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S. Nicandro Garganico/ La naturalista Galizia. “Ecco perché sul Gargano bisogna convivere con i lupi”

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Una vita tra i lupi ma con tanto ancora da studiare e da raccontare. Si potrebbe riassumere così il per­corso professionale di Andrea Gallizia, residen­te in Abruzzo ma originario di San Nicandro Garganico, un paese e un territorio con cui non ha mai perso i contatti. Lo dimostrano, in particolare, le iniziative intraprese sul finire dello scorso anno che hanno interessato il Promon­torio con lo scopo di concretizzare la conoscenza e l’eventuale processo di convivenza dei lupi con il comparto zootecnico pugliese. “Il Project Wolf Ethology Gargano – spiega- intende realizzare anche un divulgazione efficace e facilmente frui­bile dalla collettività. Nel convegno del 13 no­vembre 2018 a Monte Sant’Angelo, sede del Parco Nazionale del Gargano, ho fornito contributi informativi ai media per combattere l’eccesso di strumentalizzazione non veritiera in merito alla tematica lupo e zootecnia”. Laureato in medicina veterinaria, è tuttora impegnato in un master interateneo sulla “Gestione e conservazione della fauna e dell’am­biente”. Una vita dedicata allo studio e alla conoscenza attraverso passione, impegno e sacri­fici. In Abruzzo ha condotto e gestito per anni una sua azienda di allevamento di bestiame. L’interesse e la sua particolare esperienza per la specie ‘canis lupis italicus’ scattano quando in­tuisce che un branco di lupi è presente nel ter­ritorio circostante la sua azienda. Nel 2015, dopo aver fondato il Project Wolf Ethology, gruppo di ricerca sostenuto da stu­diosi, ricercatori, naturalisti, biologi, veterinari e studenti, documenta, attraverso uno studio ancora in corso, la presenza stabile e riprodut­tiva della specie nel comprensorio suburbano della città di Teramo, in un’area non protetta. Nel 2016 si impegna su un altro filone, quello della sovrapposizione territoriale tra lupo e cane rinselvatichito. Nel 2017 avvia un nuovo studio ma sulla predisposizione e l’attitudine del ma­stino abruzzese a protezione delle greggi, con l’obiettivo di offrire ausilio al comparto zoo­tecnico nelle aree di colonizzazione del lupo. Nel 2018 vara un altro progetto, l’Universitaly Wolf Tour, un percorso scientifico divulgativo che ha visto coinvolti 14 atenei italiani e diversi studiosi in merito alla conoscenza del lupo ita­lico. E sempre lo scorso anno il gruppo Project Wolf Ethology entra a far parte del Centro Studi per l’ecologia e la biodiversità degli Appennini diretto dal naturalista Giampaolo Pennacchioni. In concomitanza iniziano le collaborazioni con le Riserve Regionali di Castel Cerreto e l’Oasi WWF Regionale dei Calanchi di Atri dove viene documentata la presenza stabile e ripro­duttiva della specie Canis lupus italicus.

amv


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