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I pescatori pugliesi sospendono lo sciopero. Incontro al Ministero: “ora la revisione delle regole europee”.

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Interrompono la protesta e dalle 24 di domenica torneranno in mare, i pescatori delle marinerie pugliesi che, ieri mattina, sono stati ricevuti dalla Direzione ge­nerale Pesca del Ministero delle Politiche Agricole per un incontro tecnico. «Sospendiamo la protesta in attesa del­l’incontro delle organizzazioni di categoria con il ministro Teresa Bellanova, il 24 ottobre prossimo, ma l’agitazione prosegue e in base all’esito del confronto decideremo il da farsi, spiega Giuseppe Danese della Marineria di Monopoli, che parla a nome degli 11 rappresentanti ammessi all’incontro, pescatori di Manfredonia, Barletta, Bisceglie, Trani, Molfetta, Bari, Gallipoli e Taranto.

Ieri i professionisti della pesca hanno presentato un loro documento che racchiude le problematiche della categoria rispetto alle leggi comunitarie. Documento che sono in attesa di presentare anche al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. «Per prima cosa – prosegue Da­nese – ci siamo dissociati dallo scontro con le forze del­l’ordine che si è verificato durante la manifestazione della scorsa settimana a Bari». I pescatori pugliesi professionali hanno inoltre chiesto al Direttore Generale Pesca, Ric­cardo Rigillo, la revisione del regolamento europeo che considerano inadeguato alla tipologia di pesca che si svolge nel basso Adriatico e si sono proposti di partecipare, anche con le proprie barche, alla ricerca in mare dell’Osser­vatorio sulla Pesca, promesso al Ministero per raccogliere dati da portare alla Commissione Ue. «Il direttore generale si confronterà con il Cnr e ci farà sapere», chiarisce Danese, che ha parlato anche delle catture accidentali dei tonni, durante la pesca del pesce spada, che «sono diventati come i cinghiali, perché dobbiamo rigettarli in mare dopo la cattura, per evitare le multe sul pescato sottosoglia». Non si è parlato, invece, delle maglie delle reti nomiate dai re­golamenti comunitari, di 50 millimetri, mentre le leggi italiane prevedevano quelle di 40 millimetri: «Questo com­porta che su circa 90 specie di pesci, solo 6 o 7 rientrino nella misura e quindi perdiamo tutto il resto del pescato: non possiamo essere sempre in perdita – avverte il pescatore di Monopoli – ne va della pace sociale». Giovanni Bonante, di Bari, spera che il governo italiano «riesca ad imporsi nella trattativa che andrà a fare a Bruxelles». Alcune delle loro richieste sono già state recepite nel De­creto emergenze Agricole in fase di conversione in legge, grazie agli emendamenti dell’allora deputato, oggi sotto- segretario alle Politiche Agricole, Giuseppe l’Abbate, per garantire un corretto bilanciamento tra le sanzioni e l’il­lecito, e a dicembre dovrebbe arrivare in aula della camera anche il testo di Riforma Ittica.


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