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Manfredonia/ Protesta dei pescatori: vogliono parlare con il Ministro. Stamane incontrano Emiliano

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Il tono è quello perentorio dell’ultimatum affidato ad una lettera dei pesca­tori di Manfredonia, da venti giorni fermi per protesta, indirizzata al ministro Bellanova, al prefetto di Bari, al presidente della Regione Pu­glia, alla direzione marittima di Bari. «Tornare in mare oggi con l’attuale regime persecutorio da parte delle normative UE» scrivono i pesca­tori «con un regolamentazione della pesca inat­tuale nel nostro mare Adriatico e con un sistema sanzionatorio insostenibile, significherebbe de­terminare la fine della nostra categoria. Se que­sto dovrà accadere vogliamo che accada in modo che venga ricordata per sempre questa pagina miserabile della storia della nostra amata Italia».

I pescatori attraverso le cooperative di cate­goria che hanno nominato un legale al quale hanno affidato il compito di sostenere le loro ragioni, chiedono al Ministro Bellanova «un in­contro urgente che avvenga entro domani. Au­spichiamo vivamente» prosegue la lettera «che questa richiesta venga accolta, nel caso in cui ciò non avvenga le marinerie sono intenzionate a porre in essere più incisive e clamorose azioni di protesta». Nei giorni scorsi era stato il deputato sipontino Antonio Tasso a indirizzare al mini­stro Bellanova, una lettera nella quale chiedeva un incontro urgente sottoponendole i provvedi­menti più urgenti chiesti dai pescatori che da 20 giorni. «Abbiamo rinunciato» concludono i pe­scatori «a fare quello che più amiamo al mondo: il nostro lavoro». Questa mattina è previsto un incontro con il presidente Emiliano.


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