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Puglia/ La scuola riapre nel caos in fumo 307 immissioni. Pioggia di ricorsi in arrivo.

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Riapre i battenti la scuola ma, a sentire i sindacati, dall’analisi effet­tuata dall’Ufficio scolastico regionale emerge «l’amara conferma:non sarà possibile soddisfare il contingente di immissioni in ruolo assegnato alla no­stra regione». A lanciare l’allarme sul personale dei docenti è Gianni Verga, segretario della Uil Scuola Puglia, so­stenendo che «a causa del ritardo nel­l’attivazione delle procedure concor­suali e della indisponi­bilità dei posti del per­sonale in pensione con “quota 100”, su 2.106 as­sunzioni a tempo inde­terminato la Puglia può nominare soltanto 1.799 docenti». In pratica, «in una regione che manife­sta da tempo sete di con­tinuità didattica e la sta­bilizzatone dei precari, ci si permette il lusso di restituire 307 immissioni in ruolo». Delle 2.106 le immissioni in ruolo nella nostra regione, 397 sono per l’infanzia (64 sostegno), 239 per la scuola prima­ria (40 sostegno), 517 nella scuola media (44 sostegno) e 953 nella scuola supe­riore (23 sostegno). «Quindi, restano fuori oltre 1.300 posti (lasciati con “quo­ta 100”), decine di posti non date ai ruoli sul vecchio contingente per svariati motivi e circa 4.000 deroghe sul so­stegno non stabilizzate». La copertura dei posti vacanti, infatti, è valsa sol­tanto sino al 29 maggio scorso, «non considerando i posti rimasti liberi con il contingente dello scorso anno, i posti dei pensionati con “quota 100” e le mi­gliaia di posti in deroga sul sostegno che, in Puglia, sistematicamente si at­tivano». Una beffa, a ben vedere. Con le scuo­le per l’ennesima volta alle prese col recluta­mento in «zona cesarini» di «un esercito di preca­ri, con le intuibili con­seguenze per la qualità dell’offerta formativa». Il problema scuola, a det­ta della Uil, viene ancora gestito «con incredibile improvvisazione, spe­cialmente nel Mezzo­giorno. Emblematica è la misura con la quale si mandano a casa centinaia di docenti con pensione “quota 100” e non si prevede un rim­piazzo. Come recita un famoso ritor­nello, anche quest’anno i pugliesi non cambieranno, “stessa spiaggia stesso mare”, con un ritorno a scuola in cui si assisterà all’ennesimo valzer di docen­ti. Le immissioni in ruolo copriranno poco e male il deficit di docenti sul territorio costringendo i dirigenti sco­lastici – dice Verga – ai salti mortali per avviare l’anno scolastico e garantire l’offerta formativa e tanti studenti e tante famiglie a cambiare docente». Non solo, è in atto «un altro bagno di sangue per il personale Ata, per il quale il Miur ha già dichiarato di voler co­prire il 50% dei posti vacanti, il che trasformerà definitivamente la Puglia nel regno dei precari della scuola». Qualità e quantità del servizio scolastico regio­nale, a detta della Uil, vanno a farsi benedire, mentre il governo uscen­te «ha finanziato la quota 100 per le pensioni – pro­segue Verga – ma non le assunzioni per coprire le uscite». La conferma sulle ano­malie arriva dal capo­gruppo di FI alla Regione, Nino Marmo. «È davvero sorprenden­te che soltanto nella Regione Puglia sia negata ai docenti vincitori di concorso degli anni 2016 e 2018 – dice – l’immis­sione in ruolo e ciò, sembra, per una differente interpretazione fornita dall’Ufficio Scolastico regionale sul punto AÍ2 dell’allegato A delle Istruzioni Operative ministeriali. La ragio­ne di tale diniego è da attribuire al mancato rispetto del vincolo di per­manenza di 5 anni, che secondo l’Usr sarebbe previsto per i docenti di ruolo sul sostegno mentre per i sindacati il limite è applicabile solo per l’istituto della mobilità e non per il reclutamen­to». In attesa di «un’interpretazione univoca e conclusiva» da parte del Miur, il rischio è quello di uno stallo «proprio all’inizio dell’anno scolasti­co». Intanto, aggiunge, «molti docenti hanno preannunciato di ricorrere all’Autorità giurisdizionale compe­tente per dirimere la questione e ciò potrebbe seriamente pregiudica­re il regolare inizio delle lezioni». Accendono i fari, poi, sui docenti dii sostegno il Garante regionale dei diritti del minore, Lu­dovico Abbaticchio e il Garante dei diritti delle persone di­sabili, Giuseppe Tulipani. Con una lettera ai prefetti di Bari, Brindisi, Lecce, Foggia, BAT e Taranto chiedono di vigilare sulle anomalie registrate an­nualmente in Puglia in occasione con l’apertura dell’anno scolastico per la «mancata assegnazione degli assisten­ti educativi e/o la mancata comuni­cazione ai bambini aventi diritto».


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