tinaia di defunti. Esattamente come per gli ipogei di Capparelli e per quelli ubicati sotto la chiesa di Santa Maria Maggiore a Siponto, anche negli ipogei di To­maiuolo vi sono elementi che si ripetono: oltre agli evidenti se­polcri scavati nella roccia, poi adibiti a mangiatoia, vi è una croce greca sulla parete e spic­cano delle nicchie utilizzate per le lucerne. «Il nostro gruppo ha anche organizzato una passeg­giata serale da Tomaiuolo a Pulsano e siamo passati davanti ai “nuovi” ipogei, effettuando anche una breve sosta al sito», conclude quindi Borgia, che nell’attesa dei riscontri sulla proprietà dei luoghi, sta iniziando a studiarli come componente dell’unione speleo- logica Manfredonia e a portarli all’at­tenzione dell’opinione pubblica e degli esperti per reperire ulteriori informa­zioni su questa nuova scoperta.

M.T.V.


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright