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Sanità/ “Malattie genetiche, la prevenzione ko alla Puglia costa 3 milioni di euro”

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«Parlare di sanità in Puglia, ormai, è riferirsi solo a freddi dati contabili o al numero di posti di letto in un ospedale o in un reparto. La missione della sanità del futuro, per la Puglia che immaginiamo, è di uniformare i servizi offerti dalle nostre strutture e potenziare la pre­venzione. Questa è stata una raccomandazione che ci hanno fatto anche i medici e i tecnici che, in II Commissione, ci hanno parlato di BRCA1 e BRCA2, ovvero di quelle modificazioni genetiche che producono il cancro al seno, alle ovaie, alla prostata e al pancreas», a sostenerlo è il capogruppo di FI Nino Marmo, ricordando che i medici «ci hanno chiesto di impegnarci, con ogni possibile energia, affinché il percorso di prevenzione sia facilitato con ogni mezzo, individuando dei luoghi fisici e specializzati nei quali poter effettuare esami di genetica medica specifica e molto complessi. Ci hanno raccomandato di mettere in campo misure che consentano di intervenire con screening generalizzati su tutta la popolazione potenzialmente interessata da tali mutazioni ge­netiche. L’obiettivo principale è quello di salvare per tempo vite umane. In sostanza – spiega – ci hanno sollecitato affinché il sistema sanitario pugliese sia organizzato per invitare capillarmente ciascun cittadino ad effettuare lo screening come percorso obbligato di prevenzione». Da quelle audizioni, secondo Marmo, «è emerso un dato preoccupante relativo ai costi: i nostri concittadini ricorrono, per questo tipo di indagini genetiche, a strutture fuori dalla Puglia per un costo complessivo, a carico della Regione, di circa 3 milioni di euro. Se le stesse indagini fossero compiute in Puglia costerebbero poco più di 250mila euro! Ergo, vale la pena adeguare la rosa di servizi offerti dalle nostre strutture sia per sollevare le casse regionali, ma anche – conclude Marmo – per limitare al massimo i “viaggi della speranza”. Una politica operosa non può sottovalutare l’importanza della prevenzione e l’obbligo di garantirla a tutti. Anzi, dovrebbe viverla come un assillo, perchè è così che si salva la vita di tante persone».


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