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Pietramontecorvino/ Corridoi Culturali per unire Gargano e Monti Dauni è il messaggio di Terravecchia Festival

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Tradizioni, territorio e cultura, insieme possono ge­nerare valore economico e produttivo. E’ il risultato del “Terravecchia Festival”, svoltosi a Pietramontecorvi- no, malgrado il clima bal­lerino.

La -decima edizione della manifestazione – organizzata dall’associazione Terravec­chia in Folk, in collabora­zione con la Pro Loco e con il patrocinio del Comune di Pietramontecorvino – ha creato occasioni di riflessio­ne, confronto e condivisione intorno al tema “Il Sud che Parla” affrontato dagli ospiti durante gli incontri, i con­certi e i dj set.

Dal salotto di paglia, che è stato allestito nella piazza an­tistante Parco gotico di Port’Alta, sono partiti mes­saggi, appelli e progetti, ac­colti da un pubblico attento e numeroso.

Al centro di tutto la sug­gestiva idea di costruire “cor­ridoi culturali dal Gargano ai Monti Dauni” perché, ha spiegato Andrea Lamaruc- ciola – direttore artistico del “Terravecchia Festival”- il Gargano ha saputo conser­vare e raccontare le sue tra­dizioni. Lo testimoniano eventi importanti che ani­mano il territorio da molti anni, come il Carpino Folk Festival, Festambiente Sud e il Raduno dei Suonatori di Tarantella.

Manifestazioni che vanno avanti, nonostante le diffi­coltà soprattutto economi­che. Si pensi che quest’anno è saltata l’edizione del Carpino Folk Festival, il più antico della provincia di Foggia, ma gli operatori culturali non si arrendono e continuano ad essere presenti per combat­tere il deserto culturale, eco­nomico e demografico che rischia di impoverire il Sud.

Un “Sud di Pietra”, per usare l’espressione di Raf­faele Vescera, che serba una

grande civiltà e radici pro­fonde. Come, ad esempio, gli “sciamboli” – ossia i canti in rima con cui le donne, fa­cendosi dondolare sulle al­talene, potevano raccontare i loro sentimenti, narrare spe­ranze, amori e difficoltà della vita quotidiana – veri e pro­pri spaccati di un’identità culturale comune dei Monti Dauni.

«Con “Terravecchia Festi­val” abbiamo tirato fuori le nostre tradizioni, non solo con l’installazione nel salotto di paglia di altalene con sotto scritti gli “sciamboli” , ma anche attraverso la conta­minazióne – grazie a progetti come Pasta Nera Jazz Project e Metano’s – tra musica, odo­ri e sapori della nostra terra», dice Andrea Lamarucciola.

A confermare l’importanza dei Festival sul territorio è stato anche Pino Aprile che ha dichiarato: «Questi ragaz­zi stanno facendo qualcosa di immenso, stanno salvando le radici. Hanno il potere nelle loro mani perché sanno chi sono. E più le organizzazioni culturali e le comunità si collegheranno tra loro, più diventeranno forti».

Questo sta già accadendo sul territorio, grazie alla col­laborazione tra le associa­zioni ed i Festival. E que­st’anno è accaduto anche a Pietramontecorvino dove gli organizzatori di “Terravec­chia Festival” e “Suoni, sa­pori e colori di Terravec­chia” hanno deciso di unire le forze e fare squadra.

Il 21 e 22 settembre andrà in scena la 32esima edizione di “Suoni, Sapori e Colori di Terravecchia”, evento all’in­segna della rievocazione sto­rica e dell’enogastronomia ti­pica.

Durante la due giorni ci saranno conferenze, incontri con archeologi e storici, con­certi di musica medievale, artisti di strada e molto al­tro.


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