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Seconda categoria/ Il Peschici ora vuole riprovarci. Entusiasmo nel club e tra i tifosi per l’imminente campionato da matricola.

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L’entusiasmo c’è an­cora. Anche nell’amichevole di be­neficenza con il Volturino in favore dell’Arara (Associazione ragazzi af­fetti da artite reumatoide-idiopatica giovanile), c’era tanta gente al “Maggiano” per vedere da vicino i be­niamini di casa. Il Peschici del presidente Gianni Ranieri e del diret­tore generale Vincenzo Borgia ri­parte con la voglia di arrivare ancora più su. Il campionato della passata sta­gione e soltanto un gioco che è stato interrotto, un ciclo che è arrivato da qualche parte e che si è fermato, ma non si è chiuso. Dopo un ciclo, ne può seguire un altro. E quando un gioco si interrompe, può anche ripartire. Da dove si era fermato. Deve, anzi, ripartire, da quel punto e da quel momento esatto. Si ricomincia, si riparte. Certo, si sa che il punto è quello che è, cioè la categoria superiore. La dirigenza con Rocco Acerra, Matteo Mastromatteo, Francesco Mongelluzzi, Do­nato Tavaglione e Leo Angelicchio cerca ora il bis nel prossimo torneo di seconda categoria pugliese, cercando di cullarlo con i sogni. Tutto c’è stato e tutto ci sta. E’ il calcio. Ma a Peschici, sotto la cura del riconfer­mato tecnico Teodoro Vlassis, si ri­comincia. Si apre la stagione che segna, questo inevitabilmente, un al­tro pezzo della storia della società. Il dirigente Vincenzo Borgia, giura che nulla resterà intentato per centrare l’obiettivo con giocatori vecchi e nuo­vi. I tifosi non aspettano altro. Lot­tare per il campionato di prima ca­tegoria pugliese è una parola, è un progetto, è un’idea, è una suggestio­ne. Ma prima di cominciare sarà bene mettere le illusioni da parte, evitare di cadere nell’inganno, nel tranello, nel concetto scontato che considerato da dove vieni e il tuo recente passato, tutto potrebbe e do­vrebbe essere straordinariamente fa­cilitato. Non c’è, al contrario, nessun per­corso breve, nessun accesso facili­tato, nessun canale privilegiato. Ci sarà solo fatica, ci saranno basto­nate, gente che corre, gente più che motivata contro di te e, spesso, solo con te. Ci sarà da sudare, lavorare, essere umili, prender le botte e dar­ne, correre più degli altri prima di giocare meglio degli altri. Ora si lavorerà sul campo, ripartendo dalla rosa della passata stagione. Diciamo che non è per niente male, non è un problema, ma una risorsa. Chi c’era sa che cosa è stato fatto, chi c’era sa perché le cose sono andate come sono andate.

Antonio Villani


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