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La Torre Piccola di Varano ormai pericolante costituisce motivo di pericolo per la pubblica incolumità.

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Vista la completa indifferenza delle istituzioni verso la torre piccola di Varano il sottoscritto a breve denuncerà ai vigili del Fuoco i gravi e immediati pericoli derivanti dalla torre per l’incolumità pubblica.

La torre piccola infatti, è ubicata su di una via pubblica attraversata da passanti e automobilisti e quindi il conseguente crollo potrebbe provocare seri danni per persone e automobili che si trovassero a passare sotto la torre. In materia esiste una precisa legislazione.

Il cittadino che intende segnalare eventuali situazioni di pericolo per la pubblica incolumità deve rivolgersi al Comando Provinciale dei Vigili del fuoco che che, ai sensi della legge 139/06, assicura il servizio di soccorso pubblico.Ricevuta la comunicazione di un loro intervento di soccorso pubblico derivante dallo stato di conservazione e manutenzione, ricevuto il controllo si provvede ad una apposita transennatura provvisoria dell’area interessata al fine di evitare il pericolo incombente sul pubblico paesaggio.

Si provvede poi a un invio di ordinanza sindacale urgente ai sensi dell’art. 54 comma 4, del Tuel n. 267 /200 affinchè si provveda alla messa in sicurezza della costruzione entro un termine preciso qualora vengano segnalati immediati pericoli per l’incolumità pubblica.

Allo scadere del termine previsto qualora il proprietario o l’avente titolo non abbia dato riscontro a quanto prescritto si provvede ad inviare un sollecito, nel caso questo non sortisca effetto si procede con l’invio dell’ordinanza sindacale.

Gli articoli 2051 e 2053 attribuiscono al proprietario di un edificio agli aventi diritto, la responsabilità in ordine alla custodia, senonchè ai danni della loro rovina. L’articolo 66 salvaguardia al patrimonio architettonico del vigente regolamento urbanistico Edilizio (Rue) stabilisce che gli edifici, le loro parti e le loro relative aree di pertinenza devono essere mantenuti a cura del titolare dell’immobile in condizioni di sicurezza che è disciplinata dal RUE e spetta allo sportello unico vigilare su di essa. Dopo questa ennesima segnalazione si spera ancora di salvaguardare una torre che costituisce un importante testimonianza del nostro passato.

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Fu proprio il genero di Federico II a far costruire le torri tra il 1269 e il 1270.

Che le torri di Varano fossero state edificare da Riccardo di Lauro ,genero di Federico II l’ho sempre sostenuto,tanto che nel mio Libro “Ischitella e il Varano ” che pubblicai unitamente alla prof.ssa Rauzino già dal 2003 lo avevo asserito.

Ma quello che ci dà la certezza assolute sono alcune fonti angioine che avvalorano il mio discorso e ne danno l’assoluta certezza.

In una fonte del 1269, anno in cui furono costruite le due torri si evince quanto segue: “Pro Abbate S.Marie de Calena ,de decimis,Karolus ect,Secreo Apulio etc. Ex parte et conventus Santa Mariae de Calena ..fuit supplicatum ut,cum ipsi a Catholico Regum Sicile temporibus ..decimam proventum totius Pantani Bayrani sit in montana Monti Sancti Angelii ,duas, vid.. partes… per Curiam nostram e tertiam quond. Riccardum Comitem Caserta percipere consueverint…. sibi pro anno pres. XII ind decimam ipsam ..,tam vid ipsarum duarum partium quam tertie partis…que ad manus nostre Curie est revocata…manderemus .Ideo que f.t. (mandemus) quatenus ,si dicti abbas e conventus tempore turbatione se fideliter gesserunt erga nosttram regia Maiestatem et…predecessores sui..decimam percepire consueverint ,..illam sibi cum pred. terta parte ,,,exihibeas.. Datum in Capua, ultimo marii XIII ind/Reg. 5 F. 14O t). ” In pratica la fonte tratta da un documento dell’Abazia di Calena di cui le torri territorialmente appartenevano dice che Riccardo conte di Casera e quindi di Lauro in quell’anno essendo feudatario d’Ischitella si occupava dei proventi del Pantano di Varano e quindi l’autore delle torri non può che essere lui.

Un’altra fonte ci dice che nel 1278 doveva essere morto e che senza dubbio si trattasse di Riccardo di Lauro II marito di Berardesca del Duca. ecco l’altra fonte angioina:

(Similis assensus pro Petro de Suria mil.fam et Berardisca (del Duca) relicta q.Riccardi Comitis Caserts tenente terram Montori in Principato in dodarium a dicto Ricardo). dat XXVI ind(Reg, 1278 C. F.109).

Torri quindi che hanno avuto un passato glorioso e che è un vero peccato che stiano per scomparire tra l’indifferenza di tutti.

Giuseppe Laganella


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