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Vieste/ Don Antonio Spalatro: chiusura processo diocesano – CONTO ALLA ROVESCIA –

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1° Settembre 2019

     Non mancavano gesti di particolare carità occasionali ma fortemente significativi nella sua vita. Leggiamone uno, dal suo diario spirituale, di grande risonanza interiore per chi lo compie e per chi lo riceve. “ Ho fatto un’elemosina straordinaria. Per le mie forze. Per le condizioni in cui verso. Ho a lungo dubitato della sincerità del richiedente. Poi ho detto: i miei peccati saranno un poco perdonati. Ho detto a quel poveretto. Primo: non dire niente a nessuno. Poi, sai l’Ave Maria? Dinne qualcuna per me, ogni tanto: ho un sacco di peccati sull’anima. Il Signore sa quanto sono stato sincero”. (Diario, 24 settembre 1953)

     Un racconto molto semplice, che ci rivela l’anima dell’offerente: aperta ai bisogni dei fratelli, profondamente sincera e convita che la carità è la fonte della purificazione di ogni peccato, che essa ha un risvolto spirituale potente verso Dio. Chia fa la carità, stabilisce un rapporto di umanità nuovo e sincero con chi la carità la riceve. Don Antonio tutte queste cose le sa e le vive nel povero, al quale destina ogni bene umano e spirituale. La carità fa la comunione tra il povero e il ricco, ma anche e soprattutto tra i fratelli che tali si scoprono in Cristo. Il diario spirituale di don Antonio ci offre altri esempi di fraterna carità, di scambi di beni materiali, che sostengono la carità e la alimentano.


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